60 anni di Made in Italy

60 anni di Made in Italy

ROMA – In mostra la Moda dei protagonisti dello “Stile Italiano” per celebrare 60 anni di Made in Italy. La Centrale Montemartini è una location magica. L’unica a Roma che sposa l’antica storia di Roma con l’industrializzazione e la modernità.

Ecco che nessuna sede come la Centrale Montemartini potrebbe essere cornice più adatta e suggestiva per esporre l’arte dei protagonisti dello “Stile Italiano” così come nella mostra “60 anni di Made in Italy” che si tiene dal 10 al 28 ottobre 2012.
L’allestimento che 
nella sua sintesi mette in evidenza la bellezza degli abiti tra le condutture ed i meccanismi della vecchia centrale, in una scenografia progettata da Elio Frasca ed Antonio Palazzo e coordinata da Camilla Di Biagio, racchiude circa un centinaio di capi storici, tra cui alcune spettacolari creazioni da red carpet, indossate per le prèmiere o perla “notte degli Oscar” dalle più celebritop-model e celebrities, o ancora realizzateper indimenticabili personaggi del cinema internazionale o per i palcoscenici della lirica. Capi preziosi e incomparabili per la sperimentazione nei tessuti e la ricerca e l’uso di materiali sofisticati, come testimonianza dello stile della moda italiana che si è sempre contraddistinta e resa unica nel mondo.

Centrale Montemartini
Per l’ Alta Moda femminile troviamo in esposizione la riproduzione dell’abito talare delle Sorelle Fontana, indossato prima da Ava Gardner (1956) e poi riproposto per Anita Ekberg nel film “La Dolce Vita” di 
Fellini (1960); il famoso “Pijama Palazzo” di Galiztine, segno dei tempi, che Claudia Cardinale portava ne “La Pantera Rosa”(1963) ed il leggendario abito “stile impero” della Maison Gattinoni indossato da Audrey Hepburn nel film “Guerra e Pace” del 1956, che valse una nomination all’Oscar per i costumi, fino allo sfarzo dell’abito di cristalli Swarovski (1998/99) che Naomi Campbell indossò alla Stazione Leopolda per la presentazione dell’ultima collezione maschile disegnata da Gianni Versace. Assieme a loro l’abito da sera che Fausto Sarli disegnò ispirandosi a Valeria Mazza (1996) e la particolare “Madonna Nera” venerata dai minatori sardi di Antonio Marras (1998), che ha l’oro nella gonna e il bustino composto di soli chiodi di cavallo, mentre tra tutti spicca lo storico plissè d’oro di Krizia.
Abbiamo chiesto alle curatrici della mostra, Fiorella Galgano ed Alessia Tota, quale fosse l’abito al quale fossero più legate. Ci è stato risposto che senza dubbio il più prezioso e più antico è l’abito da sera in raso pesante di Schuberth (1950), ed il completo, sempre di Schuberth, in prezioso lamè e broccato oro (1958).

mostra 60 anni di Made in Italy


Per l’alta moda maschile c’è la dinner jacket originale del 1963, firmata Litrico, realizzata su misura per il Presidente John Fitzgerald Kennedy, e quello ideato da Brioni per l’invincibile “007-James Bond” alias Pierce Brosnan indossato nel film “Die Another Day” (2002). Tra gli accessori è esposta la prima trousse tonda creata da Helietta Caracciolo per Jacqueline Kennedy (1975), la collana indossata da Nancy Reagan e gli orecchini realizzati per Hillary Clinton e la “Bagonghi” di Roberta di Camerino, tra le “hand-bag” preferite da Grace Kelly (1959). Tutto il materiale in mostra proviene dagli archivi delle maison rappresentate, come pure da privati.

mostra 60 anni di Made in Italy
Questa mostra vuole essere anche un percorso storico ed una ricostruzione, oltre che chiaramente un omaggio, della genialità di alcuni grandi stilisti che, oltre a contribuire alla nascita del Made in Italy, nel tempo sono anche riusciti ad imporre in tutto il mondo il proprio gusto estetico, determinando l’inconfondibile “Stile Italiano”.

Made in Italy

Fabiola Cinque

Napoletana fino alla milionesima generazione (dal 1.400), nobile d’animo ma non più per albero genealogico, viaggiatrice e curiosa delle bellezze e delle stranezze del mondo riporto tutte le mie impressioni attraverso tutti i sensi che abbiamo e che vogliamo usare. Di estrazione e definizione “fondista”. Azzurra di nuoto per tutte le distanze più lunghe e massacranti che vi possono venire in mente. La fatica è il mio karma. Mai nulla regalato, tutto conquistato. La comunicazione e la pubblicità sono la mia anima, la moda la mia vita presente e futura. Vivo in un paese bellissimo dal quale desidero sempre di allontanarmi, per tornare e riassaporare i profumi ed i sapori. La mentalità e l’amore sono anglosassoni, ma d’altronde si sa, i Borboni sono stati dominati dai francesi come gli inglesi e gli spagnoli, quindi le mie origini ed il mio essere è globale, sono bastarda dentro.
Fabiola Cinque