Ultime tre giornate del Trieste Science Fiction

Le ultime tre giornate e tutti i vincitori della 15°edizione del Festival: Trieste Science Fiction 2015.

6 novembre: I Goblin e Profondo rosso

È stata la serata in cui i Goblin di Claudio Simonetti si sono esibiti nel Profondo rosso live soundtrack in occasione della 19a Golden Méliès Ceremony, cerimonia di consegna del Méliès d’or che quest’anno è andato al lungometraggio austriaco Goodnight Mommy di Veronika Franz e Severin Fiala e al cortometraggio francese Supervenus di Frédéric Doazan. La giornata, apertasi con i “sogni marziani” raccontati nell’incontro quotidiano di Futurologia da esperti e addetti al settore, è stata dunque all’insegna del progressive rock dei Goblin che per l’occasione hanno eseguito in real time la loro storica colonna sonora sulla proiezione del film che compie ben quarant’anni. Altro scenario e altra musica per Deathgasm film neozelandese di Jason Lei Howden che corre su partiture metal iperfracassone e racconta di un gruppo di adolescenti metallari che aprono per errore i cancelli dell’inferno. Ha inaugurato anche Spazio Italia, la sezione che esplora la fantascienza made in Italy; per l’occasione è stato proiettato Monitor di Alessio Lauria, gradito ospite del Festival. Da ricordare anche la proiezione in anteprima del documentario Into Eternity: a film for the future di Michael Madsen e la Folle Notte dei Pixel in Piazza dell’Unità, dove gli amanti dei videogiochi hanno potuto dare sfogo a una notte di giochi in piazza.

7 novembre: Licantropia e Luigi Cozzi

Sabato 7 novembre è stata la giornata dell’attesissimo creature-movie spagnolo Howl del maestro degli effetti speciali Paul Hyett, presentato in anteprima italiana al pubblico del Trieste Science + Fiction. Il regista, presente in sala, è al suo secondo lungometraggio dopo The Seasoning house ed è uno tra i più quotati creatori di trucchi cinematografici ed effetti speciali. Il suo film è però un monster-movie anomalo che si concentra, più che sui mostri, sulle reazioni delle vittime braccate. La storia è ambientata su un convoglio ferroviario frequentato da un’umanità logora –drogati, ubriaconi e impiegati stacanovisti – che si blocca all’improvviso nella foresta di Thornton. Qualcosa di abominevole sta attendendo nell’oscurità e, quando il macchinista, uscito dal treno per controllare cosa abbia bloccato il mezzo viene trovato completamente sbranato sui binari, i passeggeri iniziano a temere il peggio e inizierà una lotta per la sopravvivenza. Il regista di culto Luigi Cozzi, presidente della giuria del Méliès d’argent, è stato l’altro ospite d’onore della kermesse, presenziando all’anteprima delle prime immagini della sua ultima opera: Blood on Méliès’moon. Il progetto ambizioso di uno tra gli esponenti di spicco del cinema bis italiano intende omaggiare l’arte cinematografica e il mondo fantastico che essa dischiude, concentrandosi su un enigma autentico ma poco conosciuto. L’idea, risalente ai tempi della Cannon, trova solo adesso compimento e si struttura sulla possibilità che la settima arte possa essere stata inventata non dai fratelli Lumière, ma da qualcun altro scomparso poi in circostanze misteriose. Calculator di Dmitriy Grachev, film russo d’ascendenza hollywoodiana, è stata la seconda anteprima d’eccezione, mentre Polder, co-produzione svizzero tedesca, si è allontanato dalla fantascienza classica per narrare di un universo in cui il confine tra realtà e finzione videoludica  non esiste più. Non mancano le case infestate, location privilegiate della cinematografia e della letteratura gotica, e qui sono rappresentate dal film fuori concorso We are still here di Thed Geoghegan che rielabora stilemi narrativi ed estetica dell’horror nostrano anni 70. È stata recuperata anche la proiezione dello slasher sloveno Idyll.

