ITALIA – Il giorno di San Martino, che cade l’11 novembre, è una ricorrenza che profuma di autunno, vino nuovo e storie di generosità. Tra leggende, antichi detti popolari e tradizioni gastronomiche, questa giornata rappresenta un momento di calore umano e condivisione, capace di unire sacro e profano in una delle feste più amate della stagione.
Ogni anno, l’11 novembre, si parla dell’inizio della cosiddetta “estate di San Martino”, quel breve periodo di clima mite che spezza il freddo autunnale. Secondo la leggenda, Martino – un soldato romano – tagliò in due il suo mantello per coprire un mendicante infreddolito. In quel momento, il cielo si aprì e tornò il sole: da allora, questa giornata è simbolo di solidarietà e calore umano.

Il vino nuovo e le tradizioni popolari
San Martino è anche la festa del vino nuovo, che in molte regioni italiane si assaggia proprio in questi giorni. Le cantine si aprono, i profumi dell’uva fermentata riempiono l’aria e le tavole si riempiono di piatti tipici, tra cui caldarroste, salumi e formaggi. È un’occasione di convivialità semplice e genuina, che celebra i frutti della terra e la fine dei raccolti.

Tra fede, folklore e convivialità
Pur nascendo da una storia cristiana, San Martino ha assunto nel tempo un valore più ampio. È una festa che unisce la spiritualità alla vita quotidiana, un momento per riscoprire la bontà dei gesti semplici e il piacere dello stare insieme. In molte città italiane si organizzano fiere, sagre e passeggiate nei borghi, dove il profumo del mosto si mescola all’aria fresca di novembre.

Una festa che parla di umanità
San Martino ricorda che la gentilezza e la condivisione possono illuminare anche le giornate più fredde. È un invito a fermarsi un momento, brindare alla vita e riscoprire il valore dei piccoli gesti. Perché, come recita il proverbio, “A San Martino, ogni mosto diventa vino” — e ogni cuore può tornare a scaldarsi.
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