Bulgari DOMVS visto da più occhi

Eravamo oltre dieci persone ad ammirare la Bulgari DOMVS! 

Articolo collettivo di: Chiara Piperni, Cecilia Iommi, Cinzia Leggieri, Diana Izzo, Francesca Perotti, Martina Iannessa, Valentina Montanaro, Ewa Banaś del Master IED Roma di Comunicazione e Marketing della Moda.

Il 23 ottobre scorso Bulgari ha inaugurato la DOMVS, il nuovo, esclusivo spazio situato al primo piano dello storico negozio in via Condotti 10 a Roma. Leggerlo sui giornali non ha lo stesso sapore che visitarlo e così, grazie alla squisita ospitalità offerta dalla Maison, abbiamo approfittato dell’opportunità per immergerci nel mondo del marchio del lusso internazionale che ha le radici nella Capitale.
Studiato e conosciuto, in modo un pò più approfondito, cinque anni fa alla mostra a Palazzo delle Esposizioni dedicata a Bulgari in occasione dei 125 anni dall’apertura del primo negozio romano (1884), eccoci qui accolti in una diversa cornice che racconta la storia dell’azienda attraverso i suoi gioielli. Ora Bulgari In occasione dell’inaugurazione della DOMVS e come tributo ai 130 anni della maison Bulgari, ha aperto le porte del negozio con una nuova veste, recentemente ridisegnato dall’architetto Peter Marino. Ricordiamo che è il fedelissimo architetto del gruppo Louis Vuitton da diverso tempo, quindi a Roma, oltre che del Palazzo dello stesso marchio a Piazza in Lucina, anche del Palazzo Fendi.
Da qui le nostre impressioni della visita!

Bulgari

Chiara PiperniNel cuore di Bulgari

Testo di Chiara Piperni

Nello storico negozio in Via Condotti 10, Bulgari ha aperto le porte del suo scrigno, una piccola galleria espositiva chiamata DOMVS che raccoglie le creazioni più famose e storiche della Maison. Situatasi al piano superiore della lussuosa boutique, la Domus ripercorre la storia di Bulgari attraverso immagini d’epoca e pezzi cult del marchio.
Nella prima zona si trova un salotto intimo, realizzato da Peter Marino, che accoglie le collezioni più importanti a partire dagli anni ’30: preziose spille d’ispirazione francese, gioielli in oro giallo del periodo della guerra, la collezione “serpenti” degli anni’60-’70, sautoir realizzato con monete romane, collana con ciondolo di zaffiri blu e gialli in cabochon e infine orologi risalenti agli anni ’70-’80. La seconda area è riservata al museo, dove è esposta l’Heritage Collection di Bulgari, con pezzi unici ispirati alla città di Roma. Le luci soffuse accolgono il visitatore nel cuore della Maison e le vetrine minimaliste fanno brillare di luce propria i gioielli che rendono omaggio alla Città Eterna.
Ogni gioiello mostra una sfaccettatura di Roma, come la parure di diamanti del 1969 ispirata alle fontane romane, o la collana in oro con smeraldi, ametista, citrine, tormalina rosa, zaffiri e diamanti dedicata a Castel Sant’Angelo, la splendida collana in oro con zaffiri multicolori e diamanti che prende spunto dalla pavimentazione della via Appia, o il girocollo in oro con rubini, zaffiri, lapislazzuli e diamanti del 1979 ispirato al Colosseo.
Un vero e proprio tributo alle architetture di Roma che da sempre ispirano la creatività della Maison e che rendono unici e inimitabili i gioielli Bulgari.

