Haring, Banksy, Obey: libertà non autorizzata: intervista al curatore Matteo Vanzan

Haring, Banksy, Obey: libertà non autorizzata: intervista al curatore Matteo Vanzan

ASIAGO – Fino al 23 febbraio, la mostra “Haring, Banksy, Obey: libertà non autorizzata” al Museo Le Carceri di Asiago esplora la nascita e l’evoluzione della Street Art internazionale. Curata da Matteo Vanzan, presenta oltre 50 opere, tra tele, serigrafie, poster e sketch di artisti iconici come Ces e Futura 2000, immerse in una colonna sonora che celebra il legame tra arte e musica underground.

L’arte di strada racconta storie di libertà, ribellione e creatività non autorizzata. In occasione della mostra “Haring, Banksy, Obey: libertà non autorizzata”, il curatore Matteo Vanzan ci svela il fascino di un linguaggio artistico che si manifesta e svanisce sui muri del mondo, portando con sé un messaggio universale di espressione e innovazione. In questa intervista, esploriamo le idee dietro l’allestimento, le difficoltà e le sorprese di un viaggio che ripercorre la nascita e l’evoluzione della Street Art internazionale.

La mostra: Haring, Banksy, Obey: libertà non autorizzata

Dal 6 dicembre al 23 febbraio, il Museo Le Carceri di Asiago ospita una mostra straordinaria che ripercorre l’universo della Street Art attraverso le opere di artisti leggendari come Haring, Banksy e Obey. Curata da Matteo Vanzan, l’esposizione presenta oltre 50 opere provenienti da diverse nazioni (Italia, Spagna, Francia, Inghilterra e Stati Uniti), in un viaggio che celebra la cultura underground. E dei muri del grande Banksy ne abbiamo già parlato…

HARING BANKSY OBEY
Mostra Libertà non autorizzata foto Martina Dal Piano per MyWhere

Le opere esposte includono tele, serigrafie firmate, poster, memorabilia e una selezione di tag e sketch di maestri del writing come Ces, Futura 2000 e Phase 2, frutto di oltre due anni di ricerca. L’allestimento è arricchito da una colonna sonora che unisce hip hop, rock, punk ed elettronica, sottolineando l’intima connessione tra la Street Art e i movimenti musicali che hanno influenzato generazioni di artisti.

Mostra Libertà non autorizzata foto Martina Dal Piano per MyWhere

Grazie a uno sforzo curatoriale unico, la mostra offre un’esperienza immersiva che va oltre l’estetica visiva, proponendosi come un’occasione per riflettere sul ruolo di queste espressioni culturali nei contesti urbani e sociali contemporanei

Mostra Libertà non autorizzata foto Martina Dal Piano per MyWhere

L’intervista al curatore Matteo Vanzan

Le 50 opere presentate sono provenienti da diversi paesi nel mondo. C’è qualche opera o artista che è stata particolarmente difficile da acquisire per l’esposizione?

Direi che tutti gli artisti e i collezionisti si sono resi molto disponibili alla collaborazione con la nostra realtà e con il Museo Le Carceri, luogo istituzionale che da anni presenta esposizioni di alto profilo culturale con professionalità e serietà. Viviamo un periodo storico di attenzione nei confronti del Graffitismo, soprattutto quello storico, e sul mondo della Street Art in generale, quindi la campagna prestiti, nonostante sia stata impegnativa, non ha riscontrato troppe difficoltà.

HARING BANKSY OBEY
Mostra Libertà non autorizzata foto Martina Dal Piano per MyWhere

Ci racconta come si riesce ad estrarre un dipinto parietale di un muro cittadino e portarlo all’interno di un museo? Accanto all’opera esposta è raffigurata l’origine della posizione originaria?

Quelli esposti in mostra non sono muri “staccati”, bensì delle opere realizzate su tela, su carta, su legno, ecc dagli artisti, e successivamente immesse nel sistema dell’arte, che si affiancano al loro lavoro su muro. Non abbiamo voluto creare la distinzione tra pezzo murale e opera dedicata alle esposizioni museali, lasciando spesso liberi i visitatori di condurre una ricerca anche personale alla ricerca delle opere che, in qualche caso, sono state tratte da interventi fatti su palazzi, strade, sottopassi, ecc. Il fascino della Street Art è anche questo: condurre una propria “caccia al tesoro”, spesso svolta con lo smatphone per scoprire dove si trovano alcuni dei pezzi murali più noti degli artisti esposti. Questo porta, come spesso avvenuto, all’organizzazione di un viaggio o di una gita nel caso di Pisa per andare a vedere l’opera direttamente in loco.

HARING BANKSY OBEY
Mostra Libertà non autorizzata foto Martina Dal Piano per MyWhere

La scuola di Keith Haring (morto 35 anni fa) può essere ancora attuale e fonte di ispirazione per Banksy e Obey? Ed essendo sia Keith Haring che Obey statunitensi, quanto incidono le comuni radici culturali?

