Racconti in vetrina II di Michela Zio, alla ricerca di belle storie da raccontare

Racconti in vetrina II di Michela Zio, alla ricerca di belle storie da raccontare

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Siamo presenti ad uno dei primi eventi di AltaRoma, alla presentazione del Libro di Michela Zio “Racconti in vetrina II”.

Questo volume è il terzo viaggio compiuto dalla celebre giornalista di moda, alla ricerca di belle storie da raccontare: quelle delle vetrine italiane che riflettono, come in uno specchio, i gusti, l’eleganza, i sogni della gente.
“Michela, perché questo libro?”
“Volevo parlare del retail e dei buyer che sono figure professionali spesso trascurate e sottovalutate. L’idea nasce da 60 interviste fatte per MF fashion in giro per l’Italia. Dato che i negozianti rappresentano una bella fetta dell’imprenditoria italiana, aziende piccole, medie ma anche grandi imprese (diversi punti vendita con oltre 100 dipendenti), ritengo sia giusto dar voce a questo settore che rappresenta comunque una fetta importante dell’economia italiana. Nel libro ci sono storie di uomini e donne, di genitori, figli e nipoti. Infatti la conduzione familiare è un’altra caratteristica che accomuna i negozi di abbigliamento alla piccola e media impresa italiana”.

Libro di Michela Zio La formula è la stessa di In vetrina (2010) e Racconti in vetrina (2011): tracciare il profilo di quelle aziende portate avanti dai proprietari delle più belle boutique italiane che hanno cominciato dal nulla o poco più, lavorando sodo, giorno dopo giorno; rimanendo al timone di barche che veleggiano e ondeggiano tra crisi e vacche grasse, pil, boom, spread e speculazioni, al pari dei grandi capitani d’industria. In Italia sono circa 7mila i multimarca della moda, 260 dei quali sono considerati di fascia alta, perché vendono i capi più costosi. Nelle loro città piccole e grandi, nei quartieri, prestigiosi o di periferia, portano la moda tra la gente, interpretandone i gusti e le esigenze emotive, mediando tra quello che offrono griffe e giovani creativi e la loro personale ricerca.
Qui alla presentazione c’è Mario dell’Oglio  la cui storia imprenditoriale di famiglia è iniziata alla fine dell’800. “Qual è il vostro negozio?”
“Noi siamo a Palermo,  tra strade e piazze liberty, con le boutique Dell’Oglio.”

“Com’è nata l’idea di  collaborare a questo libro?”
“Con Michela ci siamo conosciuti ad una sfilata e ne abbiamo parlato, poi quando mi ha anticipato dell’apertura del libro con l’esempio su Pablo Neruda,  che è lo spirito del libro ed al contempo della mia storia e filosofia di vita, mi ha conquistato. La cosa straordinaria è che si raccontano i posti. Attraverso la nostra attività quotidiana raccontiamo la storia delle nostre sfide attraverso il cambiamento e le storie delle famiglie che, a loro malgrado, devono cambiare. Ad esempio io sono sempre in giro per il mondo  ma mio padre non comprende la mia esigenza e necessità di viaggiare. Per lui rimane un concetto difficile “il vivere nel futuro” programmando le stagioni ed intuendo le proposte e le tendenze.”

IMG_3047Le generazioni precedenti hanno fatto la loro storia con strategie ed attitudini diverse da quelle attuali.
“Sì infatti. Le nostre storie sono anche storie di resistenza e coraggio. Un articolo del 1933 citava mio nonno che parlava di crisi nello stesso modo in cui oggi  parliamo della crisi attuale.
Tutte le storie di noi buyer e negozianti, qualunque sia la nostra città da Udine a Palermo, sono tutte simili. E Michela ha fatto bene a darci voce.”

“Come vivono psicologicamente la crisi gli italiani?”
“Gli italiani sono preoccupati del fatto che non sono più depositari della loro capacità “del fare” ma non devono perdere di vista il fatto che un gesto, ed  il modo di fare quello che facciamo, debba  rimanere, essere divulgato, e difeso innanzitutto, per rimanere leader”.
Tra le interviste realizzate c’è quella realizzata a Roma nella boutique Le Fate Ignoranti di Roberta Bocchetta dove regna sovrana la creatività in quelle due vetrine con le insegne scritte con la vernice bianca. Le donne che frequentano questo luogo si incontrano in Fatebook, una community, per niente virtuale, che mette insieme moda e simpatia. Il viaggio di Michela Zio ha toccato le vetrine di Birba’s  ed alla scoperta di Nugnes 1920, poi a Verona a due passi dal balcone di Giulietta e Romeo da Sara Bertani per Alexandra boutique e fino a raccontare la lunga storia del multimarca Da Giuseppina 1941.

informazioni:
Il libro di Michela Zio è edito da Design Fausto Lupetti
prezzo € 38,00 eur

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Fabiola Cinque

Fabiola Cinque

Napoletana fino alla milionesima generazione (dal 1.400), nobile d’animo ma non più per albero genealogico, viaggiatrice e curiosa delle bellezze e delle stranezze del mondo riporto tutte le mie impressioni attraverso tutti i sensi che abbiamo e che vogliamo usare. Di estrazione e definizione “fondista”. Azzurra di nuoto per tutte le distanze più lunghe e massacranti che vi possono venire in mente. La fatica è il mio karma. Mai nulla regalato, tutto conquistato. La comunicazione e la pubblicità sono la mia anima, la moda la mia vita presente e futura. Vivo in un paese bellissimo dal quale desidero sempre di allontanarmi, per tornare e riassaporare i profumi ed i sapori. La mentalità e l’amore sono anglosassoni, ma d’altronde si sa, i Borboni sono stati dominati dai francesi come gli inglesi e gli spagnoli, quindi le mie origini ed il mio essere è globale, sono bastarda dentro.
Fabiola Cinque

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