Al Maschio Angioino, Nient’altro che storia di Francesco Vaccaro

Al Maschio Angioino, Nient’altro che storia di Francesco Vaccaro

NAPOLI – Da venerdì 28 Settembre al 3 novembre, alla Biblioteca della Società di Storia Patria del Maschio Angioino, la mostra di Francesco Vaccaro – Nient’altro che storia – a cura di Alessandra Pacelli, in collaborazione con lo Studio Trisorio, con il Matronato della Fondazione Donnaregina per le arti contemporanee.

La parola è il cuore della personale Nient’altro che storia, di Francesco Vaccaro. Il “capitale libraio”, che la Biblioteca del Castel Nuovo custodisce, e che così bene si sposa con i temi della produzione di Vaccaro, ha esercitato, sull’artista, una profonda fascinazione, alla quale si deve il concepimento dell’idea della mostra e la sua conseguente realizzazione.

Francesco Vaccaro
Nient’altro che storia, di Francesco Vaccaro

Il percorso artistico si apre con il titolo di un saggio elaborato dallo scrittore partenopeo Giuseppe GalassoNient’altro che storia, appunto – scomparso lo scorso febbraio, all’età di 88 anni, e con un bottone di una sua camicia. Giornalista per Il Mattino di Napoli, il Corriere della Sera, La Stampa e L’Espresso, politico e professore universitario, Galasso era presidente della Società napoletana di Storia Patria dal 1980, e membro del Consiglio Scientifico della Scuola Superiore di Studi Storici di San Marino. È stato, inoltre, presidente della Biennale di Venezia dal dicembre 1978 al marzo 1983 e della Società Europea di Cultura dal 1982 al 1988. Titolo e bottone costituiscono l’esordio della nuova mostra di Francesco Vaccaro, il suo incipit narrativo, per restare in tema di parole.

Il video Che tu sia per me il coltello – dal celebre manoscritto di David Grossman – proietta l’immagine di un aratro. L’etimologia del verbo scrivere rimanda a significati come intagliare, scolpire, scavare; il mestiere della scrittura, dunque, assurge a strumento di indagine della dimensione intima dell’uomo, consentendogli di esplorare l’insondato.
L’installazione Dalla finestra ti vedo, realizzata da Francesco Vaccaro, è invece un omaggio ai grandi protagonisti della letteratura italiana del Novecento, ad Alberto Moravia soprattutto. Con l’ausilio di una serie di video, l’artista racconta il panorama dalle finestre della casa dell’autore e drammaturgo romano, le cose sulle quali il suo sguardo era solito posarsi.
Titoli di romanzi minori che hanno puntellato il Ventesimo Secolo, diari, ritratti fotografici, frammenti di immagini e testi descrivono una mappa, una nuova geografia simmetrica, armoniosa, per mezzo della quale incontrano i volumi della Biblioteca del Maschio Angioino e tra questi si inseriscono senza strappi, con naturalezza.
Chiude il percorso della rassegna, l’opera Non è dato sapere con le parole, realizzata con le palette elettromeccaniche impiegate nelle stazioni ferroviarie allo scopo di indicare la destinazione dei treni.

Francesco Vaccaro
Nient’altro che storia, di Francesco Vaccaro

Francesco Vaccaro è nato a Crotone nel 1968, ma attualmente vive e lavora nella Capitale. Laureato in Economia e Commercio a La Sapienza di Roma, la sua produzione artistica si compone di video, fotografia e installazioni. Ha esposto in gallerie private e spazi museali, in Italia e all’estero.
Il tempo e la memoria sono due roccaforti fondamentali, inespugnabili, delle opere di Vaccaro che, nel corso di un’intervista a Rai Cultura, spiega come l’uomo non possa prescindere dalla sua storia. L’artista ha cominciato carteggiando le foto dell’album di famiglia, rintracciandone i dettagli, per dare un nome alle cose: un lavoro fisico, quindi, un lavoro esterno per mezzo del quale egli torna alla sua misura interna, agganciandola.

Francesco Vaccaro
Nient’altro che storia, di Francesco Vaccaro

Due fotografie testimoniano il restauro delle finestre della Biblioteca, per proteggere i libri dai danni causati dagli agenti atmosferici. L’intervento, voluto dall’artista, è stato realizzato grazie al sostegno di un imprenditore napoletano. Durante la mostra è possibile iscriversi alla Società Napoletana di Storia Patria, istituzione di alta cultura, senza scopo di lucro, che raccoglie, custodisce e rende fruibili le fonti per la storia di Napoli e del Mezzogiorno.
La mostra, accompagnata da un catalogo con un testo di Alessandra Pacelli, resterà in corso fino al 3 novembre nei giorni di normale apertura della Biblioteca: martedì e mercoledì, ore 11 -18.

Apertura straordinaria:

– Settembre: sabato 29
– Ottobre: giovedì 11- venerdì 12- sabato 13
– Novembre: venerdì 2 – sabato 3

Be Sociable, Share!

Antonia Storace

Antonia Storace

Ho dipinto di bianco una delle pareti di camera mia e, simile ad una giunonica tela, le ho affidato un pezzo della mia storia. Ora, sul suo perlaceo candore, una scritta vestita di nero contrasto danza come fosse sospesa nel vuoto: “La scrittura è stata la mia fonte della giovinezza, la mia puttana, il mio amore, la mia scommessa” (C. Bukowski).
Scrivere è il mio verbo all’infinito. Il mio infinito in un verbo: un destino che ti porti addosso, ti abita la pelle e dal quale non puoi fuggire.
Antonia Storace

Latest posts by Antonia Storace (see all)

Leave a Reply

Your email address will not be published.