LAGO MAGGIORE – Per la prima volta nella storia, i Castelli di Cannero, sulla sponda piemontese al confine con la Svizzera, aprono al pubblico dopo un imponente restauro durato alcuni anni.
Se siete appassionati di arte e storia, in Italia avete l’imbarazzo della scelta per le vostre prossime visite: affascinanti ville monumentali e antichi castelli sono pronti per accogliervi durante la stagione estiva.
Alcuni esempi?
Il Castello Estense sul Delta del Po, Palazzo Te a Mantova e il complesso dei Castelli di Cannero sul Lago Maggiore, che riaprono al pubblico dopo un lunghissimo periodo di restauri.
L’intervento, voluto dalla famiglia Borromeo, ha trasformato la fortezza lacustre del Quattrocento in un museo di sé stessa, in cui rivive anche uno spaccato della storia del territorio e di importanti vicende nazionali.

Il nuovo museo multimediale arricchisce l’offerta culturale del circuito Terre Borromeo e del Lago Maggiore con un unicum di storia, architettura e paesaggio.
Un progetto durato oltre un decennio che restituisce alla collettività un luogo di straordinaria valenza storica, architettonica e paesaggistica.
Situati su due suggestivi isolotti rocciosi al largo della costa piemontese nord, gli antichi complessi fortificati, che includono la rocca principale e l’edificio delle prigioni, rinascono come un museo di sé stessi.
L’obiettivo è stato preservare l’immagine materiale e immateriale della fortezza, rendendola parte del presente senza sacrificarne i significati e i valori storici.

Il lungo percorso di recupero, che la proprietà Borromeo ha iniziato a progettare nel 2011, ha richiesto ingenti risorse economiche e un’approfondita campagna di indagini.
I Castelli di Cannero assumono ora una collocazione culturale sospesa nel tempo e unica nel suo genere
Per 500 anni quello che fu un luogo inavvicinabile diventa un museo in cui ripercorrere, attraverso la tecnologia, le vicende storiche di una rocca che fu teatro di intricate vicende belliche.
Ne risulta un museo che è un unicum, per la tipologia di intervento e di recupero realizzato.

Il percorso di visita, sviluppato quasi totalmente all’esterno, permette di accedere agli spazi della fortezza recuperando gran parte dei percorsi di ronda.
Alcuni ambienti interni ospitano approfondimenti museologici sulla storia della fortezza, del territorio e dei suoi protagonisti.
L’esperienza del visitatore inizia raggiungendo in barca dalla terraferma i Castelli.
Per visitare i Castelli di Cannero, i titoli d’ingresso sono disponibili sul sito.
È possibile acquistarli anche nelle biglietterie dei siti museali di Terre Borromeo e presso l’infopoint situato a Stresa.
Il costo dell’ingresso adulti è di 25 euro, incluso il tour in barca da Cannero e l’audioguida del percorso museale.
Terre Borromeo è il brand che identifica i siti culturali e naturali che anticamente erano legati alla famiglia Borromeo.
Oggi il circuito turistico comprende Isola Bella e Isola Madre nell’arcipelago delle Isole Borromee, Parco Pallavicino a Stresa e Parco del Mottarone.
Ma anche Rocca di Angera, sul versante lombardo in provincia di Varese e, ovviamente, i Castelli di Cannero, situati nell’alto Verbano.
I Castelli di Cannero e la storia della famiglia Borromeo sul Lago Maggiore

I Castelli di Cannero rappresentano il segno visibile di un momento cruciale nella storia della famiglia Borromeo.
Situati su due isolotti rocciosi al largo della costa piemontese, nel nord del Lago Maggiore e a pochi passi dal confine svizzero, formano un complesso fortificato unico: la rocca principale e un piccolo edificio che un tempo ospitava le prigioni.
Già nei primi anni del Quattrocento, sull’isolotto maggiore, sorgeva una fortificazione nota come Malpaga, utilizzata dalla potente famiglia dei Mazzarditi di Cannobio per scopi bellici.
La presenza dei Borromeo sul Lago Maggiore comincia nel 1439, quando il duca di Milano, Filippo Maria Visconti, concede loro in feudo la città di Arona.

