Bloccati e “ripuliti” di tutto quattro giornalisti italiani

Bloccati e “ripuliti” di tutto quattro giornalisti italiani

6 gennaio, ore 13,10. Al rientro dai riti greco cattolico romano e cristiano maroniti per ricordare l’Epifania i due mezzi di scorta Unifil di base a Shama, che accompagnavano quattro giornalisti (tra cui chi scrive) è stato bloccato da un gruppo di libanesi in un’area in maggioranza Hezbollah. Senza tanti complimenti i militari, l’ufficiale di scorta e i giornalisti sono stati fatti scendere dai camion e rapinati di cellulati, registratori e macchine fotografiche. Gli altri giornalisti sono Elisa Murgese di Radio Popolare di Milano, Rossella Santosuosso fotoreporter free-lance e Gianfranco Salvatori de “Il Piacenza.it”.

Elisa Murgese e Rossella Santosuosso
Gianfranco Salvatori

Dopo oltre un’ora di sequestro e l’arrivo di una pattuglia della Laf, le forze armate libanesi, ben “ripuliti”, siamo stati tutti rilasciati e rientrati nella base di Shama senza un graffio.

Il generale di brigata Antonio Bettelli responsabile del settore ovest della missione di pace Unifil (e comndante della Brigata aeromobile Friuli della nostra città) ha affermato che ”Questo gesto offende tutti i libanesi perché se offende militari e giornalisti, che sono qui per Unifil, offende tutti loro perché si sottraggono a una opportunità di sviluppo che gli proviene dalla missione di pace”.

Il nostro fotoreporter e inviato Mario Rebeschini

Mario Rebeschini

La finestra dell’agenzia pubblicitaria dove lavoravo come art director era sulla via Rizzoli a Bologna. Alla fine degli anni ’70 succedeva tutto sotto la mia finestra. Scontricon la polizia, scioperi, manifestazioni politiche e sindacali. Mi stavo perdendo la storia del mondo per vincere la campagnapubblicitaria di una saponetta neutra. Una mattina, dopo aver vinto la campagna della saponetta e festeggiato con champagne, mi licenzio in tronco.Lanfranco Colombo direttore della Galleria “il Diaframma” di Milano nella presentazione di una mia mostra scrive: Rebeschini sceglie il fotogiornalismo di strada, quello, in cui un fotografo deve decidere da che parte stare. Ma, nel suo giro attorno all’uomo, diventa consapevole che formule e rigidità sono la morte di tutto. Si muove allora anche alla scoperta del mondo del lavoro, della politica, del turismo, del quotidiano e del ritratto…”
Mario Rebeschini

Latest posts by Mario Rebeschini (see all)

Leave a Reply

Your email address will not be published.