Corso di Alta Formazione in Culture & Tourism Management

Corso di Alta Formazione in Culture & Tourism Management

Fare sistema per rilanciare il Paese, ripartendo dalla cultura. Con il patrocinio dell’Assessorato a Roma Produttiva, partirà il prossimo 24 gennaio 2014 la prima edizione del Corso di Alta Formazione in Culture & Tourism Management – Culture del viaggio e nuovi modelli di Management del Turismo organizzato dal Consorzio Universitario Humanitas in collaborazione con la LUMSA , con il sostegno di Unindustria, Poste Italiane, Aleteia Communication, Studio Legale Improda, EdilGero e con il patrocinio di Roma Capitale-Assessorato Roma Produttiva e di Federturismo.

Invito 5 dicembre_Layout 1Il progetto formativo sarà presentato nel corso di una conferenza stampa che si svolgerà il 5 dicembre alle ore 11 a Roma presso l’Auditorium Maria ss. Bambina in via Paolo VI, 21. Coordinati da Gennaro Colangelo, docente LUMSA e Condirettore del Corso, interverranno: Giovanni Bastianelli Direttore dell’Agenzia Regionale per il Turismo, Marta Leonori, Assessore a Roma Produttiva, Antonio Augenti, già Direttore Generale del Ministero dell’Università e Ricerca Scientifica, Stefano Fiori Presidente della Sezione Industria del Turismo e del Tempo Libero di Unindustria nonché componente del Comitato Scientifico del corso; Antonio Barreca, Direttore di Federturismo, Bruno Francesconi, Responsabile Pubblica Amministrazione Centrale di Banco Posta e componente del Comitato Scientifico del corso, Paula Benevene, Condirettore del corso.

Il Corso di Alta Formazione avrà la durata di 12 mesi. Accanto all’attività didattica curata da docenti ed esperti di settore attraverso un weekend intensivo al mese, sono previsti stage in azienda, viaggi di studio e project work con l’obiettivo di formare professionalità da impiegare subito nel mercato del lavoro.

E MyWhere sarà un importante partner in questo Corso.

Chi parteciperà al Corso di Alta Formazione in Culture & Tourism Management si interfaccerà anche al mondo della comunicazione e dell’ufficio stampa: dobbiamo, quindi, fare i conti con un mondo dell’informazione divenuto complesso e contraddittorio. Il modo di raccontare la realtà dei media nel post moderno, la presunzione da parte dei manager che mercificano i prodotti editoriali, pensare che i loro “lettori modello” siano caratterizzati da un’insopprimibile leggerezza, gli interessi in gioco di chi organizza i media come se fossero una azienda tra le tante altre, rendono il gioco della verità estremamente fluido e controverso. A partire da ciò si spiega il disagio di chi, soggetto o struttura, deve interagire con i media. Soprattutto nei casi di emergenza. In generale, dunque, è lecito preoccuparsi per il pressapochismo etico dell’attuale giornalismo. L’auto-regolazione avviene attraverso la simultanea azione sui numerosi agenti del caos: borsa, mercati, crisi politiche, fluttuazioni del gusto nell’opinione pubblica etc.

Ma è importante capire da dove venga il disequilibrio, la messa in ordine, implicando un forte investimento in comunicazione e in particolare nei media. A generazioni di consumatori sempre più abili nel depistare i calcoli delle aziende, i manager della comunicazione oppongono strategie multimediali che tentano di trasformare in campi comunicazionali territori culturali e sub culturali sino a ieri inesplorati dalle aziende. Pensate per esempio all’attuale interesse per i blogger del web.

Tuttavia grazie ad internet sono avvicinabili da chiunque informazioni spesso in contrasto con le generalizzazioni delle grandi agenzie di stampa.

Si può sostenere che, a parte i grandi eventi a grande distanza, qualora la fonte sia vicina alla redazione, l’approccio rimane tipicamente “locale” (gestito dai giornalisti della redazione di uno qualunque dei media).
È altresì vero che il lavoro di giornalista ha subito modificazioni sostanziali sia nei tempi che nelle modalità.
Programmare una campagna pubblicitaria non è sufficiente. Occorre rafforzarla con delle retroazioni che implicano la gestione dell’immagine del marchio e dell’azienda. Attraverso questa retroazione si costruiscono le cornici necessarie per separare una pubblicità dal continuum mediatico che la renderebbe invedibile.
Il funzionamento ad eventi dei grandi marchi e delle grandi aziende operativizza questa strategia.
Naturalmente il presupposto di tutto ciò è il possesso di una conoscenza profonda del mondo dei media e delle capacità di gestire un livello di comunicazione molto diverso dall’advertising e dalle normali relazioni pubbliche.

