Venezia e le sue isole, una collana di gemme preziose

Venezia e le sue isole, una collana di gemme preziose

VENEZIA – Venezia, la romantica Venezia, la leggendaria Venezia. Simbolo della forza e dell’importanza della Serenissima, esempio di architettura e della capacità dell’uomo di adattarsi alle specificità del territorio.

Ma conoscete davvero Venezia e tutte le sue isole? Il turismo, soprattutto quello straniero, concentra sempre e forse troppo spesso la sua attenzione sulla solo grande isola di Venezia, certamente molto ricca di musei, chiese e luoghi unici da visitare. Se certo può dirsi perfetta per qualche giorno intenso di visita, è vero anche che tappe obbligate di un tour veramente di pregio sono le unicità che la circondano.

Nel dettaglio, stiamo parlando di gemme quali:

Giudecca, l’isola del Palladio

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Appartenente al sestiere di Dorsoduro, è composta da 8 piccole isolette collegate tra loro. L’origine del suo nome si rifà a due antiche tradizioni, la prima legata alla presenza di una comunità ebraica secoli addietro, la seconda invece associata al termine “zudegà” ovvero giudicato, che rimanda ad una sentenza emessa nel IX secolo con la quale furono concessi dei terreni ad alcune famiglie bandite da Venezia e richiamate poi dall’esilio.

Murano, l’isola del vetro

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Uno dei centri più popolosi della laguna, noto nel mondo per la qualità e le eccellenze vetrarie presenti nell’isola fin dal 1291, quando un decreto impose che tutte le vetrerie della Serenissima fossero spostate appunto sull’isola di Murano.

Sant’Erasmo, l’orto di Venezia

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Nota nel territorio per le sue unicità quali “le castraure”, ovvero le primizie dei carciofini, è stata un tempo un importante collegamento con la terra ferma. A causa dell’ingrandimento di Venezia e delle sue altre vie di comunicazione, Sant’Erasmo perdette però di forza e dovette rimediare specializzandosi nella produzione e coltivazioni di ortaggi, diventando il principale centro agricolo della laguna.

Burano, l’isola dei merletti

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Famosa per i suoi colori e per la sua tradizione di pescatori, è un importante centro formato da quattro differenti isole. L’isola nel suo complesso è inoltre nota in ambito nazionale e internazionale per l’arte secolare della lavorazione artigianale ad ago del merletto di Burano, nata secondo la tradizione da un pescatore che ricevette in regalo dalla regina dei flutti una corona di schiuma per ornare il capo della sua sposa.

Torcello, l’isola degli Unni

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E’ conosciuta per il suo inestimabile patrimonio archeologico, che ancora oggi attira moltissimi turisti. L’isola è infatti ormai abitata da pochissime persone ma mantiene viva la sua forte storia che la porta ad essere stata la vera culla dell’intera cultura Veneziana.  Primo grande insediamento lagunare ad opera della popolazione Altina che nel 638 insediò l’isola, impaurita dalle pressioni barbariche.

San Lazzaro degli Armeni

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Fu la prima isola utilizzata come lebbrosario durante la tremenda peste del XII secolo ricevendo il nome da San Lazzaro mendicante, patrono dei lebbrosi. In seguito nel XVIII, ormai da anni abbandonata, l’isola venne data in mano ad un gruppo di monaci armeni in fuga, i quali rimisero a nuovo le costruzioni esistenti costruendone di nuove e diedero vita ad un nuovo centro culturale armeno.

Poveglia, l’isola dei fantasmi

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Nel suo corso storico, è stata vittima di continui insediamenti conclusi con la guerra di Chioggia che portò alla sua evacuazione totale verso l’isola di Venezia. Occupata da Pietro Doria per un beve periodo, l’isola rimase inabitata, come lo è ancor oggi, forte della sua nomea di isola infestata da spiriti maligni.

Un insieme di piccoli ed inimitabili luoghi tutti da visitare scegliendo di muoversi con i mezzi pubblici oppure utilizzando i servizi di trasferimento offerti, ad esempio, dal Consorzio Motoscafi Venezia. Una scelta intelligente ed ideale per chi vuole conoscere a pieno i luoghi incantati della magica laguna veneziana e che vuole allo stesso tempo ottimizzare i tempi e rimanere autonomi negli spostamenti.

La scelta rimane la vostra, ma le piccole isole della laguna veneziana meritano davvero di essere viste ed ammirate.

