L’anima e il corpo. Una mostra e un hotel per vivere un dejavu storico artistico

L’anima e il corpo. Una mostra e un hotel per vivere un dejavu storico artistico

BOLOGNA – Vedere la mostra L’anima e il corpo e soggiornare al Grand Hotel Majestic ti immerge in un dejavu storico artistico difficile da descrivere. Il connubio tra arte rinascimentale e il lusso dell’ospitalità ti danno la possibilità di entrare in un’atmosfera storica e prestigiosa, in un palazzo risalente al 18’ secolo, in una delle città più belle d’Italia.

Come si fa a non vivere un dejavu storico artistico guardando i volti ritratti qui dagli antichi maestri?

Quanto può essere contemporanea una mostra con i quadri rinascimentali? Bene, dopo aver visto L’anima e il corpo me lo saprete dire. Il riallestimento di una parte delle Collezioni Comunali d’Arte, necessaria per consentire lavori alle coperture di Palazzo d’Accursio, è stata trasformata in un’occasione per accostare diversamente le opere del museo e per farle dialogare in un percorso tematico. Attraverso i soggetti cari alla cultura figurativa dei secoli passati, in questa esposizione si racconta il cambiamento dal XIII al XVIII secolo dell’uso della figura umana nell’arte occidentale, per narrare sia l’essenza del divino, sia la vita e i sentimenti quotidiani. Nell’esposizione si alternano le sale dedicate ai due aspetti, mettendo in mostra la ricca collezione di sculture e di dipinti medievali, le preziose tavole di Francesco Francia, Luca Signorelli, Ludovico Carracci, Donato Creti, Gaetano Gandolfi e altri.

Il Medioevo ricorre alla rappresentazione del corpo per dare un’identità alla dimensione religiosa nelle sue differenti manifestazioni mentre nel Rinascimento il corpo rappresentato in modo naturalistico diviene fondamentale per dare un volto alla santità e facilitare la divulgazione della dottrina cattolica. Frequentemente nel Medioevo e nel Rinascimento le immagini sacre sono accompagnate da donatori, devoti e facoltosi personaggi che finanziavano l’opera nella speranza che ciò valesse come intercessione per l’aldilà. Il Cinquecento in particolare predilige complesse allegorie e metafore, sia letterarie che visive, in cui non di rado un soggetto in apparenza facilmente riconoscibile allude in realtà a tematiche ben più sottili. Pur essendo presenti quegli elementi che definiscono la storia, le differenti ambientazioni e le varianti iconografiche ci trasmettono il pensiero di un’epoca. Qui nella mostra L’anima e il corpo ci sono anche due frammenti di un capolavoro perduto di Luca Signorelli, (la pala di Matelica del 1504), con la Testa di donna piangente, delle Collezioni Comunali d’Arte, e quella del Cristo morto, data in deposito al museo da Banca UniCredit.

L'anima e il corpo
Testa di Donna Piangente LUCA SIGNORELLI

I ritratti del Sei e del Settecento di nobili e ricchi borghesi dialogano nella sala 19 con i volti di uomini e donne cari a Pelagio Palagi, che li aveva raffigurati in posa, ma spesso soffermandosi solo sullo studio dell’espressione dei loro volti. Insomma il visitatore può scegliere diversi percorsi dando più spazio all’anima o ai corpi scolpiti e dipinti. In ogni caso i sensi sono conquistati dall’espressività, il tormento o anche le forme perfette delle divinità seminude. Ogni visitatore troverà il suo percorso e leggerà L’anima e il corpo con il suo sentire.

Dopo questa visita alla quale ho dedicato tanto tempo, forse più per meditare che per un fine di approfondimento storico artistico, ho proseguito la mia “estasi” in un’altrettanta cornice storico artistica che non mi ha distolto dall’arte rinascimentale. Trascorrere almeno 2-3 giorni nel Grand Hotel Majestic ti aiuta a vivere questa città nella sua interezza, con la consapevolezza che la storia, anche la più antica, qui la puoi attraversare in un tragitto che ti fa attraversare secoli. Il mio luogo preferito, a Bologna, è la basilica di Santo Stefano nella omonima piazza, conosciuta anche come il complesso delle “Sette Chiese” e risalente addirittura al 500 dc (non 1500). E poi l’imponente basilica di San Petronio (è una delle chiese più grandi d’Europa) che domina l’antistante piazza Maggiore. Poi all’interno dell’hotel trovano posto, ad esempio, il ciclo di affreschi cinquecenteschi dei fratelli Carracci (che ho ritrovato qui in mostra), tra l’omonimo ristorante e la preziosa sala “Camerino d’Europa” e i resti di un’antica strada della Roma Imperiale, completamente restaurati dalla proprietà.