Far capire il funzionamento dei media al management è forse il compito più difficile e delicato che spetta al responsabile della comunicazione di una azienda.
Spesso gli interessi del management divergono dalla logica dei meccanismi che presiedono il funzionamento dei media.
Esiste in generale, ovvero in ogni settore economico, la cattiva abitudine di risolvere il problema dei rapporti con la stampa “corrompendo” i giornalisti: l’attuale tendenza a riportare troppe notizie senza gli opportuni controlli, più che negligenze dell’ufficio stampa, sono il risultato delle tecniche intimidatorie, disinformazioni orchestrate ad arte da gruppi di pressione che hanno come complici giornalisti prezzolati.
Il problema di una stampa indipendente è un problema serio.
In una visione globale e a lungo termine è interesse di tutti, anche delle aziende, avere come intermediario con il pubblico un sistema informativo indipendente, autorevole, responsabile.

É questo l’obiettivo che si prefigge MyWhere all’interno del Corso: formare comunicatori liberi dagli schemi fissati da una realtà ormai troppo distorta, in grado di presentarsi nel mondo del lavoro da subito e in modo competente. Ricordiamoci che è il mass media ad avere un rapporto con i lettori e non ci sono dubbi che essi preferibilmente desiderino confrontarsi con informazioni libere da condizionamenti. Anche se l’equilibrio tra le due forze in gioco è fragile e soprattutto piegato verso le logiche aziendali è importante capire che entrambe hanno bisogno l’una dell’altra.

Il Corso si avvale infine della collaborazione, dell’Istituto Storico Giuseppe Garibaldi di Roma, del Compendio Garibaldino di Caprera-Arcipelago della Maddalena, della Fondazione Roberto Capucci di Firenze e di Vox Communication per la comunicazione istituzionale.

Partner culturale europeo è l’Ambasciata della Repubblica Federale di Germania.

L’obiettivo dell’iniziativa è formare manager dell’innovazione, esperti del turismo che conoscano il territorio e siano capaci di valorizzarne e promuoverne le ricchezze”, spiegano i Dirigenti del Consorzio Humanitas. “Il turismo e la cultura sono infatti risorse molto preziose per il Paese. Per questo risulta essenziale essenziale mettere a fattor comune esperienze e risorse: non solo per soddisfare la domanda di mercato promuovendo le nostre eccellenze, ma anche per fare sistema e trovare chiavi di rilancio del Paese a partire dalla cultura”.

Per partecipare al master sono disponibili ancora pochi posti. Per informazioni sui colloqui di selezione è possibile consultare questo sito web.

Roberta Filippi

Bresciana di origine, bolognese di adozione e svizzera nell’organizzare la mia vita. Pretendo che tutto sia sempre scadenzato e gestito con la tempistica più rigorosa possibile. L’ordine per me è una mania, ad esclusione della mia scrivania che non è nulla a confronto di un campo da guerra. Ho la fortuna di lavorare come avrei sempre sognato: in modo indipendente, con collaboratori intelligenti e facendo ciò che più mi piace, scrivere e organizzare. Intenzionata a voler sempre arricchire le mie conoscenze e sempre pronta a scoprire nuove cose, combatto le mie giornate tra Mac, agende, planning, farina e padelle. Perché per essere veramente realizzata devo poter trovare il tempo per cucinare un risotto o sfornare del pane caldo da gustare per cena, rigorosamente con un buon bicchiere di vino.
Roberta Filippi

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One Response to "Corso di Alta Formazione in Culture & Tourism Management"

  1. Lamberto Cantoni
    Lamberto Cantoni   5 Dicembre 2013 at 16:52

    Concordo con l’impegno che hai prefigurato per Mywhere. Ho sempre desiderato che l’impegno di chi scrive trovasse da parte delle aziende (anche turistiche, ovviamente) manager o responsabili dei rapporti con la stampa che conoscessero le specificità di un mestiere affascinante e al tempo stesso complicato.
    Concordo con lo spirito di indipendenza di chi scrive e sul bisogno di rapporti aziende/giornalisti animati da trasparenza, chiarezza e reciprocità.

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