Lepisma Saccharina: mi nutro della tua cultura. Animali sulla carta di Alessandra Maio

Lepisma Saccharina: mi nutro della tua cultura. Animali sulla carta di Alessandra Maio

Soggetti parlanti delle antiche fiabe di Fedro e Esopo, simboli astratti di pitture rupestri neolitiche, personaggi onirici delle opere di Chagall e dei quadri surrealisti di Dalì. Per la loro natura, animali e insetti sono stati protagonisti inconsapevoli di attrazione e paure ataviche generate dalla complessa simbologia che, nei secoli, li ha caratterizzati influenzando la percezione e la reazione umana alla loro vista, incarnando vizi e virtù dell’uomo nel racconto fantastico, spesso con scopo moralistico e dimostrativo.

Mi sento proprio un verme

Memori di ciò, entriamo in galleria e ci accostiamo cautamente alle opere della prima personale dell’artista bolognese Alessandra Maio. Un po’ stupiti, forse intimoriti, ritroviamo “i moventi” delle nostre paure più inconsce appesi con degli spilli ad una parete, decontestualizzati, analiticamente immortalati nelle loro fattezze curiose, raccapriccianti ma perfettamente armonici, simmetrici, intonati al loro habitat naturale quanto alle bianche pagine/pareti illuminate di Spazio SanGiorgio.

Alessandra Maio - Mi sento un pesce fuor d'acqua
Alessandra Maio – Mi sento un pesce fuor d’acqua

Siamo forse di fronte a manuali e catalogazioni di entomologia forense, le cui pagine sono state accuratamente conservate e sigillate in teche di vetro? O ci affidiamo al percorso e all’esperienza estetica e ironica che l’artista ha ideato per noi?

Se di norma, incuriositi dinanzi a una varietà tale di animaletti, useremmo la lente di ingrandimento per poterli osservare, qui ci ritroviamo sopraffatti da “gigantografie squadernate”, plasticamente disposte nello spazio: la forma urta il nostro sguardo. Ma come accade spesso nell’arte, il passo successivo all’esperienza estetica di pura visibilità è il “guardare con la mente”, lo sguardo analitico scruta e ricompone l’opera. Ci accorgeremo, quindi, che la lente d’ingrandimento, simbolo di ricerca e analisi, con un’accurata messa a fuoco, rivelerà il contenuto oltre la forma, la parola oltre il segno, e verremo investiti da una quantità di lettere infinitesimali e punteggiature. Gli spazi diverranno parole, detti, frasi, esclamazioni, interrogativi esistenziali in risposta alle paure ancestrali che avevano generato il nostro percorso iniziale.

Attraverso il gesto reiterato e cadenzato della scrittura, con perizia quasi maniacale l’artista Alessandra Maio svelerà il suo micro/macro cosmo usando il codice condiviso della scrittura. L’incedere di piccoli animaletti fantastici ricopre lunghe pareti, pagine di quaderni come diari narratori di una fiaba, dando vita a frammenti di brevi storie che compongono originali sculture marine di carta.

Muovendo dalla chiave ironica, l’artista si fa scudo dell’umorismo celato dietro le parole e i luoghi comuni, come espressione delle fragilità e delle insicurezze umane, generando, dall’accostamento della frase al suo soggetto, il “sentimento del contrario”: un misto di riso e di distacco. Unendo il linguaggio figurativo più immediato, in grado di suscitare emozioni ancora informi, alla parola e alla scrittura, Alessandra Maio ha raccontato l’intero percorso di creazione (installazione video della durata di 10’ dell’artista all’opera), inteso come ideazione e realizzazione di un progetto, dove il contatto con l’opera è accompagnato da un processo di comunicazione condivisa, un messaggio portato dal volteggiare di una farfalla notturna che sussurra: il movimento del cambiamento è la sola poesia (cit.).

Non sprecherò l’inchiostro | Alessandra Maio
dal 13 al 29 Settembre 2012
Galleria Spazio San Giorgio
Via San Giorgio 12/a 40121 – Bologna
orari di apertura
martedì-venerdì 11-13/17-19
sabato 17-19
www.spaziosangiorgio.it

Marta Gabriele

Rudolf Arnheim sosteneva: “nei momenti in cui un essere umano è un’artista sa trovare la forma tangibile per la incorporea struttura di ciò che ha provato”. Io credo che la cosa più bella che l’essere umano possa sperimentare sia il mistero. Esso è generatore di una ricerca incessante, si cela dietro ogni aspetto della vita, anche dietro l’arte. L’arte è mistero, è la manifestazione più complessa della potenza dell’uomo, innalza il pensiero fin dove l’uomo è preso da vertigini ed è difficile conservare la sanità della mente.
Se qualcuno dovesse chiedermi per quale motivo scelgo l’arte risponderei che il bene e la bellezza sono sempre i prodotti di un’arte.
Marta Gabriele

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2 Responses to "Lepisma Saccharina: mi nutro della tua cultura. Animali sulla carta di Alessandra Maio"

  1. Loredana Pecorella   30 Settembre 2012 at 06:07

    Viene voglia di venire a Bologna e visitare lo Spazio San Giorgio!!!! 🙂

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  2. Arianna   30 Settembre 2012 at 20:52

    che mostra strepitosa

    Rispondi

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