MODENA – La seicentesca Palazzina del Giardino Ducale Estense accoglie un lussureggiante paradiso di fiori, piante, farfalle, uccelli e animali di ogni tipo e specie. L’esposizione “site – specific” è stata creata per l’occasione dal duo californiano Fallen Fruit. Con quest’opera gli artisti vogliono suggerire una riflessione sull’ambiente naturale minacciato dai cambiamenti climatici.
Con la mostra Paradise Lost, proposta da Fondazione Ago fino al 24 agosto, gli artisti David Allen Burns e Austin Young, ispirandosi alle immagini di collezioni storiche conservate al Museo della Figurina, creano un ambiente immersivo che pervade tendaggi e pareti ricostruendo una sorta di “paradiso perduto”.

L’origine del Giardino Ducale Estense si può far risalire al 1598, anno in cui il duca Cesare fece recintare con una siepe un ampio spazio incolto a Nord del Castello. Voluta nel XVII secolo da Francesco I d’Este come “casino” (luogo di divertimento per la corte estense) all’interno dei giardini di Palazzo Ducale, la costruzione della Palazzina è attribuita all’architetto Vigarani. Insieme al parco, fu donata un secolo dopo dal Duca alla cittadinanza.

Il Museo della Figurina
La mostra, a cura di Francesca Fontana, si sviluppa anche nella sede del Museo della Figurina, dove si possono ammirare le immagini originali, quelle che hanno ispirato gli artisti, tratte dalle collezioni pubblicate principalmente tra il 1885 e il 1925 da marchi storici delle figurine pubblicitarie come Liebig, Bon Marché, Suchard e tanti altri.

Disegni raffinati, accompagnati da testi illustrativi nello stile semplice, da piccola enciclopedia popolare, che caratterizzava gli album di figurine dell’epoca: dai “Simboli dei fiori” alle “Cime alpine”, dalla “Forza degli insetti” alle “Grandi coltivazioni”, fino a “Farfalle e amorini” o “Bambini e conchiglie”.

Alla Palazzina dei Giardini, a pochi passi dall’Orto botanico, invece, si propone l’opera d’arte “site – specific”, dove in un ambiente carico di immagini e suggestioni sono presenti anche esemplari di animali tassidermizzati, provenienti dal Museo di zoologia e anatomia comparata che fa parte del Sistema dei Musei e Orto Botanico di Unimore. Lupi, volpi, scimmie, volatili, iguane, rospi che, come testimoni silenziosi, immersi nell’opera artistica sembrano riacquistare nuova vita ricordandoci la fragilità dell’esistenza e dell’equilibrio della natura.

Paradise Lost
L’installazione trae ispirazione dal poema epico “Il Paradiso perduto” di John Milton.
Il Poema Epico di J. Milton narra principalmente due vicende bibliche: la tentazione di Adamo ed Eva ad opera di Satana e la loro cacciata dal Giardino Dell’Eden.

Questa esposizione immersiva invita e riflettere, oltre che sulla vulnerabilità degli ecosistemi, sulle conseguenze del libero arbitrio: l’umanità, pur avendo l’opportunità di preservare il proprio ambiente, sembra aver scelto – sottolinea la curatrice Francesca Fontana – di perseguire una logica consumistica e di sfruttamento.

Da sempre, del resto, il lavoro dei Fallen Fruit è caratterizzato da una tensione spirituale. La stessa scelta del nome trae origine da un passo del Levitico dove si invita a lasciare parte del raccolto ai poveri.

Le loro opere, a partire dalle mappe degli alberi da frutto pubblici realizzate a Los Angeles nel 2004, hanno sempre una stretta connessione con gli spazi urbani e con la propensione a “condividere il mondo con gli altri”.

INFO
Paradise Lost
Dal 20 aprile 2025 al 24 agosto 2025.
Sede: Palazzina dei Giardini – Corso Cavour 2 Modena
Museo della Figurina – Corso Canalgrande 103, Modena
Biglietto unico per entrambe le sedi
Info biglietteria@fondazioneago.it |
Le foto nell’articolo rispondono al copyright MyWhere©
- La visione “sacra” della pizza a Roma tra convivialità, originalità e qualità – 21 Gennaio 2026
- Valentino Garavani, l’ultimo imperatore dell’eleganza – 21 Gennaio 2026
- Il fascino dell’Antico Egitto attraverso i suoi tesori – 20 Gennaio 2026





