Perdersi nel giardino di Simafra alla Maddox di Londra

Perdersi nel giardino di Simafra alla Maddox di Londra

LONDRA – Sabato 2 Marzo l’artista fiorentino SIMAFRA ha presentato 10 sue opere alla Maddox Mayfair di Londra, ed io ho voluto incontrarlo. Qui vi racconto la nostra chiacchierata a tu per tu con l’artista.

Ho conosciuto Simafra, (nome d’arte di Riccardo Prosperi, in arte SIMAFRA) nel 2017 alla Galleria Russo di Roma, alla mostra Equilibrium dove esponeva una ventina di opere di medie e grandi dimensioni sulla tematica dei quattro elementi. Qui rimasi colpita dalla sua capacità di tirare fuori la forza, l’energia e la potenza che, come dice lui, “sento le forze della natura vive dentro di me”. Poi, seguace della moda, non mi potetti perdere la sua partecipazione con la Fondazione Biagiotti Progetto Arte nel 2016. Qui Simafra, coinvolto dalle curatrici della mostra Silvia Bellotti e Carlotta Mazzoli, affrontava la tematica de il rapporto tra il rifiuto e la natura per andare a sensibilizzare la coscienza umana sul rapporto tra il nostro pianeta, i rifiuti e i materiali ingombranti. Il progetto realizzato da Simafra si chiamava Autostima e  consisteva in una grande istallazione, dove ricreò un bosco in una stanza che andava a rappresentare il proprio ecosistema. La mostra era un progetto che coinvolgeva più artisti, durava due settimane, e ognuno, a modo suo, doveva interpretare e raccontare la sua visione al fine di sensibilizzare il proprio ecosistema.

Poi ha partecipato nel 2018 a ArteFiera a Bologna. Le opere esposte qui mi colpirono molto e, rivedendo la sua arte oggi qui alla Maddox di Londra, ho scelto di ripartire da qui per la nostra intervista.

 

Simafra, puoi raccontare ai nostri lettori l’opera che presentasti ad ArteFiera a Bologna?
Nel 2018, grazie alla Galleria Russo, ho esposto ad artefiera un opera che si chiama Fiorivano le viole nei giardini di Sara, un quadro dedicato a mia moglie Sara che racconta la sua sensibilità e la sua visione malinconica ma allo stesso tempo vitale che la contraddistingue. È sempre bellissimo poter partecipare ad arte fiera a Bologna perché è sempre una vetrina prestigiosa.

Simafra ad Artefiera
Simafra ad Artefiera: Fiorivano le viole nei giardini di Sara

Puoi descrivere ai nostri lettori la tecnica che usi nei tuoi quadri? Immagino che parti sempre dalla materia, dal colore e dalle tue emozioni. In che modo il tuo stato d’animo incide nella tua arte?

Più che la tecnica, direi, uso le tecniche. Nel senso che la mia formazione è stata  appunto quella di lavorare all’interno di botteghe fiorentine sperimentando dalla decorazione al restauro classico. Questo mi ha permesso di conoscere e sperimentare contemporaneamente più tecniche e diversi utilizzi di materiali. Attraverso questo rapporto con la materia e la sperimentazione mi racconto e metto a nudo le mie emozioni. Mi esprimo molto attraverso l’utilizzo del materiale che scelgo. Ad esempio il ferro, nel suo essere metallo, mi riporta alla forza; la foglia d’oro invece, che utilizzo spesso nelle mie opere, mi riporta alla bellezza estetica oltre al valore antico dell’arte fiorentina-toscana. E quindi la materia mi piace. Amo passare da una tecnica a un’altra che può essere appunto dall’utilizzo più semplice dell’acrilico fino a sperimentare elementi che venivano utilizzati anche nell’arte povera come la stoppa e il catrame.  Ovviamente cercando di utilizzare questi elementi con processi diversi in un mix più contemporaneo e integrandoli a resine piuttosto che smalti.

Simafra alla Maddox di Londra
Simafra all’inaugurazione alla Maddox di Londra sabato 2 marzo 2019

Io ti ho incontrato a Artigianato e Palazzo. Ci racconti in che modo collaborerai alla manifestazione? Per questa manifestazione hai usato la materia a tutto tondo presentando una scultura. Puoi descriverci la tua idea creativa?