Cecilia Iommi fotoBulgari – Un sogno nel passato

Testo di Cecilia Iommi

Si muore tutte le sere, si rinasce tutte le mattine: è così. E tra le due cose c’è il mondo dei sogni” diceva Henri Cartier-Bresson.
I sogni, appunto, sono il passe-partout per rivivere il glorioso passato di uno dei più prestigiosi marchi di gioielleria del mondo, Bulgari. Lo percepisce anche il premio Oscar Paolo Sorrentino nel suo “The Dream”, cortometraggio realizzato appositamente per l’azienda romana. Un sogno ad occhi aperti della protagonista, Valeria Golino, che ci traghetta nel suo passato, in quello di Roma e, ovviamente, nel passato di Bulgari. E’ lo stesso effetto che ci travolge nell’istante in cui varchiamo la soglia dello storico negozio di via Condotti, ridisegnato stilisticamente dall’archistar Peter Marino. Passato e presente s’incontrano nelle magnifiche vetrine in legno che richiamano esplicitamente quelle degli anni trenta, dove risplendono però, oggi, le nuove collezioni di brillanti. E ancora, proseguendo il nostro amarcord nel privè dedicato a Liz Taylor, anch’esso ampliato e rinnovato, respiriamo l’aria della dolce vita passata, quella di Anna Magnani, di Gina Lollobrigida e di Sophia Loren. L’unica sala, volutamente meno in linea con il resto, è quella dedicata all’orologeria maschile, dove la nostalgia lascia spazio alla modernità.
Per i 130 anni del marchio, è stato allestito nei piani superiori un piccolo e prezioso museo, DOMVS, concepito anch’esso da Peter Marino. Pareti dorate e soffitto a volta fanno da cornice all’Heritage Collection messa in mostra dalla maison. Splendidi capolavori di gioielleria ispirati ai principali monumenti di Roma. Su tutti, il sautoir regalato da Richard Burton a Elisabeth Taylor per il suo quarantesimo compleanno.
E’ un’epoca di transizione questa per Bulgari, recentemente acquisita dal colosso LVMH. Il passaggio è chiaro: da storica casa orafa romana a marchio di punta della sezione orologi e gioielli di una multinazionale, dal tanto amato e glorioso passato all’azionario e globalizzato futuro, non prima però di aver dato il giusto e meritato tributo a ciò che è stato.

foto_cinziaBulgari e la sua DOMVS da sogno

Testo di Cinzia Leggieri

Nell’architettura romana, la DOMVS non era solo la residenza patrizia (contrapposta alle insulae dei poveri), ma l’epicentro emotivo e strutturale della famiglia che lì viveva al riparo non solo dalle intemperie, ma anche da qualsiasi evento sgradevole che potesse turbarne la serenità.
Bulgari chiama così il secondo piano della sua boutique romana, dov’è esposta l’Heritage Collection, 600 tra le più creazioni in 130 anni di storia del brand: pezzi unici e maestosamente meravigliosi, disegni e foto alle pareti, scrigno e galleria d’arte, museo e – perché no? – luogo di meditazione. Ad allestirla è stato invitato l’autore della “riedizione” di tutto il negozio, Peter Marino, che l’ha reso (solo un po’) più moderno e arioso.
A Paolo Sorrentino, Bulgari, ha dato l’incarico, invece, di diffondere per immagini il fascino eterno del brand, seguendo una linea di comunicazione che vede i più grandi nomi del lusso internazionale trovare nuove vie di rapporto con il pubblico arruolando grandi registi (da Somebody per Miu Miu con la regia di Miranda July all’ultimo eccezionale short-kolossal di Park Chan-Wook A Rose Reborn per Zegna). Il regista vincitore dell’Oscar con “La grande bellezza” coglie nella DOMVS la visione netta di un forziere che racchiude sì tesori di pietre rare e metalli raffinatissimi ma anche memorie, tracce permanenti e impalpabili di persone che proprio lì, in via Condotti, hanno donato – a lentissimo rilascio – un po’ della loro aura leggendaria: dive del cinema, regnanti importanti, eccentriche signore.
The Dream, il minifilm concepito da Sorrentino ci parla proprio di questo. E in un immaginifico e felliniano omaggio alla città e alle donne che meglio l’hanno rappresentata nella cultura collettiva, trasforma il rapporto con un marchio nella relazione con il proprio inconscio. In un gioco di esterni/interni, dentro/fuori, aperto/chiuso, la protagonista Valeria Golino (misteriosamente sola nel momento magico che separa la notte dal giorno), scova nella DOMVS di Bulgari il proprio personale bagaglio di dolori e allegrie, paure e sorrisi, rimpianti e progetti.
La DOMVS valorizza la Heritage Collection della maison evidenziando la natura intima di un posto che racchiuderà le radici della maison, con galleria espositiva, salotto e scrigno. Pezzi magnifici e unici di alta gioielleria, foto e bozzetti d’epoca alle pareti. “Da tempo coltivavamo il sogno di uno spazio che desse il giusto risalto ai gioielli della Collezione Heritage”, ha dichiarato Paolo Bulgari. “Oggi, finalmente, questo sogno si realizza nel negozio storico di Via Condotti, il luogo in cui tante di quelle creazioni sono state esposte per la prima volta. È quindi per noi un motivo di grande orgoglio poter celebrare in questo spazio una storia lunga 130 anni fatta di Arte, Bellezza ed eccellenza italiana”.

