Cappelli for everybody! Special hat for PittiUomo90

Cappelli for everybody! Special hat for PittiUomo90

Pitti Lucky Numbers: questo è il tema portante della 90esima edizione della fiera più importante italiana di moda uomo, infatti sono circa 1.222 i numeri di questa edizione tra collezioni e marchi, e di questi ben 44 sono gli espositori di cappelli! Curioso no? La domanda, a chi non è del settore, potrebbe sorgere spontanea: perché dedicargli tutta questa attenzione, tempo e minuziosità nell’indossarlo, come mostra quest’edizione di PittiUomo90 in Home page?

Cappelli Pitti

Se facciamo un piccolo excursus storico di quello che è un simbolo carico di significato come il cappello, forse sarà più semplice comprenderlo. La parola cappello deriva dall’alto latino cappellus, diminutivo di cappa, cioè piccola cappa atta a riparare la testa; usato sin dall’antichità, il cappello è sempre stato un copricapo per eccellenza, nei greci molto popolare è stato il galerus a calotta appuntita simile ad una pigna, trattenuta con legacci sotto il mento. Ma il primo vero cappello è stato il pétasos anch’esso con origini greche, è quello che presenta una cupolina sagomata a pagoda e una tesa ampia leggermente curvata. Il cappello viene in antico riservato ai viaggi, ma è nell’800 che vede la sua era d’oro diventando un simbolo di caratterizzazione sociale.

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Vastissima è stata la sua diffusione con il passare degli anni si ricorda l’operaio in coppola ma anche l’uomo in tight con quello a cilindro. Il cappello oggi ha tantissime varianti ed è per questo che i protagonisti da analizzare oggi di PittiUomo90 sono tre marchi di cappelli: Doria 1905 e Lock & Co Hatters. Due marchi famosissimi: il primo tutto italiano l’altro inglese doc.

Doria ha una tradizione molto lunga, nasce con la coppola, infatti il suo proprietario era un rappresentante di coppole che sposò una sarta di maglieria e da lì nacque l’idea di unire i due mondi, sperimentando. La più particolare è la patch-work, coppola creata dal riutilizzo di stoffe avanzate, un lavoro che ricorda un po’ gli abiti indossati da Arlecchino. La novità questa volta non parla di innovazione e tecnologia, bensì un vero e proprio riuso e gioco di alcune etichette dell’azienda mai usate e ritrovate durante uno sfratto dalla vecchia alla nuova fabbrica. I cappelli sono presenti nella variante uomo e donna, sono in rafia – con la loro classica lavorazione all’uncinetto – e sono ricoperti appunto, da etichette vintage. L’idea è particolare, nessun cappello sarà identico all’altro perché sarà realizzato con l’applicazione delle varie etichette a disposizione in fabbrica. Un vero e proprio tesoro ritrovato.

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Lock Co. Hatters al numero 6 di St. James’s Street è uno dei templi della sartoria e dello stile Made in London. Nato nel lontanissimo 1676, è considerato uno dei negozi più esclusivi ed importanti di Londra, un vero e proprio tempio per tutti gli amanti dei cappelli. Ha una clientela variegata ed internazionale dalla Casa Reale alle pop star, questa straordinaria boutique ancora oggi realizza alcuni dei più eleganti e comodi cappelli, maschili e femminili, realizzati su misura o pret-a-porter. E’ divertente ricordare che proprio in questo stesso negozio che circa duecento anni fa vennero prese le misure della testa dell’Ammiraglio Horatio Nelson, dove gli fu confezionato il copricapo che indossava il giorno della morte al largo di Capo Trafalgar.


“Non siamo un’azienda di moda, non vogliamo avere notorietà attraverso il nuovo fashion perché già siamo famosi e non ne abbiamo bisogno.”
 Queste le parole del portavoce del marchio in fiera. Ciò che trasmettono da secoli or sono è l’artigianalità e la loro maestria nel continuare una tradizione. Nel loro punto vendita di St. James Street nella P/E 2017 non presenteranno grandi novità, continueranno ad esporre i Trilbys, ovvero i morbidi cappelli di feltro come il modello Sandown, marrone a tesa stretta, oppure il Superfelt, modello realizzato in edizione limitata con fodera rossa, a tesa stretta e disponibile in marrone, nero e grigio scuro, è più formale ed elegante.

Il modello Haydock, con la sua linea sportiva e semplice, deve essere indossato in occasioni particolari,  ovvero alle corse di cavalli o durante le gite in campagna. Tanti modelli che ricordano la tradizione e non ricercano la novità, infondo a loro basta questo!

Cappelli_visvimComunque, quello che mi ha colpito, è che non c’era sfilata o blogger o modello che faceva a meno di indossare un bel cappello fashion! E l’interpretazione del cappello activewear nella sfilata di Hiroki Nakamura per Visvim, alla 90esima edizione di Pitti Uomo, è quella che mi ha divertito di più.

My head, my hat – PittiUomo90

Doria 1905, novità uomo P/E 2017
Doria 1905, novità uomo P/E 2017

Doria 1905, novità donna P/E 2017
Doria 1905, novità donna P/E 2017

Doria 1905, cappello pieghevole
Doria 1905, cappello pieghevole

Doria 1905
Doria 1905

Doria 1905
Doria 1905

Doria 1905
Doria 1905

Doria 1905
Doria 1905

Lock&Co. Hatters
Lock&Co. Hatters

Lock&Co. Hatters
Lock&Co. Hatters

Lock&Co. Hatters
Lock&Co. Hatters

Lock&Co. Hatters
Lock&Co. Hatters

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Claudia Polo

Claudia Polo

Di origini partenopee, ho sempre avuto una particolare inclinazione per il bello in tutte le sue sfaccettature: a partire dall’arte per passare per la moda per arrivare al cinema. Amo visitare nuovi luoghi per capirne usanze e costumi, ho sempre la mente ben aperta e libera da pregiudizi culturali. Attraverso la mia esperienza Erasmus ho allargato ancor di più i miei orizzonti e sviluppato la tolleranza, caratteristica che mi appartiene. Sin dai banchetti della scuola inferiore ho sviluppato la mia passione per la scrittura ma, con il passare degli anni, i perni della mia formazione sono stati la comunicazione e la moda infatti sono ciò che, sino ad oggi, mi hanno permesso di proseguire verso la strada del futuro auspicato. Il mio motto è una frase di Confucio: scegli il lavoro che ami e non lavorerai mai, neanche per un giorno in tutta la tua vita.
Claudia Polo

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