Artigianato e Palazzo è un bellissimo evento, questa è la 25ª edizione. Sono stato contattato direttamente dagli organizzatori del progetto, Giorgiana Corsini e Neri Torrigiani. Parteciperò come unico artista.
La manifestazione riguarda l’esposizione di una selezione di sapienti artigiani che mostreranno le antiche tecniche e la manodopera tipica dell’artigianato. Io qui dovrò realizzare 10 sculture che riguarderanno la tematica della terra. Lo farò interpretando a modo mio il concetto della matrioska, quindi di un qualcosa che dall’esterno arriva verso l’interno e lo farò raccontando, attraverso la storia della terra e sempre con materiali lapidei che si rifanno all’origine della terra. Quindi le mie sculture saranno delle sfere, e in queste sfere andremo praticamente a scavare fino arrivare al nucleo, la parte interiore, la parte più profonda, l’anima più interna che ogni essere vivente custodisce dentro sé.

Artigianato e Palazzo
Io con Simafra che mi mostra la sua scultura alla presentazione di Artigianato e Palazzo nella sala della Stampa Estera a Roma.

Il tuo passato ti descrive sempre a stretto contatto con la materia (dal restauro agli altri progetti). Proseguirai con la scultura? O è un episodio concluso e preferisci tornare a lavorare solo sulla tela?

E’ interessante come i vari eventi mi stiano piano piano portando sempre più alla scultura. In realtà io non nasco scultore, nasco prettamente pittorico, quindi il mio rapporto è stato sempre con la tela. Però essendo un pittore che ama lavorare con la materia, mi piace interagire con tutte le materie.  Quindi interagire con argilla piuttosto che un legno scolpito piuttosto che creare elementi dal cemento e dare forma a quello che in realtà è solo bidimensionale, potendolo trasformare in tridimensionale, rende tutto molto più potente, molto più vero anche quando lo si crea. Da bidimensionale poter trasferire il progetto artistico in tridimensionale rende tutto molto più veloce.
Quindi diciamo che la scultura sarà un aspetto che più avanti vorrò approfondire e vorrò elaborare e maturare.
L’idea è quella di alternare pittura e scultura. Sì mi piacerebbe molto far convivere queste due arti in un prossimo futuro.

E dato che la tua prima mostra si è tenuta a Londra, proprio qui alla Maddox dove ci troviamo oggi, voglio tornare un pò indietro per raccontarvi la storia di questo sodalizio. Qui Simafra presentò degli inediti dipinti, mai esposti prima, dal tema Eden. Il riferimento non era solo al mito cristiano della creazione, ma era quello di dipingere il suo personale Giardino delle Delizie Terrestri, riferendosi direttamente alla sua vita quotidiana.

Simafra
Un opera di Simafra, Il suono dei fiori, presentata nella mostra EDEN alla Maddox di Londra nel 2017

Simafra ieri si è inaugurata questa tua mostra alla Maddox di Londra che non ci potevamo assolutamente perdere. Qui, già nel gennaio 2017, hai esposto Eden, la tua prima mostra personale a Londra. Come nasce questo tuo sodalizio con la Maddox Mayfair?
Ho iniziato a collaborare con Maddox dalla primissima apertura per una serie di incontri e di situazioni mi hanno portato a conoscere l’attuale direttore di Maddox Mayfair James Nicholls.

(Vi anticipiamo che abbiamo intervistato il direttore di Maddox Mayfair James Nicholls ed a breve pubblicheremo l’articolo. NdR).

Tra noi è nata subito un’intesa, che abbiamo trasformato in una collaborazione interessantissima. Da questa unione di intenti e di visione abbiamo iniziato a lavorare insieme su progetti. Per me iniziare a lavorare a Londra, anche se collaboravo già con altre gallerie inglesi, mi ha dato modo di emergere e di farmi conoscere in un mercato internazionale. La mostra Eden del 2017 fu un bellissimo evento che ha fatto sì che ci fosse una grande risonanza a livello mondiale. Infatti Londra è una piazza interessantissima, in perenne movimento, è una città dinamica che offre un’ottima opportunità di crescita e di visione internazionale.