Diana IzzoIl prezioso mondo di Bulgari

Testo di Diana Izzo

Per avere un’idea della preziosità e della ricercatezza dei gioielli firmati Bulgari, non si può fare a meno di visitare la DOMVS nello storico negozio-museo di Roma, sito in via Condotti 10, una delle vie più rinomate della città per lo shopping di lusso. Già l’esterno della boutique è imponente, a suggerire la storicità di un marchio di alta gioielleria, famoso in tutto il mondo e amato dalle più grandi star internazionali, del passato e non. Il negozio è stato recentemente restaurato ad opera dell’architetto Peter Marino: una ristrutturazione che però non ha modificato l’atmosfera sofisticata e scintillante che si avverte non appena si varca l’ingresso dello store.
La prima sala è quella dedicata ai diamanti e agli anelli di fidanzamento, sistemati accuratamente nelle vetrine in legno di noce. Il restyling della sala ha mantenuto lo stile originario degli anni Trenta, con i solenni chandelier in cristallo e pezzi d’antiquariato, come le credenze e il maestoso orologio posto dietro il tavolo di vendita. Su una parete si trova una foto di Richard Burton ed Liz Taylor, in cui spicca il prezioso gioiello in diamanti e smeraldo che l’attore regalò alla diva durante il set del film Cleopatra. Una sala sobria in cui i veri protagonisti sono i preziosi diamanti, i migliori amici delle ragazze, come cantava Marilyn Monroe nel film Gli uomini preferiscono le bionde.
La seconda sala è l’unica completamente chiudibile con porte scorrevoli, simile a un privée riservato ai clienti che vogliono fare i loro acquisti con maggiore riservatezza e mantenendo la privacy. La sala riproduce un vero salottino, con due poltrone, un divano e un grazioso tavolino di onice al centro per visionare i gioielli. Questa sala ospita i gioielli realizzati con pietre colorate di vario tipo, tutti esposti nelle vetrine a muro. Sulle pareti ci sono specchi e due foto che ritraggono Claudia Cardinale e Ingrid Bergman, altre due dive del cinema che hanno amato Bulgari.
La terza, chiamata ex sala degli argenti, è la meno toccata dal recente restyling del negozio. Ciò che colpisce di questa sala sono le molteplici luci che dall’alto illuminano i gioielli e ne fanno risaltare la brillantezza e le sfumature di colore. Diverse sono le collezioni presenti: la collezione Diva in diamanti e pietre di vario genere, ispirata all’attrice Liz Taylor, la collezione Monete, la collezione Serpenti con l’iconico bracciale-orologio, la colorata collezione Musa.
La galleria centrale ha conservato molti elementi originari degli anni Trenta, tra cui il tavolo centrale in marmo e le vetrine a muro che mostrano il meglio dell’alta gioielleria in pietre colorate. Dalla galleria si procede verso la sala tonda, dedicata all’argenteria, interamente realizzata in marmo di Carrara per riprendere lo stile dell’ingresso del negozio.
La sala successiva è destinata all’esposizione dei vari modelli di orologio, gli unici pezzi prodotti in Svizzera. I colori dominanti di questa sala sono il verde e il grigio, che conferiscono un’atmosfera soft all’ambiente già minimalista, molto diverso dalle precedenti sale, quasi a voler riprodurre in sala il rigore e la precisione dei meccanismi degli orologi. Dal corridoio con pavimento in mosaico e lucernario, molto luminoso e quasi contrastante con la sala degli orologi, si arriva alla stanza che ospita gli accessori e le borse. Da qui si accede al piano superiore, che non è uno spazio commerciale bensì una galleria museale, visitabile solo su appuntamento, che esibisce la Heritage Collection di Bulgari.
L’area museale è uno spazio domus che ha l’intento di narrare l’evoluzione stilistica del marchio di alta gioielleria attraverso l’esposizione dei preziosi pezzi storici che ne hanno la storia e la fortuna. Dal salottino in colori tenui, che ricorda un elegante ambiente domestico, è possibile ammirare le vetrine in cui sono disposti, in ordine cronologico, i gioielli più antichi del marchio: dai primi gioielli a forma di serpente a quelli con vecchie monete, da quelli realizzati in zaffiri con taglio cabochon agli orologi vintage degli anni Settanta, tra cui il famoso modello Bulgari-Roma poi diventato Bulgari-Bulgari.
Lo schermo posto in alto proietta a ripetizione un video, che racconta per immagini l’influenza della città di Roma sul marchio e presenta la seconda sala dell’area museale, in cui sono in mostra tutti i gioielli Bulgari ispirati ai monumenti e ai luoghi più belli della Città Eterna. La scarsa illuminazione della stanza fa risaltare per contrato i gioielli esposti nelle vetrine e nelle teche e conferisce loro un’aura di magnificenza. Si tratta di pezzi unici che rievocano i posti suggestivi di Roma con pietre preziose, tagli, lavorazioni e forme particolari: la Basilica di Massenzio, Piazza Navona, il Colosseo, Castel Sant’Angelo, la via Appia, Piazza del Popolo, il Pantheon, il Campidoglio, le cupole e le fontane della città prendono forma su collane, orecchini, anelli, bracciali e spille dal fascino senza tempo. Il vincolo che lega il marchio alla città è evidente e costituisce un tratto peculiare della sua identità storica.
Visitando il negozio di via Condotti si avverte, nonostante il restyling, tutta la storicità e la tradizione di Bulgari, un marchio che ha fatto dell’unicità e dell’eccellenza preziosa suoi tratti distintivi ed è rimasto fedele a questi valori nel tempo.

