VENEZIA 82- In concorso due film che sono destinati a scuotere e a far riflettere. Due film che in qualche modo ci svelano il senso del rapporto tra l’arte e la realtà. The voice of Hind Rajab della regista tunisina Kaouther Ben Hania e Duse di Pietro Marcello con Valeria Bruni Tedeschi.
A Venezia 82 in concorso The voice of Hind Rajab di Kaouther Ben Hania. Il film racconta, ma forse il verbo è improprio, fa rivivere su pellicola una vicenda risalente al gennaio 2024. I volontari della Mezzaluna Rossa ricevono una chiamata di emergenza. Una bambina di 6 anni, Hind Rajab, è chiusa in un’auto in fiamme a Gaza, chiede di essere aiutata. Cercano di confortarla mantenendola in linea e contemporaneamente si attivano per inviarle un’ambulanza.

Che questo film fosse qualcosa di più se n’era avuto sentore quando Alberto Barbera nella conferenza stampa che annunciava i titoli in concorso, nel nominarlo non aveva potuto trattenere la commozione. Se n’era avuta conferma qualche giorno dopo quando si diffonde la notizia che Brad Pitt, Joachim Phoenix e Jonathan Glazier diventano produttori esecutivi della pellicola per dare la maggiore visibilità possibile. E’ palpabile oggi. In conferenza stampa la regista e il cast sono accolti da un lungo applauso composto e commosso che è molto di più di un semplice apprezzamento per un film ben realizzato. Il religioso silenzio che segue l’applauso anche è emblematico. Lo rompe l’attrice Saja Killani con la sua dolorosa domanda Non credete che sia abbastanza? Sappiamo tutti che cosa intende.

Una storia vera
La regista nota per la sua tendenza a muoversi lungo i confini tra fiction e documentario, dichiara di aver sentito quasi il dovere di fare questo film, di più, l’urgenza. Il cinema rispetto alla cronaca giornalistica, dice, offre la possibilità non solo di narrare, crea il ricordo, non dà spiegazioni ma ti fa sentire. Dal canto loro gli attori sottolineano tutti che per loro non si è trattato di recitare, era vita vera.

Duse
Il secondo film in concorso è Duse di Pietro Marcello, protagonista Valeria Bruni Tedeschi. Anche Pietro Marcello viene dal documentario, lavora con la realtà. Nell’affrontare la Divina ha sentito subito che il modo migliore fosse la finzione tanto sfuggente e mitica è la sua figura.
La storia di Eleonora Duse mi ha colpito immediatamente per le contraddizioni umane che ne hanno caratterizzato l’esistenza: il rapporto conflittuale tra il suo desiderio di vivere una vita normale e il suo destino di attrice costretta, fin dalla più giovane età, a recitare la vita degli altri; il bisogno di lasciare un segno nella società e la natura ineffabile ed effimera del teatro; l’impossibilità di conciliare la maternità con il lavoro; il desiderio di autonomia e i grandi rovesci imprenditoriali; la tentazione della gloria e la spinta alla ricerca e alla sperimentazione.
Gli anni in cui si concentra la storia sono quelli compresi tra il 1917 e il 1923. Anni storicamente duri e bui. Questo non solo per concentrarsi sulla figura di una Duse, come dire, sul viale del tramonto, ma anche per rappresentare il ruolo dell’arte di fronte alla storia, al potere. Non è un biopic ci tiene a ribadire è il ritratto di un’anima. Valeria Bruni Tedeschi è stata da subito nelle intenzioni del regista la sua Duse.

Un ruolo importante. Eleonora Duse è il nume della recitazione, è la figura con cui ogni attrice deve confrontarsi se vuole fare questo mestiere. Ricorda infatti che agli inizi la sua coach all’Actor’s studio Geraldine Baron parlava spesso di Duse. Per tutti coloro che hanno lavorato alla definizione di un metodo della recitazione è importante. Aveva scoperto qualcosa della recitazione, aveva scoperto la verità. Questo non significa, dice Valeria Bruni Tedeschi, che fosse perfetta. Per interpretarla sostiene di aver cercato di connettersi a lei tramite delle enigmatiche riunioni. Riguardo al ruolo che l’artista ha nei confronti del reale è unanime l’idea che l’arte possa diventare strumento di pace.

Non escludo affatto che questi due film li vedremo tra i premiati nella cerimonia di chiusura della Mostra Internazionale d’Arte cinematografica di Venezia. E se non lo saranno speriamo siano premiati dal pubblico in sala.
Foto © La Biennale di Venezia 2025
In homepage Il cast del film The voice of Hind Rajab sul Red Carpet di Venezia 82, foto Martina Dal Piano per MyWhere
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