Io non dormo da sola. Reportage da sotto le lenzuola

Io non dormo da sola. Reportage da sotto le lenzuola
Io non dormo da sola - copertina
Io non dormo da sola – copertina

È l’eterno dilemma Madonna o Puttana. L’anacronistico, inflazionato luogo comune di un’equazione sbilenca: un uomo, la cui camera da letto sembra la sala d’attesa della posta, è l’equivalente sociale di un grande amatore; una donna sessualmente aperta ed equilibrata, libera da coinvolgimenti emotivi, rappresenta il corrispettivo morale di una femmina di malaffare.

È lo scontro, a colpi di fuoco amico, tra la fiaba della donzella indifesa – se c’è una torre a rinchiuderla, o una mela ad avvelenarla, l’effetto è assai suggestivo – e la più convincente realtà di una fanciulla emancipata, capace di pagarsi la cena e la casa, un paio di costosissime Gina shoes, e salvarsi da sé.

Cat, protagonista di “Io non dormo da sola: reportage da sotto le lenzuola” – scritto da Catherine Townsend – è una talentuosa giornalista newyorkese. Abbandonata la Grande Mela e trasferitasi a Londra – per amore ed ambizione – Patrick la scarica con una scusa vecchia quanto il mondo e, come il mondo, stanca di animare la stoltezza di certe bocche: “Non è colpa tua, sono io”. Cat impara, allora, la forza ed il coraggio di ricominciare da sé stessi. Meglio se in un paio di jeans attillati ed impudica biancheria intima.

Tiene una rubrica di sesso su The Independent e, per i suoi articoli – un po’ sfrontati, sicuramente espliciti, qualche volta irriverenti – trae ispirazione dalle personali (dis) avventure. In attesa di incontrare “quello giusto”, va a letto con una lista interminabile di uomini emotivamente indisponibili, bugiardi, nevrotici, sfuggenti, impegnati ed impegnativi, vivendo la propria sessualità senza tabù, orpelli romantici, ipocrisie o inibizioni: lo strafigo ex australiano, intramontabile come uno Chanel che non passa mai di moda, rientra nella categoria “amici con benefici”; l’ “Uomo Sorbetto”, perfetto strumento di ripresa, fisica ed emotiva, tra una relazione e l’altra; l’Accompagnatore “niente sesso” – si fa per dire.

Tra cocktail con le amiche, ménages à trois, feticismo ed esperienze sadomaso, delusioni e voglia di rivalsa, racconti che ricordano molto da vicino – un po’ troppo da vicino – le scene di Sex and The City, Cat attraversa le strade di Londra, e della vita, con la falcata seducente delle sue lunghe gambe. Dopo una schiera variegata di personaggi improbabili, sembrerà innamorarsi davvero. O, per dirla all’inglese, “to fall in love”: cadere in amore. Perché, forse, nell’amore inciampi proprio mentre corri sul tuo tacco dodici.

Antonia Storace

Ho dipinto di bianco una delle pareti di camera mia e, simile ad una giunonica tela, le ho affidato un pezzo della mia storia. Ora, sul suo perlaceo candore, una scritta vestita di nero contrasto danza come fosse sospesa nel vuoto: “La scrittura è stata la mia fonte della giovinezza, la mia puttana, il mio amore, la mia scommessa” (C. Bukowski).
Scrivere è il mio verbo all’infinito. Il mio infinito in un verbo: un destino che ti porti addosso, ti abita la pelle e dal quale non puoi fuggire.
Antonia Storace

4 Responses to "Io non dormo da sola. Reportage da sotto le lenzuola"

  1. Francesco   27 Ottobre 2012 at 11:06

    Ottima recensione, scritta con il dovuto distacco nonostante l’autrice sia di sesso femminile, senza far pesare eventuali sue prese di posizione,

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  2. Antonia   28 Ottobre 2012 at 10:49

    Grazie, Francesco.
    I libri non hanno sesso: sono una gioia per tutti.

    Un sorriso, Antonia.

    Rispondi
  3. Maria   31 Ottobre 2012 at 17:40

    Antonia, questa recensione denota la tua capacità di scrittura da grande giornalista. Sensibile, critica, e attenta ai dettagli con un tocco di femminilità. Mi hai fatto venire una voglia incredibile di correre a comprare il libro!!!

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  4. Antonia   31 Ottobre 2012 at 21:14

    Grazie infinite, Maria.
    Spero continuerai a seguirci e … fammi sapere cosa pensi del libro.

    Un sorriso, Antonia.

    Rispondi

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