FRA PEROTTILa grande bellezza

Testo di Francesca Perotti

Per celebrare il 130esimo anniversario della maison, Bulgari fa le cose in grande stile così come ci si aspetta da un marchio da sempre rappresentativo di lusso ed eleganza. Un restyling della boutique di Via Condotti firmato Peter Marino, architetto più amato dal mondo della moda e del lusso. Un opening speciale per la DOMVS, la cui madrina è l’ex première dame Carla Bruni, ex ambasciatrice della maison. Una limited collection. A far da cornice a questo grande traguardo è Roma, città importante per la maison perché è proprio qui che Satirio Bulgari decide di aprire la sua prima boutique nel 1884, anno di fondazione del marchio.
Dopo 5 mesi di restauro la boutique torna a risplendere. Obiettivo di Marino è stato quello di creare un ambiente in cui ci fosse un mix tra innovazione e tradizione e in cui fosse sempre presente un legame con la Roma antica cui Bulgari si è sempre ispirato. Molti degli elementi della nuova boutique prendono, infatti, ispirazione dalla città eterna, come ad esempio il parquet della sala degli orologi disegnato da Marino che rimanda alla pavimentazione in marmo policromo del Pantheon a Roma, o come l’inserto nel pavimento raffigurante una stella a otto punte che segna il centro dell’universo Bulgari, proprio come la stella di Michelangelo sul colle del Campidoglio indica il centro di Roma. Insomma il legame con Roma è molto forte, ed è stato proprio questo il tema a cui ci si è ispirati per la prima mostra presente nella Domus, un piccolo spazio museale che si trova al secondo piano della boutique romana, dove troviamo collezioni e gioielli che ricostruiscono la storia della maison.
Oltre alla DOMVS, di nuovo c’è anche una sala dedicata agli orologi da uomo, l’unica ad avere una parete verde che si distacca un po’ dal resto della boutique i cui colori prevalenti sono invece arancione e bronzo.
La vip room è una delle sale maggiormente modificate. Prima era presente un tavolo vendita, in cui era più facile presentare le collezioni e aiutare i clienti a scegliere. Ora invece c’è un piccolo salottino anni 30, che sì è molto in linea con l’arredamento e lo stile dalla boutique, ma è sicuramente poco funzionale. La vip room è l’unica completamente isolabile, grazie ad una maestosa porta scorrevole in legno. Ci sono poi sale dedicate ai diamanti e alle rappresentative collezioni della maison ( Diva, Monete, Serpenti) che hanno subito solo lievi cambiamenti. Prima di salire al piano di sopra troviamo infine un’area dedicata ai profumi e alla pelletteria. Nelle pareti delle varie sale dalla boutique troviamo fotografie delle più grandi celebrities che hanno indossato i gioielli Bulgari, da Liz Taylor a Anna Magnani.
Insomma Peter Marino è riuscito ricreare un luogo perfetto per esprimere al meglio l’arte della maison Bulgari, che da 130 anni fa della bellezza la sua filosofia fondante.

