Intervista a SickWolf: “Porto il bar dello sport nel tubo!”

Intervista a SickWolf: “Porto il bar dello sport nel tubo!”

ROMA – Continuiamo il nostro viaggio nel mondo degli youtuber. Dopo aver intervistato Donato Inglese, ecco a voi la storia di un ragazzo che sta facendo parlare tantissimo di sé nel mondo del tubo.

Trovare lavoro oggi, soprattutto per i giovani, sta diventando sempre di più una missione impossibile. Quanti di noi non hanno passato almeno 5 miliardi di ore a districarsi tra annunci, giornali, siti internet, agenzie interinali e passaparola? Ma se lui avesse capito tutto? Si chiama Simone Filippone, si è da poco iscritto all’università, e qualche anno fa ha aperto un canale YouTube nel quale sfoga la sua passione per il calcio, attraverso video divertenti, ironici ma anche competenti e dettagliati. Il suo nickname è Sickwolf e nel mondo del tubo cresce sempre più in popolarità. Il suo canale ha superato quota 220 mila iscritti e non sembra volersi arrestare.

Nel corso della mia chiacchierata con lui, ho capito che Sickwolf è uno youtuber atipico; non cerca lo scontro con i suoi colleghi, e esprime la sua personalità in piena naturalezza. Racconta scherzosamente che la scintilla gli è scattata all’indomani di un terribile Roma-Pescara di qualche anno fa, partita in cui i giallorossi pareggiarono nonostante un avversario nettamente più debole e retrocesso.

Ecco a voi la sua intervista per MyWhere!

Allora Simone, perché hai deciso di intraprendere questa carriera? Ti aspettavi questo successo?

Ho iniziato qualche anno fa a seguire YouTube e avendo la grande passione per il calcio mi sono imbattuto quasi subito nei “canali del pallone”. Uno di quelli che mi appassionava di più era sicuramente il Ras della Fossa, tifoso del Milan, che parlava della sua squadra con naturalezza e mi faceva rimanere incollato allo schermo. Mi rivedevo in alcune qualità comunicative del Ras e anche molti miei amici mi consigliavano di provare qualcosa in questo senso. La vera svolta avvenne subito dopo un 1-1 della mia Roma in casa col Pescara: ero arrabbiato e volevo dire la mia in qualche modo. Così un po’ per gioco e un po’ per rabbia feci il mio primo video. Le cose andarono subito molto bene, anzi a rivederlo a distanza di anni, quasi mi stupisco della naturalezza e dell’efficacia della mia prima esperienza da Youtuber.

Per quanto riguarda i risultati, no, assolutamente, non mi aspettavo dei numeri del genere. Quando iniziai mi dissero che superare i 60 mila iscritti per un canale calcistico era un’impresa a dir poco titanica, basti pensare che il Ras arrivò al massimo a 100 mila. Oggi, sono arrivato 224 mila iscritti, i numeri continuano a crescere e addirittura molti giovani youtuber mi scrivono dicendo che hanno iniziato grazie a me.

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Da quando hai aperto il canale la tua vita è cambiata in qualche modo?

Si sono cambiate molte cose. La gente mi riconosce per strada ogni giorno, il che non può non farmi piacere naturalmente. Ma con l’incremento dei numeri è cambiato soprattutto il mio approccio a Youtube. Essere Sickwolf per me è un mestiere a tutti gli effetti, ho aperto la partita IVA, ho il commercialista e uno studio tutto mio nel quale passo la maggior parte del mio tempo. Insomma, la mia vita ha preso una piega impensabile, pensavo di iniziare a lavorare dopo la laurea, invece è questo il mio lavoro, che coincide con la mia grande passione, il che non può che rendermi felice.

Il tuo stile. Quali sono secondo te i punti di forza che hanno portato a questi risultati?