L'anima e il corpo
Testa di Vecchia dei CARRACCI

Raffinati tessuti, marmi pregiati, dettagli storici, elementi che accostati suscitano meraviglia, come tessere di un mosaico sempre sorprendente, sospeso tra antica eleganza e design contemporaneo. Questo e molto altro è il Grand Hotel Majestic “già Baglioni”, unico 5 stelle lusso nel cuore della città, a pochi passi dalle Torri e da Piazza Maggiore, dove appunto sono andata a vedere la mostra nel Palazzo delle Collezioni Comunali d’Arte appena restaurato e semplicemente splendido.

La definisco “una follia ripagata”, perché mi rendo conto che un albergo così lussuoso può non essere alla portata di tutti, ma il 5 stelle, offre davvero un’esperienza differente. Si tratta di un edificio storico ricco di opere d’arte in particolare dei fratelli Carracci che danno il nome all’altrettanto prestigioso Ristorante I Carracci di cui vi avevo già parlato. Ogni stanza è identificata con il nome di un famoso pittore italiano, le stanze sono arredate con molto gusto, oltre ad essere molto pulite e costantemente ordinate dal personale di servizio. Insomma, ogni volta che vado via dal Grand Hotel Majestic non posso non sentire una vocina interiore che esclama: “Prima o poi ci torno, speriamo prima!”

grand hotel majestic

Negli ultimi giorni sono state apportate alcune novità interessanti di cui volevo parlarvi. Tra queste, la principale è sicuramente la ristrutturazione delle ultime 10 camere– tutte le altre erano già state rinnovate – mentre è in corso quella di due nuove suite: gli spazi hanno guadagnato luminosità, grazie alle tonalità chiare e brillanti, le sete e i broccati vestono finestre e pareti, le testate dei letti sono originali di fine ‘700, il parquet è stato recuperato laddove ha conservato la sua bellezza originale.

dove dormire a Bologna

Un’operazione svolta con discrezione, senza turbare la quiete dell’hotel, che coccola i suoi ospiti avvolgendoli in un’atmosfera ovattata e confortevole. Tra i materiali utilizzati, il marmo bianco e marmo nero, rigorosamente di Carrara, che si alternano in un raffinato gioco di contrasti, “vestendo” gli interni.

L’attenzione per i dettagli è totale per un hotel che, a Bologna, è meta del jet set internazionale – sul libro degli ospiti troviamo le firme di divi hollywoodiani, personalità del mondo della cultura, dell’arte, della politica e del business – e simboleggia l’eleganza del Made in Italy. Siamo pur sempre a Bologna, dove ora si svolge Arte Fiera  storica manifestazione di rilevanza internazionale che coinvolge il mondo dell’arte, un’occasione in più per viverla in questi giorni.

L’anima e il corpo.

dal 10 novembre 2018 al 24 febbraio 2019

TELEFONO PER INFORMAZIONI: +39 051 2193998
E-MAIL INFO: museiarteantica@comune.bologna.it
SITO UFFICIALE: http://museibologna.it/

Grand Hotel Majestic

Grand Hotel Majestic

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Fabiola Cinque

Napoletana fino alla milionesima generazione (dal 1.400), nobile d’animo ma non più per albero genealogico, viaggiatrice e curiosa delle bellezze e delle stranezze del mondo riporto tutte le mie impressioni attraverso tutti i sensi che abbiamo e che vogliamo usare. Di estrazione e definizione “fondista”. Azzurra di nuoto per tutte le distanze più lunghe e massacranti che vi possono venire in mente. La fatica è il mio karma. Mai nulla regalato, tutto conquistato. La comunicazione e la pubblicità sono la mia anima, la moda la mia vita presente e futura. Vivo in un paese bellissimo dal quale desidero sempre di allontanarmi, per tornare e riassaporare i profumi ed i sapori. La mentalità e l’amore sono anglosassoni, ma d’altronde si sa, i Borboni sono stati dominati dai francesi come gli inglesi e gli spagnoli, quindi le mie origini ed il mio essere è globale, sono bastarda dentro.
Fabiola Cinque

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