Martina IannessaVisita allo Store Bulgari

Testo di Martina Iannessa

Entrare nel negozio Bulgari più famoso d’Italia come visitatori e non come clienti, può provocare due tipi di reazione: un senso d’invidia per chi è lì ad acquistare e un senso di leggerezza perché si possono ammirare quelle meraviglie indisturbati e senza alcuna pressione. Come dettagliatamente raccontato dallo store manager, il negozio è stato aperto nel 1905, ma negli ultimi anni è stato rinnovato. Il design delle prime zone è principalmente anni ’30.
La visita parte dalla “sala diamanti” dove sono custoditi i gioielli di fidanzamento; la stanza ha al centro un lungo tavolo con una vetrinetta nel mezzo e ai lati due postazioni per accogliere i clienti. Continuando si entra nel cosiddetto privé, ossia l’unica stanza interamente chiudibile nella quale sono accolti ospiti che non vogliono farsi riconoscere e che per questo vengono fatti entrare da una porta secondaria. In tutte le stanze vediamo appese ai muri quadri con immagini delle più importanti celebrities del cinema degli anni ’50 con indosso gioielli Bulgari: da Liz Taylor a Claudia Cardinale, da Ingrid Bergman a Marlene Dietrich, il mondo Bulgari è sempre stato molto legato al cinema della “Hollywood sul Tevere”.
La visita prosegue verso una terza sala che fino al 2005 era la sala argenti, ma è stata recentemente convertita in quella che ora è chiamata sala “medium-high” che contiene le collezioni più caratteristiche del brand, fra cui la collezione Monete, la collezione Diva e la collezione Serpenti. Se finora il design dello store era interamente coerente tra le varie stanze, si entra ora in una sorta di galleria che spezza decisamente con il resto del negozio. Il pavimento in mosaico bianco ottico e un lucernaio come soffitto fanno risultare l’ambiente smodatamente luminoso, in cui i gioielli, alta gioielleria colore, quasi si perdono. Inoltrandosi ancora nel negozio si arriva alla sala dedicata all’orologeria maschile. Qui sembra di essere in un luogo completamente diverso da dove si è appena stati; le pareti sono ricoperte da una sorta di moquette verde scuro, l’illuminazione è bassa ma fredda e l’atmosfera che si crea si distacca da quella delle sale precedenti.
Salendo al piano di sopra, si arriva ora al museo DOMVS, dove è raccontata l’evoluzione del gioiello Bulgari. Qui ci è spiegato che le tre caratteristiche tipiche della gioielleria Bulgari sono il particolare taglio a cupola delle pietre, la capacità di accostare colori molto diversi tra loro e la meticolosa lavorazione del prodotto. Molte delle vetrine del museo infine, raccontano l’ispirazione che Roma ha dato alla creazione dei gioielli: che siano ispirati alle fontane romane, al Colosseo o al Pantheon, Roma è da sempre parte integrante della maison Bulgari.