Non ho mai avuto uno stile ben preciso, sicuramente niente di programmato o scritto a tavolino come fanno altri. Voglio essere più naturale e spontaneo possibile e creare un’atmosfera simile a quella del bar dello sport. Il mio modo di analizzare le partite o gli avvenimenti più importanti, è cambiato nel corso degli anni perché anche io sono cambiato e cresciuto. All’inizio ero un ragazzino del liceo che sbraitava e faceva divertire soprattutto per le reazioni incontrollabili dopo le partite, oggi cerco di argomentare con calma e con maggiore completezza.

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Com’è il rapporto tra voi colleghi youtuber?

A parte qualche rara eccezione, ho un ottimo rapporto con tutti e svolgo molte collaborazioni durante l’anno, perché si, i numeri sono importanti, ma contano anche i rapporti umani. Certo, c’è sempre qualcuno che rosica o non ti può vedere, ma sono molto pochi.

Con alcuni youtuber addirittura ho un rapporto anche nella vita di tutti i giorni, ad esempio Kun Dispa, con il quale mi capita spesso di uscire insieme. E poi ancora Gabboman, Alfrez, Daniele Brogna, Papirus e Gladiatore, di rapporti ne ho costruiti tanti.

Una domanda sulla tua squadra del cuore. Cosa deve fare la Roma per avvicinarsi ancor di più alla Juventus? Quali sono i ruoli in cui bisogna investire?

Sono molto contento del mercato della Roma. So che il quasi sicuro addio di Nainggolan sta scuotendo tutto l’ambiente ma credo che questa cessione rappresenti un punto di svolta per la filosofia del club. La Roma sta cercando di voltare pagina e di non permettere più certi comportamenti fuori dal campo che non fanno altro che danneggiare tutto. Nainggolan va via per motivi caratteriali, ve la ricordate la notte brava di capodanno? E le sue interviste, il vizio del fumo… Insomma, se la società giallorossa vuole crescere non deve più tollerare questi scivoloni. In questo la Juve rappresenta un modello, paragono la cessione di Radja a quella di Bonucci dello scorso anno.

E poi questo mercato mi piace proprio! Giovani promettenti e famelici di vittorie che uniti all’organico dell’altr’anno possono fare la differenza. I vari Cioric, Kluivert e Cristante possono aprire un nuovo ciclo insieme a Under, Schick, solo intravisto finora, Pellegrini e Karsdorp.

La Juve però cresce sempre, se noi passiamo da valere 6 a valere 8, loro sono già a 10. Raggiungerli sarà molto difficile purtroppo.

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E Pastore ti piace?

Moltissimo! Non capisco chi già lo critica. È tecnico, ha una classe e un talento da vendere e sarà il nostro trequartista titolare, un trequartista eclettico in grado di interpretare più ruoli. Non è lui il sostituto di Nainggolan, a sopperire le prestazioni del Ninja ci penseranno Cristante e Cioric.

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E i Mondiali chi li vince?

Guarda voglio rischiare e probabilmente verrò smentito presto. Secondo me i Mondiali li vince una sudamericana. Io dico che in finale avremo un bel Brasile-Argentina e saranno i rigori a decidere tutto. E ti dico di più! Sarà Messi a sbagliarlo!

Il mio piano di riserva però è dedicato ad alcune squadre che nelle passate edizioni non sono mai riuscite a quagliare e a confermare le aspettative della vigilia: quest’anno potrebbero fare bene Portogallo, Croazia, Inghilterra e Belgio. Staremo a vedere!

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Paolo Riggio

Paolo Riggio

Roma e Prati, mare e montagna e campi da pallone da piccolo, laurea in cinema alla Sapienza, città europee e scuola di giornalismo sportivo Mario Sconcerti da grande. Scrivo e continuo a giocare a calcio da quando ho ricordi, mi considero un calciofilo. La mia altra grande passione è il cinema che ritengo la rappresentazione più autentica del mondo, lo sguardo di chi analizza al microscopio i contesti della nostra vita e le sue storie offrendocene una visione diversa dalla nostra.
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