EstempoGabriella. La metamorfosi dal colibrì al cigno di Gabriella Naddeo

EstempoGabriella. La metamorfosi dal colibrì al cigno di Gabriella Naddeo

ITALIA – Gabriella Naddeo, classe 1970. Entusiasta, gioviale, e scrittrice nata. Ci racconta la sua metamorfosi nella parola e nella persona, consapevole che la parola è la sua àncora di salvezza.

EstempoGabriella – Emozioni nonostante tutto è il secondo atto artistico di Gabriella Naddeo, dove ci regala momenti di gioia e di grande lucidità mentale. Abbiamo avuto il piacere di intervistarla e farci raccontare un poco di sé.

ESTEMPOGABRIELLA RACCONTATO DALL’AUTRICE

EstempoGabriella

Buongiorno Gabriella. La scrittura, che passione. Come è nata l’idea del suo ultimo libro?

Sono una donna innamorata della parola che mi ha consegnato ad una Vita nova in cui il nonostante tutto è la mia unica dimora. Ho amato sempre scrivere e leggere. A casa mia ho avuto e ho degli esempi forti, mio padre è un accanito lettore. Il mio mondo interiore ha sempre trovato la sua consacrazione nello scritto nascosto dei miei diari, dei miei quaderni di bordo così come li definisco. Esprimermi nella scrittura mi ha dato sempre conforto quando non riuscivo a esprimermi nella parola poiché timida, repressa, compressa e poco compresa. L’esperienza del Covid mi ha dato molto, per me è stato valore aggiunto perché non essendomi potuta mai fermare a livello lavorativo ho imparato a convivere con le mie paure, sono state le mie compagne di viaggio. In estate mi sono rilassata e durante il viaggio, non avendo la penna per trascrivere le mie emozioni che si sono visionate, le ho trascritte su facebook firmandole Estempo e da me poi sono state personalizzate in Estempo Gabriella. E di li è avvenuto il mio incontro quotidiano. Il confronto con persone abituate a scrivere di poesia mi ha portato a pubblicare il mio primo libro Frammenti di pensiero sulla piattaforma ilmiolibro.it e oggi questo amore per la parola mi ha condotto alla stesura della mia seconda creatura: EstempoGabriella – Emozioni Nonostante tutto.

La copertina mostra un cigno. Vuole dirci il perchè di questa scelta?

La copertina si è visionata nel momento in cui ero alle prese con l’organizzazione dei miei scritti per il secondo libro. Nel primo libro la copertina l‘ho scelto tra quelle già presenti e quindi mi sono adattata. Alla fine però il colibrì è divenuto il mio simbolo, al punto tale che ne ho fatto un adesivo e incollato sul retro della mia auto. L’ho personalizzata. Come dicevo prima, lavorando con passione al mio secondo progetto, EstempoGabriella – Emozioni Nonostante tutto, ho avuto una illuminazione, il colibrì che subiva una metamorfosi, diveniva un cigno, il cui collo con sinuosità formava un due e il suo corpo un cuore pulsante. Una metamorfosi che c’è stata nella parola e nella persona. Nella parola perché i frammenti timidi si sono evoluti nella mia personale prosa del poi che spera, alleata alla mia ironia. Nella persona perché c’è stata un riconoscersi come donna con la sua femminilità consapevole e serena. La copertina mi è stata sviscerata abilmente dal maestro grafico Franco Galdo che ha saputo vestire i miei scritti dell’abito più adatto con i colori del cielo e della speranza.

Dai suoi scritti esce fuori molto spesso la parola cuore…

Il cigno ha il suo corpo a forma di cuore perché i miei scritti sono frutto dell’amore nelle sue molteplici sfumature. Finalmente come dico io il mio sentire che si fa sentire anche se incontra qualcuno che non vuole sentire. Amore. Io amo. Io sono una donna innamorata. Fall in love. Folle.

In che modo l’amore ha bisogno di essere urlato?

Essere se stessi è la più bella forma di amore che si possa donare a se stessi. Amare se stessi, non è egocentrismo è semplicemente essere consapevoli delle proprie risorse che ci consentono di ascoltare con più disponibilità gli altri, le loro esigenze. L’amore urlato è quello che accetta le sue fragilità e ne fa dei punti di forza e di partenza.

Cosa c’è di estemporaneo nella vita e quante emozioni vissute?

Io vivo tutto con caducità e fatalità. Voglio vivere il presente in maniera evidente ne non essere più esente. E quel che deve essere sia.

Carmen Bartolone

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