Valentina MontanaroLa DOMVS di Bvlgari: bellezza senza tempo

Testo di Valentina Montanaro

Chi di noi donne non desidera un gioiello Bulgari. Penso nessuna. Entrandoci sembra come se il tempo si fosse fermato, senza mutare. Era il 1884, quando Sotirio Bulgari aprì un piccolo negozio di alta gioielleria nel centro di Roma, dove da sempre si trova il fulcro dell’attività e dell’ispirazione della loro filosofia.
Oggi la maison festeggia centotrent’anni, affidando a Peter Marino il rinnovo del negozio di via dei Condotti 10. Un cambiamento che va di pari passo con il cambio di vertice all’interno dell’azienda. La storica casa orafa romana, uno dei marchi più prestigiosi del Made in Italy, è stata comprata dalla multinazionale parigina LVMH (Louis Vuitton Moet Hennessy) presieduta da Bernard Arnault. La loro scelta è stata dettata dalla volontà di crescere sul profilo imprenditoriale, passando cosi, da una logica più ristretta di media impresa, ad una più imprenditoriale e con un’ampia apertura sul mercato.
Tutti questi cambiamenti inevitabilmente non potevano non andare a toccare quello che è il punto vendita principale. Si avverte un certo distacco da quella che è la parte più antica a quella più recente. Non appena ci si addentra nel negozio, tutto è appartenente agli anni ’30, compreso il mobilio appositamente ristrutturato ad hoc. Dopodiché, superando la galleria, il negozio è completamente in marmo di Carrara. Tutto è incantevole però non si può non respirare quest’aria di cambiamenti che loro stessi stanno affrontando.
Un’altra novità inaugurata poche settimane fa è la DOMVS. Essa si trova al secondo piano ed è il reparto dedicato alla stampa e alla comunicazione del brand, parte assolutamente non commerciale. In questo spazio si accede solo previo appuntamento e viene mostrata l’evoluzione dei loro gioielli. Vi sono oggetti d’epoca che trasmettono l’ispirazione degli alti gioiellieri francesi ed in ogni vetrina vi è una specifica influenza del tempo. L’ultima sala è una parte museale dedicata all’influenza che Roma ha avuto nella creazione di alcuni pezzi unici. Alcuni di essi fanno addirittura parte di collezioni private e collezionisti, riacquistati appositamente da Bulgari per curare sempre di più l’aspetto Heritage del brand. Essendo stata la DOMVS inaugurata da poco i pezzi presenti sono ancora pochi ma, spiegano, vorrebbero far crescere sempre di più questo reparto.

Ewa BanaśUn viaggio attraverso l’ispirazione

Testo di Ewa Banaś

Wim Wenders con “Alice nelle città” (1974) racconta di Winter, un giornalista tedesco, che deve scrivere un articolo su alcune città americane descrivendo il loro carattere attraverso le immagini fotografiche. Tuttavia il significato delle foto è diverso rispetto a quello visto nella realtà. A “disegnare” le parole lo aiuterà Alice, una ragazza che lo porta in un viaggio in cui scoprire un’adeguata visione delle città.
Proprio in questo viaggio sembra portarci la DOMVS Bulgari a Roma, attraverso uno spazio rinnovato in via Condotti 10, per elebrare i 130 anni della fondazione. Qui possiamo visitare Roma, la terra degli incantesimi, raccontata tramite la storia della gioelleria. Una gioielleria che nasce dall’ispirazione che la città offre con i suoi monumenti, la sua storia e la sua unica atmosfera.
I pezzi mostrati nella nuova DOMVS romana costituiscono un’interpretazione artistica, una visione della città che influenza la sua cittaddinanza, mostrando il forte legame che Bulgari instaura con Roma.
Il significato che emerge dalla visione delle colanne, degli orecchini e degli anelli è di una città fonte ineseurabile d’ispirazioni, fornendo strutture, colori, modelli e forme predefinite. Nello stesso tempo possiamo scoprire un’idea della Caput Mundi, sia come una sintesi di Roma stessa che come suo singolo elemento. Il percorso creato da Bulgari permette di visitare la città in un modo completamente diverso. Si parte dall’interpretazione artistica e non dalla forma reale. Le pietre preziose attravero il non verbale, stimolano la nostra immaginazione. Una scultura luminosa del paesaggio quale riassunto artistico urbano.
Bulgari, proprio come Wim Wenders, mette in scena la sua Heritage con una mostra che rispecchia la storia dell’immagine romana, che non termina uscendo da Via Condotti 10, ma continua nel intimo tour immaginifico personale. Infatti, ognuno esce dal negozio con proprie riflessioni e una nuova sensazione di Roma. Sembra che Bulgari, per l’ocassione del suo compleanno, regali a noi “l’ispirazione”, una capacità da poter utilizzare nella vita nei modi più creativi.

