Shop who you are

Shop who you are

Di Angela Papi

Mi trovavo pochi giorni fa a girellare tra i negozi della mia città, come sempre senza uno scopo preciso, come sempre circondata da decine di persone che come me volavano da una vetrina all’altra in cerca di qualcosa, ma chissà cosa!

Agli occhi dei nostri pragmatici compagni uomini potremmo apparire come il solito gruppo di donne indecise, che spendono per un abito molto più tempo e denaro di quanto sarebbe consentito dal generico buon senso .

Ma questa idea è ormai da superare, in un negozio accade molto più di quanto vediamo o crediamo.

Passata la soglia dell’entrata stendini e manichini iniziano a salutarci, a chiamarci, a parlarci, chi urlando, chi sussurrando, ci propongono un ruolo da esibire, un personaggio da interpretare. È in quel momento che ha inizio una vera e propria storia d’amore: non ci innamoriamo di quei vestiti, ma del personaggio che potremmo interpretare nel momento in cui li indossiamo. Cosi una signorina in PVC vicino ai camerini ci convince che stasera potremmo davvero trasformarci in una minimalista aristocratica intellettuale indossando una semplice camicia bianca con un paio di lineari pantaloni neri.

Tutto questo è molto più che moda, è l’immenso potere di comunicare il ruolo che vogliamo o non vogliamo ci appartenga: una sera vogliamo sentirci protagoniste con tutti i riflettori puntati addosso, la sera dopo vorremmo sprofondare in una comparsa che non viene notata da nessuno. Gli abiti ci permettono di farlo .

È per questo che uscire da un negozio a mani vuote diventa una vera e propria frustrazione, non abbiamo trovato il costume del nostro personaggio, è come un’attrice che deve recitare nel ruolo di Giulietta e arrivata in camerino non trova che t-shirt bianche e jeans oversize.

E facciamo ben attenzione che interpretare un ruolo non è niente di falso o artificioso, si tratta solo di dar voce alle nostre mille facce, come e quando lo decidiamo noi.

In fondo, lo sosteneva anche Luigi Pirandello – che forse si risentirà un po’ per l’essere chiamato in causa per ragioni di moda- : ognuno di noi è, e non può che non essere, “uno, nessuno, centomila”. E così da oggi anche le centomila paia di scarpe che vorremmo avere nell’armadio hanno un’eccellente giustificazione letteraria.

Angela Papi

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One Response to "Shop who you are"

  1. Bruno lo cicero   31 Dicembre 2012 at 09:57

    molto chiaro, evocativo e persuasivo.
    Chapeau ;=)

    Rispondi

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