Giornata Internazionale del gatto: Otellallao meravigliao!

Giornata Internazionale del gatto: Otellallao meravigliao!

ITALIA – In occasione della Giornata Internazionale del Gatto, vi racconto la storia di Otello, il mio adorato gatto nero nato in Toscana. Dalla sua infanzia tra la pineta e Bologna, fino alla sua incredibile guarigione dal diabete e alla sua sorprendente intelligenza, Otello ha reso ogni giorno speciale. Tra aneddoti divertenti, affetto incondizionato e un’ultima dolce carezza, il ricordo di Otello resta indelebile, proprio come l’amore che ci ha regalato

Giornata Internazionale del gatto: per celebrarla vi racconterò la storia del mio adorato gatto Otello. Otello era nato nel maggio del 2008 in una pineta in Toscana, vicino a Castiglion della pescaia. La pineta chiaramente era piena di gatti di tutti i colori e di tutti gli incroci di razze. Otello, gatto nero, era stato allevato da una signora che aveva una gatta che partorì sei gattini, tra cui Otello e suo fratello. Otello ci fu donato nell’ottobre dello stesso anno e venne a vivere a Bologna insieme a suo fratello, che era nero come lui e anche gemello. I gatti furono accolti con grande entusiasmo e affetto da parte di tutti i bipedi componenti la casa. Il gatto fu chiamato Otello perché essendo un po’ cicciotello mi ricordava il grande Moro shakespeariano.
I primi mesi furono impiegati per socializzare con i due quadrupedi; ci volle molto tempo per renderli affettuosi e non timorosi nei nostri confronti. Ricordo anche episodi molto divertenti, per esempio quando arrivò la prima neve che abbracciò tutto il giardino dove loro andavano a divertirsi. Sembrava quasi una foto di quel famoso fotografo italiano che si dilettava di fotografare sempre paesaggi con la neve. È evidente che il gatto nero sulla neve ha un effetto particolarmente suggestivo. Gli anni passarono con i gatti che man mano che crescevano comprendevano le usanze dei bipedi che li ospitavano ma elaborarono anche loro dei comportamenti molto originali.

Giornata Internazionale del gatto: il coraggio di un amico a quattro zampe

Ricordo sempre quando leggevo di notte e prima di addormentarmi Otello mi saltava in braccio quasi volesse leggere il libro con me e adorava da matti la carta. Mi mordeva infatti il sacchetto delle edizioni Einaudi quando portavo a casa qualche libro. Scoprii casualmente che Otello dopo una vacanza rigogliosa nella pineta dove era nato, era molto triste. Allora si pensava che era triste perché era finita la vacanza ma non era così. Al gatto, dopo aver subito varie visite della veterinaria, diagnosticarono un diabete. Di solito con il diabete passano a miglior vita ma la veterinaria disse “Può essere anche che superi il diabete”. A Otello infatti per tre anni vennero somministrate due punture di insulina al giorno, con orari precisi, 9 del mattino e 21 la sera.
Dopo tre anni lui guarì dal diabete e noi dicemmo: miracolo! La cosa più straordinaria del periodo del diabete era che lui si era talmente abituato alla puntura che alle 9 del mattino si piazzava di “sua sponte” sul tavolo dove avrebbe ricevuto l’iniezione. Era chiaro che comprendeva che quella puntura gli faceva solo bene. Sotto gli occhi esterrefatti di suo fratello, che probabilmente si stava chiedendo: Ma perché gli fanno una puntura e lui non si lamenta? Purtroppo superato il diabete, anni dopo contrasse una malattia che lo portò ad abbandonare questa terra piena non solo di quadrupedi ma anche di bipedi con cui lui viveva abitualmente.
Gatto nero MyWhere

Otello, un gatto davvero speciale

Negli ultimi tempi aveva imparato anche a scendere in cortile usando l’ascensore, piazzandosi davanti al medesimo e aspettando che qualcuno glielo aprisse per scendere e, al ritorno, anche per salire. In casa si diceva che il gatto aveva tutto, anche le chiavi, data la sua tendenza a segnalare quando voleva uscire. Non gli abbiamo dato il telefonino in dotazione, considerandolo uno strumento diseducativo.
Negli ultimi tempi Otello cercava sempre coccole e comportamenti affettuosi da parte nostra. Di notte si appollaiava nel centro del letto raggomitolandosi come un biscottino tipo Macina del Mulino Bianco. Infatti in quel periodo gli avevamo attribuito anche un altro soprannome, che era proprio “Biscottino”.
Il gatto ci ha lasciato il 2 aprile del 2024 ed essendo io a conoscenza che Papa Ratzinger teneva presso i suoi parenti in Germania il suo adorato gatto Chico, che andava regolarmente a trovare tutti gli anni, ho pensato bene di raccomandare Otello affinché entrasse direttamente nel Paradiso dei gatti.
E continuate a seguirmi nella mia rubrica Mondo Gatto
Federico Grilli

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