Anthea BottoniUna visita alla DOMVS Bulgari

Testo di Anthea Bottoni

Quando entriamo al numero 10 di Via Condotti sembra di far parte di una scena del film “La Grande Bellezza” di Paolo Sorrentino. Il sapore di una Roma antica, anni Cinquanta o meglio anni Trenta, ci attraversa prepotente. A ricalcare le orme del l’antico impero c’è anche il nome del nuovo museo inaugurato all’interno: DOMVS.
Ci accoglie un uomo distinto e decisamente cordiale che ci racconta la storia della boutique Bulgari: “Se si alza lo sguardo si può notare che non si tratta di un unico edificio ma di due palazzi diversi”. La terza sala della boutique, infatti, presenta un soffitto bianco a cassettoni. Gli arredi ricordano i salotti delle signore dagli abiti charleston; le vetrine, le poltrone, il tavolo in onice del privè (riservato alle celebrities o a clienti facilmente riconoscibili) sono tutti arredi d’ispirazione anni Trenta, firmati dal grande designer Ulrich.
É il 1884 quando Sotirios Voulgaris apre la sua argenteria a Roma. Greco di nascita (originario di Kalarites, nell’Epiro), fin da sempre ebbe una passione per i bijoux e in particolare per l’argento. Deciso a seguire la sua vocazione di artista gioielliere, si trasferisce in Italia dove apre una piccola bottega al numero 24 di Via dei Condotti, e apprende le tecniche dell’alta gioielleria romana dell’epoca. La sala degli argenti, infatti, omaggia l’interesse e l’expertise di Sotirio Bulgari per gli oggetti nel prezioso metallo. L’argento è stato protagonista di questo spazio fino al 2005, finché fu sostituito dai più iconici gioielli del marchio: una buona notizia per tutte le appassionate di diamanti e pietre preziose.
La collezione DIVA, ispirata a Liz Taylor, la collezione MONETE con vere monete dell’epoca greca e romana, la collezione SERPENTI che ha catturato l’ammirazione di molti clienti di provenienza asiatica (forse per il rimando ai dragoni cinesi), la collezione MUSA in cui gli smeraldi sono protagonisti. Tutti pezzi di alta gioielleria, monili unici al mondo creati dalla sapienza dei mastro-gioiellieri della Maison Bulgari.
Il know-how manifatturiero dei gioielli Bulgari, che ha conferito nei decenni notorietà alla Maison, si evince anche negli arredi, in particolar modo nella sala degli orologi, simbolo della ristrutturazione avvenuta lo scorso marzo ad opera di Peter Marino (lo stesso architetto che ha curato il rinnovo della boutique Louis Vuitton e di Palazzo Fendi a Roma). Qui il maestro del “design di lusso”, ha saputo mantenere la bellezza originale del palazzo storico lasciando vivere i marmi, le colonne nella loro interezza, persino il tavolo protagonista della hall centrale non è stato spostato durante la ristrutturazione, riuscendo comunque a dare un tocco di arte contemporanea alle strutture del passato. Nel 1973 i Bulgari diventano orologiai, e l’iconic “Bulgari Roma” viene riproposto ancora oggi con “Bvlgari Bvlgari”; mentre nel 2000 l’acquisizione del 100% dell’aziende dell’Haute Horlogierie svizzera, Daniel Roth e Gérald Genta, segna un tappa importante nella storia dell’azienda, che entra nel commercio degli orologi di alta gamma. La complicatissima meccanica (che attrae i collezionisti da ogni parte del mondo) delle due Maison è ricoperta dal design italiano firmato Bulgari.
Proseguendo la nostra visita al numero civico 10 sembra di trovarci in un terzo palazzo: l’elemento dominante qui non è più il mogano dell’enorme porta scorrevole che caratterizza il privè, o il velluto intimo delle poltrone del salottino, ma il bianco marmo africano. Prima di salire al piano superiore, uno sguardo fugace alla pelletteria Bulgari che riprende i colori delle pietre preziose: dai bauletti verde smeraldo, al rosa zaffiro della collezione “ICONA”.
Siamo i primi ad assaporare l’atmosfera della DOMVS, di recentissima inaugurazione, un luogo che ci fa pensare ai salotti tipici della Roma leopardiana de “Il Piacere”. Una zona living, la DOMVS (termine latino che appunto significa ‘casa’) che ripropone l’atmosfera intima di un salotto domestico, riservato tuttavia alla stampa, alle riunioni istituzionali tra i Top Manager e CEO, o più semplicemente, di uno spazio per conversare e rilassarsi. Le vetrine, sempre anni Trenta, contengono oggetti d’epoca dal sapore francese, come la pochette ovale interamente in oro giallo con cordoncino nero indossata da numerose attrici nella Parigi degli anni Cinquanta e Sessanta. Di straordinaria bellezza il sautoir con monete romane, da sempre forte richiamo storico per l’azienda.
Addentrandoci nella DOMVS, ci ritroviamo in un museo in miniatura, dove sono esposti gioielli della collezione privata, come un anello con diamante appartenuto alla famiglia Bulgari; oppure le spille con rubini gentilmente donate da Anna Magnani. Il design di questi bijoux d’inestimabile valore economico, ma di grandissimo pregio storico, ricordano gli edifici della città eterna: la collana “Fontane di Roma” in oro giallo e diamanti che richiama gli schizzi d’acqua delle fontane romane; il choker con rubini in taglio cabochon che ricordano i san pietrini della via Appia; il Tridente di Piazza del Popolo che si trasforma in strade di rubini e la volta del Pantheon che rivive nel collier d’oro e diamanti.
Si evince, dunque, che per Bulgari il gioiello più prezioso è la bellezza di Roma, riproposta in ogni bijou, e celebrata sapientemente anche da Paolo Sorrentino, che dopo la “Grande Bellezza” fa il bis con il cortometraggio “Il Sogno”, girato quest’anno per festeggiare i 130 anni della Maison.
Bulgari senza dubbio rappresenta una delle aziende leader nel settore del lusso e della gioielleria, ma non solo. L’amore per la storia e per l’eleganza dei disegni sono diventati i tratti distintivi dell’azienda. La sapienza nell’accostamento dei colori vivaci e inusuali, in gioielli che ad un occhio inesperto possono sembrare casuali, testimonia la lunga e meticolosa ricerca. Così come la riscoperta dei tagli poveri, come il cabochon, che ne caratterizzano le creazioni, e la versatilità dei gioielli stessi (come le spille che diventano ciondoli e sautoir che diventano bracciali) che l’hanno reso il marchio per eccellenza dell’alta gioielleria italiana nel mondo.