L’inizio di un vasto processo di espansione
Cannobio, Intra, Omegna, Vogogna, Angera e altri territori vanno così a costituire un dominio compatto, formalmente integrato nel Ducato di Milano.
Il ruolo della famiglia Borromeo
I Borromeo assumono un ruolo centrale nella difesa del territorio e nell’intermediazione tra lo Stato centrale e le comunità locali.
Garantiscono, infatti, approvvigionamenti, supporto logistico, raccolta di informazioni e, all’occorrenza, mobilitazione armata.
La costruzione dei Castelli di Cannero, così come li conosciamo oggi, è stata voluta da Ludovico Borromeo a partire dal 1519.
Si tratta di un progetto strategico: rifondare l’identità politica e militare della casata in un periodo di forti tensioni.
La fortezza ha avuto un ruolo difensivo cruciale per la salvaguardia dei territori, almeno fino al 1529, quando nuovi accordi con l’imperatore Carlo V d’Asburgo ridimensionano le esigenze militari.

Per qualche decennio i castelli sono ancora mantenuti in efficienza, ma il perdurare della pace e la loro progressiva inutilizzabilità ne segnano l’inevitabile declino.
Dopodiché, i Castelli vengono utilizzati sporadicamente come rifugio da soldati, preti, pescatori e affittuari.
Nel 1848, Garibaldi vi trova riparo durante la fuga dopo la battaglia di Luino.
Trentuno anni dopo, persino la regina Vittoria manifesta interesse ad affittarli, affascinata dalla loro immagine romantica.
Circa dieci anni fa, con Vitaliano XI Borromeo è stato possibile dare forma a un progetto di recupero imponente approvato anche dalla Sovrintendenza.
Cannero Walking Tales
Si tratta di un viaggio tra le suggestive rovine che dominano le acque del Lago Maggiore, tra heritage, tecnologia aumentata e narrazione immersiva.

Le parole scolpite su una lapide della Torre Vitaliana, una delle strutture che compongono i Castelli di Cannero sul Lago Maggiore, sono proprio il punto di partenza di Cannero Walking Tales, di cui vi spieghiamo i dettagli qui sotto.
Il tutto nasce da una ricerca pluriennale sulle potenzialità della tecnologia per integrare, in modo leggero, sottile e non invasivo, contenuti narrativi all’interno di spazi espositivi e territori.
Uno storytelling filologico, rispettoso della Storia, ma capace anche di evocare vicende umane, aneddoti e curiosità.
Così da rendere la ricostruzione storica accessibile, inclusiva e coinvolgente per un pubblico ampio.
Nel caso di Cannero Walking Tales, l’esperienza museale dà letteralmente voce alle rovine dell’antica fortezza sul Lago Maggiore.
Un io narrante, affiancato dalle voci di altri protagonisti e da un paesaggio sonoro progettato ad hoc, si manifesta attraverso un’audioguida location-based, una serie di installazioni e un gioco interattivo pensato per i più piccoli.
Il percorso
Il percorso parte dal molo e tocca i luoghi più significativi della fortezza.
Dalla Corte d’ingresso alla Corte Vitaliana, passando per la Sala della Guardia, i camminamenti sonorizzati, la Sala delle Armi, il Mastio, la Torre del Belvedere, la Corte Malpaga e la Sala della Contessa.

Installazioni e realtà aumentata
Tre sono i principali touchpoint fisici del percorso:
● Il primo specchio magico (Corte Vitaliana): mostra in loop video animati che illustrano le fasi di costruzione e decadenza dei Castelli.
● Le multiproiezioni nel Mastio: che, disposte su due livelli, raccontano tre episodi iconici dei Castelli
– l’assedio del 1523 da parte degli Sforza;
– la vita quotidiana dei soldati nel 1550 attraverso una lettera di Antonio Locadello a Corona Borromeo;
– la trasformazione dei Castelli in zecca clandestina nel 1645 con Bartolomeo Guizzetti.
● Il secondo specchio magico (Sala della Contessa): narra la storia dei simboli araldici Borromeo, partendo dagli elementi illustrati dell’unica sala decorata della fortezza, fino alla comparsa dello stemma e dei suoi emblemi.

Inoltre, nella Corte Vitaliana e nella Sala delle Armi, la realtà aumentata permette di attivare contenuti di approfondimento che appaiono come illustrazioni bicolori animate.
L’esperienza per i bambini: Heraldry Game
L’audioguida include anche una sezione pensata per i più piccoli: Heraldry Game – il gioco dell’araldo.
Si tratta di una caccia al tesoro interattiva, in cui i bambini devono cercare le tessere dello stemma, seguendo una filastrocca in rima che fornisce indizi poetici e quiz giocosi.
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