8 Novembre: Labirinti neri e visioni italiane

C’è stata tanta Italia nell’ultima giornata del Trieste Science + fiction. Sono italiani i cortometraggi presentati nella sezione Spazio Corto e i lungometraggi Strings – senza tempo e Ananke. Il primo, girato a quattro mani da Alessio Vasarin e Sandro Tarter, ci conduce alla scoperta di uno strano oggetto capace di aprire varchi dimensionali, il secondo, che porta la firma di Claudio Romano, ospite del festival, racconta di un mondo in rovina in cui gli esseri umani ormai in via di estinzione, devono rifuggire gli uni dagli altri per poter così sopravvivere cercando una solitudine salvifica. Alla presenza del regista Francesco Cinquemani e dell’attrice Margareth Madè, è stato presentato in anteprima mondiale Andron – The black labyrinth, lungometraggio ipercinetico e spettacolare con un cast d’eccezione: Alec Baldwin, Danny Glover e l’icona del pop-rock Skin. Nella sezione Fuori concorso What we do in the shadows dei neozelandesi Jemaine Clement e Taika Waititi adatta lo stile mockumentaristico ad una storia vampirica. In pre-chiusura della 15° edizione del festival è stato proiettato The Zero Theorem di Terry Gilliam, già insignito nel 2006 del Premio Urania d’Argento. Il film, che si fregia della presenza dell’istrionico Christoph Waltz è un viaggio ai confini dell’esistenza umana. La chiusura ufficiale è avvenuta, infine, con la proiezione del cult Profondo rosso di Dario Argento, a quarant’anni esatti dalla sua realizzazione.

Tutti i premi della 15° Edizione del Trieste Science + Fiction

 La cerimonia di premiazione del festival, tenutasi nel giorno di chiusura, è avvenuta alla presenza di Giurati d’eccezione e dei registi dei titoli in concorso. Ad assegnare i Premi sono stati: lo scrittore americano Joe R. Lansdale, già protagonista di una Masterclass in orario pomeridiano e Presidente della giuria internazionale del Premio Asteroide, che ha assegnato il premio al miglior film di fantascienza di registi emergenti a livello mondiale; Luigi Cozzi, presidente della giuria del Méliès d’argent, che ha consegnato il riconoscimento al miglior cortometraggio e lungometraggio fantastico europeo. Tra gli altri riconoscimenti: Premio Nocturno – Nuove Visioni, assegnato dalla redazione della rivista di settore al miglior film presente nella selezione ufficiale, il Premio del pubblico e il Premio Wonderland in collaborazione col magazine di Rai4 Wonderland.

  • Premio Asteroide: Wyrmwood di Kiah Roache-Turner 
  • Menzione speciale: Turbo Kid di Anouk Whissell, François Simard, Yoann-Karl Whissell 
  • Méliès d’argent al miglior lungometraggio fantastico europeo: Polder di Samuel Schwarz e Julian M. Gruntal
  • Méliès d’argent assegnato dal pubblico al miglior cortometraggio fantastico europeo : The Karman line di Oscar Sharp
  • Premio Wonderland: Nina Forever di Ben e Chris Blaine 
  • Premio Nocturno Nuove Visioni: Howl di Paul Hyett 
  • Premio del pubblico: What we do in the shadows di Taika Waititi, Jemaine Clement
  • Méliès d’or: Goodnight mommy di Severin Fiala e Veronika Franz

Vincenzo Palermo

Cinefilo vorace e accanito bibliofilo, aspetta con pazienza un primo contatto alieno dal 1992, anno in cui vide Incontri ravvicinati del terzo tipo di Spielberg e si innamorò del cinema e del regista di Cincinnati. Una laurea in lettere, il grande schermo come fissa dimora, la cultura come pane quotidiano: segue festival e rassegne cinematografiche, mostre d’arte e conferenze letterarie. Ama indistintamente Dante e Boccaccio, Nabokov e Stephen King, Hieronymus Bosch e Caravaggio, Bergman e Scorsese. Se il caro vecchio Doc di Ritorno al futuro potesse teletrasporarlo in un’altra epoca a 88 miglia orarie, sceglierebbe di tornare al Medioevo dei cantori d’arme e d’amore, di streghe e cavalieri giostranti. Scrive recensioni, saggi e articoli di approfondimento su testate giornalistiche on-line e riviste specializzate.
Vincenzo Palermo

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