Foto di apertura copyright MyWhere

Flavio Redhair

Origini irlandesi tradiscono il colore della mia pelle e dei miei capelli ribelli. Ribelle appunto. Termine non scelto a caso, non solo per i ricci, ma per la mia costante ricerca di andare “contro corrente”, dove il “contro” non rappresenta l’opposizione ma è la semplice necessità di andare oltre,  oltre le apparenze, oltre le informazioni, oltre le curiosità. Mi piace parlare di coloro che incontro e suscitano il mio interesse per presentarveli attraverso la mia penna, che spero, vi susciterà emozione e curiosità.
Flavio Redhair

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10 Responses to "Venezia e le sue isole, una collana di gemme preziose"

  1. Simonetta Liberatore   15 Maggio 2019 at 16:55

    Che bella descrizione di una Venezia fuori dalle consuete rotte! Io feci il giro delle isole con un amore (con il quale non ha funzionato molto poi…) ma il risvolto magico e il romanticismo di questi luoghi mi risuona nella memoria con i suoi vividi colori…

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  2. Fulvio Simone   15 Maggio 2019 at 17:34

    Grazie Flavio del consiglio! – “esempio Consorzio Motoscafi Venezia. Una scelta intelligente ed ideale per chi vuole conoscere a pieno i luoghi incantati della magica laguna veneziana e che vuole allo stesso tempo ottimizzare i tempi e rimanere autonomi negli spostamenti“ – perché i mezzi pubblici funzionano, nella laguna regna l’efficienza veneta, ma i motoscafi offrono quel “qualcosa” in più che rende il percorso ancora più affascinante

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  3. Maria Giovanna Selvizi   15 Maggio 2019 at 17:41

    Io di Venezia ho solo ricordi funesti purtroppo, difficilmente tornerò ma se lo farò vorrei scoprire le isole descritte qui con un bel giro in motoscafo.

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  4. Giulio Rasti Ceroni   15 Maggio 2019 at 17:45

    Incuriosito molto da Poveglia, l’isola dei fantasmi! Così come mi aveva ammaliato l’articolo (e le foto) di Marianne al Carnevale di Venezia!

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  5. Antonio Bramclet
    Antonio   21 Maggio 2019 at 10:45

    Come si riconosce un buon articolo rispetto a quello ordinario? Io applico a me stesso una euristica semplice: un buon articolo mi fa venire la voglia di essere stato al posto di chi lo ha scritto, vedere quello che lui ha visto eccetera eccetera. È esattamente quello che ho provato leggendo le parole di Flavio su a Venezia.

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  6. Cinzia Fabiani   21 Maggio 2019 at 18:13

    È davvero una sorpresa per chi ha vissuto in lungo e in largo Venezia, per lavoro e per piacere, e scopre nuovi luoghi in un articolo. Grazie dei suggerimenti. Mywhere è sempre una conferma!

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  7. Antonia Storace
    Antonia Storace   22 Maggio 2019 at 11:24

    Purtroppo sono stata a Venezia una volta soltanto e per un solo giorno. Una toccata e fuga di cui, tuttavia, ricordo ogni dettaglio. L’augurio è quello di poterla visitare con calma, in futuro, e con all’attenzione che merita. Al netto di questo, è viva nella mia memoria di bambina grazie ai racconti di mio padre, che invece la conosce benissimo e non ha mai mancato di descrivermela come un tesoro preziosissimo.

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  8. Stefano Maria Pantano
    Stefano Maria Pantano   22 Maggio 2019 at 15:01

    Non vado a Venezia da molti anni, ma è forse arrivato il tempo di rimediare. I suoi luoghi sono particolarmente adatti all’età della maturità, specie negli spiriti decadenti, capaci di apprezzare i dettagli, il fascino dei colori più opachi della tavolozza, l’odore di alga morta che si effonde dai canali accompagnando l’incedere lento delle gondole, all’ombra di terribili trame shakespeariane.

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  9. Marianne Bargiotti
    Marianne Bargiotti   27 Maggio 2019 at 17:46

    Ha ragione Flavio: troppo spesso ci si ferma alla sola isola di Venezia! Ma la ricchezza della citta’ sono anche le sue isole, veri tesori nascosti nelle nebbie della laguna.
    Grazie mille degli ottimi consigli!

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  10. Luca Settembrini   27 Maggio 2019 at 21:56

    Consigli da seguire… se torno presto a Venezia, come mi auguro, li “testerò” di persona, motoscafi in primis!

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