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Fabiola Cinque

Napoletana fino alla milionesima generazione (dal 1.400), nobile d’animo ma non più per albero genealogico, viaggiatrice e curiosa delle bellezze e delle stranezze del mondo riporto tutte le mie impressioni attraverso tutti i sensi che abbiamo e che vogliamo usare. Di estrazione e definizione “fondista”. Azzurra di nuoto per tutte le distanze più lunghe e massacranti che vi possono venire in mente. La fatica è il mio karma. Mai nulla regalato, tutto conquistato. La comunicazione e la pubblicità sono la mia anima, la moda la mia vita presente e futura. Vivo in un paese bellissimo dal quale desidero sempre di allontanarmi, per tornare e riassaporare i profumi ed i sapori. La mentalità e l’amore sono anglosassoni, ma d’altronde si sa, i Borboni sono stati dominati dai francesi come gli inglesi e gli spagnoli, quindi le mie origini ed il mio essere è globale, sono bastarda dentro.
Fabiola Cinque

One Response to "Bulgari DOMVS visto da più occhi"

  1. Lamberto Cantoni
    Lamberto cantoni   21 Novembre 2014 at 09:08

    Ottimi interventi. Una vera rete di intelligenze al servizio della cultura della moda. Un buon esempio di fashion marketing blogger evoluti. Complimenti.

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