Intervista a Cicalone Simone, lo youtuber pugile che sfida i bulli e racconta le realtà più difficili

Intervista a Cicalone Simone, lo youtuber pugile che sfida i bulli e racconta le realtà più difficili

ROMA – Un canale YouTube che tira fuori un successo di pubblico dopo l’altro e alterna momenti di grande ilarità a tematiche molto profonde con uno stile difficilmente ripetibile. Per conoscere la storia dello “youtuber pugile” siamo andati ad intervistarlo.

Allenamento, alimentazione, storie di vita, interviste e storie motivazionali, con un occhio sempre indirizzato alla lotta al bullismo. Il nome Scuola di Botte potrebbe ingannare, ma il progetto di Cicalone Simone – romano doc dal cuore d’oro, con un passato da pugile e da kick boxer e con una passione incontrollabile per il videomaking – è incentrato sul miglioramento personale e sulla crescita emotiva dei ragazzi, specialmente i più problematici.

La certezza è che su YouTube (il canale conta la bellezza di 228 mila iscritti) non troverete niente di simile. Per conoscere la storia di Cicalone Simone e del suo progetto ci siamo fatti una chiacchierata con lui.

Ciao Simone, è un piacere averti con noi. Come definiresti il tuo canale a quei pochi che non lo conoscono?

Ciao a tutti, il mio canale lo definisco un canale personale. E per personale, intendo che parlo solo di ciò che mi interessa trasmettere agli altri. Quando ho deciso di aprire un canale YouTube l’ho fatto con un unico obiettivo e cioè comunicare qualcosa di utile che venga da me, dai miei pensieri, dalla mia storia, dalle mie idee e dalle mie esperienze.

Tutto questo si traduce in video che spaziano su tantissimi argomenti, ma che in comune, come detto, hanno le mie passioni e le miei idee. Forse detto così può sembrare un modo egoistico di gestire un contenuto destinato a tante persone, in realtà lo ritengo il modo più onesto, perché oggi sarebbe più facile fare certe cose e commentarne altre, si tradurrebbe in maggior views e in proporzione maggior guadagno , ma la parte più bella di lavorare sui social  è quando si riesce ad essere liberi di parlare di ciò che ti piace, evitando superficialità e offrendo alle persone uno stimolo concreto anche se mascherato da qualcos’altro.

Ci racconti la tua storia? Chi eri prima di creare il progetto Scuola di Botte?

Sono un uomo di una certa età ormai, ma sono stato giovane anche io. Mi ritengo fortunato perché vengo da una buona famiglia che non mi ha fatto mancare niente ma allo stesso tempo mi ha fatto guadagnare tutto e mi ha insegnato a non dare niente per scontato.

Le mie grandi passioni che mi porto dietro sin da bambino, sono i videogame le botte. Essendo passioni non eccello in nessuna delle due, ma mi diverto con entrambe.

Il mio percorso scolastico è stato caratterizzato da alti e bassi, gli alti legati alle materie scientifiche i bassi legati alle materie classiche, ma sono comunque riuscito a concluderlo con successo. Ho avuto poi sempre la fortuna di lavorare in ambiti che mi piacevano. Ricordo che alle scuole superiori avevamo un gruppo di musica elettronica techno che si esibiva in eventi di media importanza e ci restituiva delle cifre importanti per degli studenti squattrinati. Successivamente, già da quando avevo 20 anni, ho lavorato come insegnante di Kickboxing e con la maturazione ho svolto lavori più impegnativi ma sempre piacevoli e di alcuni di questi ne parlo nei miei video.

 Infine il capitolo YouTube. Oggi sono uno YouTuber a tempo pieno con grande soddisfazione.

Cicalone Simone

Sul tuo canale possiamo trovare tante storie di vita. Ce n’è una in particolare che ti ha inorgoglito di più raccontare?

Molte sono le porzioni di vita che ho raccontato nelle mie storie. Pensare ad una in particolare che mi abbia inorgoglito è difficile, credo le migliori siano quelle dove le persone hanno imparato qualcosa dai miei errori e dai miei suggerimenti,  perché sapere che qualcuno in un futuro prossimo ricorderà un mio suggerimento per migliorare la propria vita è una cosa che mi rende molto orgoglioso.

Il tuo progetto nasce anche come una sorta di sfida al bullismo. Quanto è importante questo aspetto per Scuola di Botte?

Il bullismo è un male molto grande nella nostra società e in alcuni casi non termina con l’avanzare dell’età, si trasforma. Spesso il bullo è debole con i forti e prepotente con i deboli e i soprusi che commette non hanno nulla a che fare con la fisicità. I  bulli sono prevaricatori sociali, consumano le loro nefandezze sul lavoro, a casa, con gli sconosciuti. Il tutto molto spesso è causato dall’ignoranza ma anche dalla bassa autostima che li attanaglia. Ritengo che l’unico modo per combattere il bullismo sia migliorare il bullo, non abbatterlo, perché migliorandolo lo renderai una persona positiva, abbattendolo avrai una vittima o un bullo più insicuro e arrabbiato.  

Uno dei focus del mio progetto sta nel far capire che il tempo è un nostro bene primario, è la nostra quarta dimensione. Perdere tempo ad essere bulli o ad arrabbiarsi contro i bulli è tempo sprecato che non ci ridarà più nessuno.

Hai spesso raccontato i quartieri più difficili di Roma. Cos’è che tutti dovremmo imparare da queste realtà? E quanto l’allenamento e la frequentazione degli ambienti sportivi possono aiutare chi viene da quelle realtà?

Un quartiere problematico, degradato e ostile mette a dura prova chi ci abita, e ti mette a disposizione solo due possibilità: subire passivamente il degrado e le difficoltà, oppure diventare parte integrante del meccanismo degradante, un ingranaggio di una macchina destinato a rompersi. E ogni volta che si rompe, ogni singolo ingranaggio viene buttato via.

C’è però una terza via, la più difficile, impossibile da raggiungere per i più pigri e demotivati, cioè emergere, grazie alla disciplina dello sport, grazie ai maestri, ai compagni e alla loro tenacia. Sul ring o in una gabbia, nessuno fa sconti, ma il risultato di quello che raggiungi può farti elevare in maniera importante.

Quali sono i tuoi progetti futuri?

Per il futuro mi piacerebbe prendere parte ad un remake dei vecchi film polizieschi degli anni ’80, penso a Tomas Milian e Bombolo, il tutto ambientato nei giorni nostri. Verrebbe fuori un film divertente ma che mostra come affrontare la vera criminalità del 2021,  con ilarità ma anche con coraggio.

Mi piacerebbe poi continuare a crescere sui social anche se ormai sono fuori target generazionale!

COME SEGUIRE CICALONE SIMONE

YouTube

Instagram

Sito Ufficiale

Crediti foto in homepage: Simona Ciaccia

Paolo Riggio

Leave a Reply

Your email address will not be published.