Altaroma, dagli stilisti emergenti l’invito ad essere se stessi

Altaroma, dagli stilisti emergenti l’invito ad essere se stessi

ROMA – Ad Altaroma hanno sfilato, tra gli altri, Minimal To, Moi Multiple, Gentile Catone e Taller Marmo. Sono le collezioni degli degli stilisti emergenti che ci sollecitano ad osare ed a cercare il nostro centro di gravità.

Senza nulla togliere a Persechino, Balestra, Gattinoni, che ovviamente rappresentano il top dell’eleganza e della tradizione di alta moda della Capitale, il mio interesse si concentra sempre di più sui nuovi e/o nuovissimi designer che ad ogni edizione solcano le passerelle di Altaroma. D’altra parte l’attività di scouting è ormai, volente o nolente, il tratto distintivo della settimana della moda romana. Così, mentre altrove Alessandro Michele e Demna Gvasalia si contendono lo scettro di stilista più popolare, qui nella Città Eterna è ancora possibile provare ad immaginare che strade prenderà la moda del futuro.

Vi propongo quindi le mie impressioni su alcune delle giovani promesse di questa edizione di Altaroma. Almeno alcune degli stilisti emergenti che sono riuscita a veder sfilare tra un impegno e l’altro di Showcase (di cui vi parleremo più avanti).

Miniml To

Elisa Mazza, Danila Olivieri e Stefano Sberze sono da sempre attenti osservatori della società moderna. Ad Altaroma hanno presentato una collezione che è un grido di dolore verso gli esseri umani del XXI secolo che ancora vivono «in un mondo di apparenze» chiusi come sono in quella caverna platonica fatta di tecnologia. Il primo atto dello show è stato quello di “requisire” i telefonini, sigillandoli dentro un cellophane. Eravamo tutti invitati a “disconnetterci” un momento per entrare nella vita vera. Questa esortazione Minimal To l’ha ricamata su cinghie, cinture, capi in maglieria, mentre il camouflage e le forme militari sono un invito a tornare alla natura e ad esplorarla.

La collezione è poliedrica. Un design classico si alterna a forme più sportwear, a tratti quasi punk. Da urban warrior. Asimmetrie, tagli laser, stampe serigrafate a mano, applicazioni di intagli di tessuto e intarsi di maglieria sono un invito a superare gli schemi. Una sferzata per ricordarci di vivere “qui e ora” e non per interposto cellulare.

Moi Multiple

Lo show della designer Anna Francesca Ceccon è un esplicito invito all’allegria e all’ottimismo. Un divertisment che ha contagiato anche le modelle che alla fine della sfilata hanno ballato in gruppo insieme con la stilista. Anche perché, come sottolinea il nome Moi Multiple, non esiste un solo io, ne esistono molteplici. Tanto vale, allora, riderci su, magari correndo dietro agli Animali Fantastici che danno il nome alla collezione autunno-inverno 2018-2019. Tornare bambini per diventare pienamente se stessi.

La parola d’ordine allora è: colore. Solido o iridescente non fa differenza: arancio, rosa, ruggine, bordeaux, ottanio, con gli immancabili tocchi di cipria e nero. Senza dimenticare l’organza, cifra stilistica della designer, il velluto o i motivi geometrici dei jacquard o dei graffiti. Li ritroviamo su cappotti, gonne, abiti da sera dalle linee semplici e avvolgenti, ma anche dall’effetto tridimensionale. Se vi piace sognare a occhi aperti, questa è la collezione che fa per voi.

Gentile Catone

Chiara Catone e Francesco Gentile li ho conosciuti la prima volta durante la Green Fashion Week, la manifestazione itinerante dedicata alla moda etica ed ecosostenibile. È il loro primo tratto distintivo: come mi ha confermato Chiara, cascata di riccioli rossi e volto sorridente, la loro produzione si basa sull’uso di materiali pregiati naturali e cruelty-free e si avvale di manodopera qualificata e tutelata. Neanche trentenni, pescaresi, Chiara e Francesco oltre che nel lavoro sono compagni anche nella vita fin dai banchi di scuola. Anziché una sfilata, hanno scelto di presentare la loro collezione con una performance alla David Lynch, utilizzando il suggestivo spazio della “casetta” de Les Marionettes, all’interno del Guido Reni District.

In questa dépendance, dall’arredo esotico e vintage, si svolge una scena enigmatica e misteriosa. Ricca di suspence ed elettricità, coinvolge quattro donne ognuna con una sua propria storia. E chissà se, come e quando queste storie si incroceranno e che sbocco avranno. Questo qualcosa di indeterminato è ciò che elettrizza l’atmosfera e dà il nome alla collezione di Gentile Catone chiamata, appunto, Electric Dépendance. Un mix di nostalgia per qualcosa che è stato e attesa desiderosa del futuro. Il tutto declinato in forma di eleganza femminile dove dominano stampe di raso di seta, duchesse, twill dipinti a mano, velluti, cachemire. Raffinata e colta, la donna Gentile Catone sembra voler fare della bellezza (ancorché interiore) il proprio centro di gravità permanente.

Taller Marmo

Anche dietro questo brand c’è un duo. Riccardo Audisio e Yago Goicoechea sono stati finalisti nella scorsa edizione di “Who Is On Next?”. Ad Altaroma hanno presentato la loro collezione autunno inverno 2018-2019 che è un tributo a Maria Felix. La celebre attrice messicana si faceva realizzare da Cartier gioielli in oro e diamanti raffiguranti rettili, anfibi e altri animali.

La collezione di Taller Marmo (taller significa laboratorio in spagnolo) immagina dunque una moderna Maria Felix. Dal potente fascino femminile e dalla forte personalità, è avvolta in lussuosissimi abiti “seconda pelle” in lurex dorato (prediletto dalla Felix). Oppure in chiccosissimi turbanti alla Greta Garbo. O ancora in tessuti jacquard e fil coupé dai motivi animalier. Maculati e zebrati, che tanto hanno ripreso ad andare di moda, sono qui reinterpretati in modo contemporaneo, grandi e geometrici, quasi sempre bianco su nero.

Giocare, divertirsi e sperimentare. E’ un po’ questo il tratto caratteristico della collezione e anche di Taller Marmo. Oscillare tra modernità e nostalgia (sottolineata dalla musica classica eseguita dal vivo da una piccola orchestra). Maxi cappotti e minigonne, linee comode e spacchi alti, piume e sete svolazzanti e gonne pencil, day e night. Contrasti (contraddizioni?) che sono quelli della vita contemporanea. Superabili se non ci si prende troppo sul serio e ci si sente liberi di osare.

Mi viene da dire che il tratto comune delle collezioni di questi stilisti emergenti è proprio questo: libertà di osare e di sperimentare. In poche parole: di essere se stessi. Che ne dite?

Minimal To

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Moi Multiple

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Gentile Catone

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Taller Marmo

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(Photo credits: Altaroma.it)

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Romina Pellecchia Velchi

Romina Pellecchia Velchi

Chi l’ha detto che la vita è una sola? Io finora ne ho vissute almeno tre. Tutto sta nell’aver la voglia e il coraggio di mettersi alla prova e di superare i propri limiti: cerco sempre di fare ciò che non sono capace di fare per imparare come farlo, diceva Picasso. Vivo nella provincia di Roma, in campagna; mi piacciono la natura, gli animali e i libri. E mi piace essere circondata da persone più brave di me che mi aiutino ad ampliare i miei orizzonti, perché per dirla con Einstein “la mente è come un paracadute: funziona solo se si apre”.
Romina Pellecchia Velchi

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