Ogni artista determinante ha avuto la sua importanza storica e culturale. Credo che Haring non abbia influenzato gli artisti a lui più contemporanei da un punto di vista stilistico, quanto attitudinale: la sua invasione estetica, come quella di tutti gli artisti street degli anni ’70, è stata simbolo di una generazione di artisti che, assieme a Basquiat, si ritrovarono a vivere una New York sulla scia delle contestazioni sociali consapevoli che era necessario, per fuggire dall’emarginazione e crearsi una propria identità, escogitare un sistema per poter emergere e avere la speranza di “diventare famosi”. E lo hanno fatto firmando la città in ogni dove con tag, disegni e graffiti grazie ad un’immaginazione fresca e dirompente. Banksy e Obey sono quindi figli di questo approccio e di questa necessità, dimostrando una linea di continuità tra passato e presente che lega tutte le generazioni sotto il nome di “Street artist”.

Mostra Libertà non autorizzata foto Martina Dal Piano per MyWhere

 

 

Mostra Libertà non autorizzata foto Martina Dal Piano per MyWhere

 

Dato che le opere d’arte sono accompagnate da una colonna sonora composta da brani hip hop, rock, punk ed elettronica al fine di immergere il visitatore nelle strette sinergie tra musica e arti visive nei circuiti underground, da chi sono stati selezionati e mixati i brani che compongono la colonna sonora? A chi è venuta l’idea di creare una colonna sonora ad hoc ? Gli artisti sono stati coinvolti o interpellati per la scelta dei brani musicali?

Ho una grande passione per la musica, sono stato batterista per vent’anni e ho vissuto la scena italiana nei club durante la seconda metà degli anni ’90 e fino a poco tempo fa. Una mostra sulla Street Art senza una colonna sonora appropriata è una mostra a metà. Il graffitismo nasce sulla scorta della nascita delle crew hip hop newyorkesi e ancora oggi arti visive e musica si intrecciano continuamente anche solo pensando alle copertine di vinili realizzate dagli artisti, come nel caso di dei Blur o dei Prophets of Rage, solo per citarne alcuni. È stata dunque una scelta obbligata quella di accompagnare la mostra da una colonna sonora che si inserisse nell’arco temporale analizzato con le opere d’arte. La Street Art ha spesso saputo cogliere le criticità della nostra società, augurando un’aspirazione al cambiamento e trovando nella strada un luogo di espressione e di dialogo diretto con la comunità.

HARING BANKSY OBEY
Mostra Libertà non autorizzata foto Martina Dal Piano per MyWhere

Questa mostra vuole anche sollecitare la comunità contemporanea su una visione di impegno sociale verso la responsabilità e a sostegno di un cambiamento epocale?

La Street Art è primariamente messaggio sociale: artisti che operano contro la guerra, contro i soprusi, contro l’inquinamento ambientale e contro tutte le criticità e le contraddizioni della nostra società. Il messaggio viene veicolato automaticamente attraverso l’immagine e, di conseguenza, colpisce il visitatore depositando nella sua memoria la speranza verso un mondo migliore o l’intenzione di smuovere una riflessione interiore. D’altra parte, Obey usa l’arte per salvare il mondo! Trovo quindi giusto che anche una mostra possa “servire” per lanciare messaggi sociali al fine di poter sperare di diventare persone migliori con un rispetto maggiore verso gli altri e verso il nostro pianeta.

Mostra Libertà non autorizzata foto Martina Dal Piano per MyWhere

C’è anche una rappresentazione di sensibilizzazione verso un’attenzione all’ambiente?

Come ho detto detto, soprattutto Obey è un artista impegnato socialmente verso un miglioramento delle condizioni dell’ambiente, attraverso una sensibilizzazione per immagini che porti lo spettatore a riflettere sulle proprie azioni e migliorare atteggiamenti spesso non conformi ad una corretta condotta etica.

Mostra Libertà non autorizzata foto Martina Dal Piano per MyWhere

Se andrete a vedere questa mostra in questo articolo potrete trovare anche cosa fare e cosa Visitare Asiago tra natura e divertimento

INFORMAZIONI

06 DICEMBRE 224 – 23 FEBBRAIO 2025

Museo le Carceri, Piazza Benedetto Cairoli, 13 – Asiago (VI)

ORARI

Dall’11 gennaio al 23 febbraio 2025: aperto sabato e domenica 10.00 – 12.30 e 15.30 – 19.00

Ultimo accesso alla mostra alle ore 18.30

BIGLIETTI

Ingresso intero € 8,00

Ingresso ridotto € 5,00 (residenti nel Comune di Asiago, over 65, under 14, insegnanti, gruppi di minimo 10 persone)

Ingresso gratuito (under 12, portatori di handicap con n.1 accompagnatore, giornalisti con tesserino)

Fabiola Cinque

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