Scanzi, lo sport e il jazz. E’ tutta una questione di classe

Scanzi, lo sport e il jazz. E’ tutta una questione di classe

ROMA – Dovremo aspettare fino al 20 febbraio del nuovo anno per rivedere Scanzi nella capitale con il suo spettacolo EROI. Storie emblematiche di sport. Io l’ho visto alla Sala Umberto il 4 dicembre ma nell’anno nuovo sarà in tournée in giro per l’Italia e quindi, tenetelo d’occhio, non fatevelo scappare!

Per Scanzi si sa, ho un debole, ma di lui apprezzo il suo essere istrionico.

Lo ammiro come giornalista anche se non condivido le sue idee politiche (il teatro era pieno di grillini da Di Battista a Nicola Morra e altri…). Lo adoro come scrittore in quanto Non è tempo per noi sembra la mia autobiografia. È riuscito nell’impresa impossibile di coinvolgermi in uno spettacolo su De Andre, artista che non ho mai seguito ne ascoltato con attenzione prima del suo monologo sull’artista genovese. Ora Scanzi lancia un altro libro, questa volta su Renzi e Berlusconi: Renzusconi, edito Paper First, con prefazione di Marco Travaglio. Lo leggerò, intanto l’ho prontamente comprato per aggiudicarmi un’altra sua dedica…

Scanzi

Ma il suo spettacolo sullo Sport riservava per me aspettative che immaginavo fossero troppo alte, non solo perché lo sport è il mio mondo e quindi se trattato banalmente mi fa arrabbiare, ma perché la storia dell’ultimo trentennio, e dei campioni di cui andava a parlare, è quella che mi è appartenuta e che ho ritenuto tra le più avvincenti nella storia dello sport.

Anche qui Scanzi non delude. Destabilizzando tutti con una apertura su Keith Jarret, gettando un parallelismo dall’improvvisazione del jazz, frutto della maestria del pianista, alle vittorie dei campione sportivo, costruisce il racconto sulle note dei fuoriclasse.

Riflettori puntati sull’agonismo, argomento a me caro che, se non sai di cosa stai parlando come accade al 90% dei giornalisti (compresi quelli sportivi) è di una difficoltà estrema.

Scanzi

Lo traccia con leggerezza, ironia e drammaticità, perché ogni storia porta dentro la narrazione di una sofferenza.

Perché non si può non parlare di tradimento, delusione e agonia quando si nomina il Pirata Pantani, così come la sofferenza dell’ostinazione di Juri Chechi. La storia ci riporta anche all’incredibile vita  di Pietro Mennea ed al suo riscatto da proletario alla conquista di ben quattro lauree ed un record sopravvissuto per  17 anni.

E cosa ne è stato della bambina prodigio Nadia Comaneci? La sua sofferenza passa attraverso la storia di una campionessa prima utile e poi scomoda per il suo Paese. Scanzi racconta il volteggiare della fuoriclasse prima e dopo le olimpiadi, fino alla fuga dal suo Paese e l’abbandono dell’amore sbagliato.

Salta leggero Scanzi sui passi danzanti del più grande campione di box, e maestro di vita, Muhammad Ali. Fino alla vita spericolata, e troppo breve, di  George Best e e di Gilles Villeneuve.

Non vi dico altro, la vita di questi fuoriclasse, campioni nello sport e raramente nella vita, emergono leggere nel racconto tra le note del pianista statunitense.

Se siete a Roma avrete solo un’altra occasione per vedere questo spettacolo il prossimo anno.

Io bisserò. Voi ci sarete?

ANDREA SCANZI
EROI. Storie emblematiche di sport

Regia ANGELO GENERALI
Direzione di scena SIMONE ROTA

PRODUZIONE PROMOMUSIC CORVINO PRODUZIONI

SALA UMBERTO
4 DICEMBRE e 20 FEBBRAIO 2018

 

Oltre a Roma ecco le date della tournée di Scanzi 2018 in altre città:

27 gennaio – Caerano San Marco (Treviso), Teatro Maffioli

8 marzo – Nichelino (Torino), Teatro Superga
9-10-11 marzo – Milano, Teatro Leonardo

 

Fabiola Cinque

Napoletana fino alla milionesima generazione (dal 1.400), nobile d’animo ma non più per albero genealogico, viaggiatrice e curiosa delle bellezze e delle stranezze del mondo riporto tutte le mie impressioni attraverso tutti i sensi che abbiamo e che vogliamo usare. Di estrazione e definizione “fondista”. Azzurra di nuoto per tutte le distanze più lunghe e massacranti che vi possono venire in mente. La fatica è il mio karma. Mai nulla regalato, tutto conquistato. La comunicazione e la pubblicità sono la mia anima, la moda la mia vita presente e futura. Vivo in un paese bellissimo dal quale desidero sempre di allontanarmi, per tornare e riassaporare i profumi ed i sapori. La mentalità e l’amore sono anglosassoni, ma d’altronde si sa, i Borboni sono stati dominati dai francesi come gli inglesi e gli spagnoli, quindi le mie origini ed il mio essere è globale, sono bastarda dentro.
Fabiola Cinque

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