INVITO SIMAFRA Londra

Puoi raccontare ai nostri lettori sulle opere esposte qui? Che aspettative hai da questa mostra?
Questa esposizione del 2019 è più piccola, con solo mie 10 opere e riguarda la tematica, che sto approfondendo, sempre del legame con la natura. Qui interpreto la forza e la vitalità dei fiori. Ovviamente i miei fiori sono sempre fiori astratti, materici che raccontano il bel periodo della mia vita che sto vivendo. Quindi sono ricchi di quella forza estetica ed interiore che voglio trasmettere. Diciamo che, attraverso i fiori, racconto un pò le varie corde della mia vita, della mia essenza, e attraverso i fiori voglio trasferire, (e spero di riuscire), la gioia e la vivacità del mio momento storico.

La tua carriera è stata veloce? Quando è ufficialmente decollata? In che anno sei nato?

Io sono nato nel 1985, domani compirò 34 anni.
La mia carriera è decollata a 26 anni quando ho aperto il mio primo studio a Firenze con vetrina, nel centro storico. Attualmente ho sempre un bellissimo studio in centro, ma diverso per grandezza e stile. La mia arte è emersa con l’arrivo del primo figlio avuto con la mia compagna. Avevo 27 anni, e questo evento mi ha dato una grande forza d’animo e la voglia di accelerare un po’ il mio percorso per cercare di strutturarlo. L’arrivo di questa nuova vita mi ha permesso, come dici nella domanda, di “decollare”, quindi di prendere, anzi seguire, il volo verso la mia arte. Ovviamente vedo il percorso ancora lunghissimo e non vedo l’ora di viverlo.

Intervista a Simafra
L’ingresso della Galleria Maddox Mayfair di Londra dove da ieri sono esposti 10 quadri di Simafra

In che fase della tua carriera ti trovi ora?

Sicuramente in una fase più matura, in una fase di cambiamento con tante speranze e aspettative. Adesso la mia carriera si trova in un punto cruciale, molto interessante perché potremmo suddividere il mio percorso professionale in vari passaggi. C’è stato il primo percorso, nell’adolescenza, quando ho iniziato a dipingere, in una ricerca di identità. Poi c’è stato un momento di transizione, di passaggio, dal primo studio e dal percorso che ho sempre fatto, dai vent’anni in poi, dal territorio italiano fino ad aprire verso un mercato internazionale, con uno sguardo verso il mondo.
Questo mi ha permesso di misurarmi in diverse situazioni e di scoprire anche qualcosa di nuovo. Ad oggi invece è una fase di presa di consapevolezza e di cambiamento interiore, diciamo con una spinta dall’interno verso l’esterno, e farmi conoscere sempre più. Oggi voglio lavorare molto su un aspetto prettamente, e solamente, di ricerca molto profonda. Questo riesco a farlo perché alla fine, in una parte di me, ho dovuto sempre lavorare operando una ricerca interiore scavando nel profondo, dentro me stesso.

Chi sono i tuoi estimatori? Comprano più gli italiani o stranieri? Sono privati o grandi strutture?
I miei compratori si diversificano. Fortunatamente ci sono tanti italiani, che hanno comprato le mie opere sin da quando avevo 22-23 anni, e questo è bello perché con alcuni collezionisti ho creato un rapporto solidale. Ora si diversificano: ci sono italiani tra cui alcuni galleristi con cui ho creato un rapporto professionale, che portano le mie opere un po’ dappertutto. Inizialmente avevo intrapreso progetti creativi anche in collaborazioni con architetti. Questo è stato un percorso molto utile per far girare le mie opere tutto il mondo, da New York a Londra, da Zurigo a Montecarlo, per darmi una visibilità e notorietà internazionale. Così ho cominciato ad avere estimatori in tutto il mondo e sono iniziate collaborazioni con prestigiose Gallerie. Ora le opere sono acquistate da collezionisti o investitori o semplicemente appassionati della mia arte. Ovviamente sono diventate così anche una forma di investimento.

A questo proposito, come sei quotato? Puoi darci un indicazione di valore di una tua opera?

Il prezzo di un artista viene creato da un coefficiente che viene assegnato, come un valore, in base al curriculum e portafolio (oltre a dati oggettivi di misure dell’opera ecc.). Quindi è impossibile dare un “listino” prezzi ma ti posso dire che rientro, come categoria, tra i giovani artisti emergenti, e il valore del mio coefficiente nel territorio italiano è 3, quindi è un ottimo valore. La quotazione di un artista viene creata dalla somma di tutti questi valori uniti all’esperienza ed alla carriera dell’artista.

Simafra, quando esporrai nuovamente in Italia? Dopo Londra cos’è in programma?
Allora in Italia la prossima sarà a Firenze nel giardino Corsini per la manifestazione Artigianato e Palazzo. Poi probabilmente ci sarà un altra esposizione all’interno della galleria Russo. Attualmente ho iniziato una collaborazione con una galleria di Beirut in Libano. Qui ci sarà nei prossimi mesi una mostra, una collettiva, che mi vedrà esporre per la prima volta in medio oriente e questo è molto stimolante perché è un mercato molto interessante…

Attualmente lavoro tra Roma e Londra ma ci sono diversi progetti in atto, come quello di Beirut. E poi la galleria Maddox oltre a Londra e Ginevra ha anche una sede a Los Angeles dove ho esposto qualche mese fa. Quindi l’Italia e l’estero mi vedrà attivo ed io sono pieno di energie per proseguire questo percorso che, mi auguro, sia sempre così gioioso.

Caro Simafra, te lo auguro con tutto il cuore. Noi continueremo a seguirti, in Italia e all’estero, augurandoti una vita ed una carriera sempre ricca di successi, artistici e personali.

INFO Maddox Mayfair

INFO sull’artista Simafra

Photo copyright MyWhere

Simafra

 

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Fabiola Cinque

Napoletana fino alla milionesima generazione (dal 1.400), nobile d’animo ma non più per albero genealogico, viaggiatrice e curiosa delle bellezze e delle stranezze del mondo riporto tutte le mie impressioni attraverso tutti i sensi che abbiamo e che vogliamo usare. Di estrazione e definizione “fondista”. Azzurra di nuoto per tutte le distanze più lunghe e massacranti che vi possono venire in mente. La fatica è il mio karma. Mai nulla regalato, tutto conquistato. La comunicazione e la pubblicità sono la mia anima, la moda la mia vita presente e futura. Vivo in un paese bellissimo dal quale desidero sempre di allontanarmi, per tornare e riassaporare i profumi ed i sapori. La mentalità e l’amore sono anglosassoni, ma d’altronde si sa, i Borboni sono stati dominati dai francesi come gli inglesi e gli spagnoli, quindi le mie origini ed il mio essere è globale, sono bastarda dentro.
Fabiola Cinque

3 Responses to "Perdersi nel giardino di Simafra alla Maddox di Londra"

  1. Antonia Storace
    Antonia Storace   4 marzo 2019 at 13:29

    Penso che le opere d’arte – dai libri ai film, dai quadri alle sculture, dalle sceneggiature teatrali ai componimenti musicali – arrivino all’osservatore quando generano “empatia”, quando, chi le guarda, trova un po’ di sé in ciò che vede, che legge, o che ascolta. I quadri di Simafra hanno questo potere: entrano in contatto con il pubblico, creano un ponte emotivo, emozionale, tra l’opera e il cuore di chi l’ammira. Come una scossa elettrica, come una corrente. Il dipinto Fiorivano le viole nei giardini di Sara, dedicato a sua moglie, è incredibilmente intenso, narrativo, e toglie il fiato.

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  2. Lamberto Cantoni
    Lamberto Cantoni   5 marzo 2019 at 11:10

    Grande intervista. Artista ragguardevole. È raro percepire sinestesie così ben orchestrate. Quando esporrà a Firenze non voglio perdermelo.

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  3. Antonio Bramclet
    Antonio   5 marzo 2019 at 11:18

    A me sembrano fiori viventi quanto noi. Energia, dinamismo, passione e soprattutto grande bellezza. Mi piacerebbe conoscere esattamente anche le dimensioni dei quadri. Spero che quando Simafra esporrà in Italia, MyWhere ne dia notizia in tempo per andarlo ad ammirare.

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