Conversazioni in divenire: a teatro la bellezza dell’idiota che ci riguarda da vicino

Conversazioni in divenire: a teatro la bellezza dell’idiota che ci riguarda da vicino

ROMA – La pièce “Conversazioni in divenire” di Nicholas Gallo al Cometa Off rilegge Dostoevskij come un atto d’amore contro la mercificazione dell’umano. Una drammaturgia sonora che si fa corpo, lotta e redenzione.

«Oggi il principe Myskin vive ancora: è in ogni anima gentile schernita da una società che misura il valore in potere e apparenza».
Con queste parole Nicholas Gallo, regista e autore nato a New York e naturalizzato italiano, restituisce la tragica attualità di un personaggio come quello dell’Idiota dostoevskijano, fragile ma profondamente umano. Da quel grande archetipo dell’Ottocento russo nasce Conversazioni in divenire, la sua nuova creazione scenica, debuttata in prima assoluta il 5 e 6 maggio al Teatro Cometa Off di Roma. Un ritorno carico di senso, proprio su quel palcoscenico dove il pubblico romano aveva già potuto apprezzare Gallo con la pièce LE TA ME.

Ha il respiro delle grandi domande e il passo inquieto del nostro tempo, Conversazioni in divenire. Progetto coraggioso che, partendo dall’opera originale, si emancipa dalla narrazione lineare per costruire un affresco umano e sociale dove amore, denaro e potere si rincorrono, si contraddicono e si fagocitano.

Conversazioni in divenire
Francesco Testi nei panni del principe Myskin – Foto: Marco Lausi

Non è una semplice trasposizione: Nicholas Gallo compone una riflessione scenica che si muove tra parola e suono, tra gesto e tensione emotiva, in una drammaturgia sonora che veste l’attore come un abito su misura, facendo della colonna musicale una vera architettura sensibile del racconto. Non solo accompagnamento, dunque, ma struttura portante: il suono come voce interiore, battito, materia drammatica.

Il principe Myskin, protagonista interpretato con struggente misura da Francesco Testi, è l’emblema di una purezza che oggi suona quasi sovversiva. “Un uomo che non conosce il male”, come lo definisce lo stesso regista, un personaggio fuori sincrono rispetto a una società dove l’identità si misura in termini di potere, dominio, possesso. Di fronte a lui, si staglia un mondo feroce e ambiguo: Massimiliano Vado, nel ruolo dell’antagonista Rogozin, dà corpo a una violenza silenziosa e minacciosa, mentre Ilenia Guderzo tratteggia una Nastasia Philippovna fragile e magnetica, figura-chiave del desiderio e della disillusione.

L’impianto scenico, essenziale ma densamente espressivo, accoglie una coralità di interpretiFrancesco Palumbo, Chiara Garbiero, Maddalena Randazzo, Leonardo Codispoti, oltre allo stesso Gallo — in un gioco di incastri emotivi e relazionali che, pur muovendosi su trame ottocentesche, parla con forza all’oggi. A tratti la parola rischia di saturare l’ascolto, ma è una scelta coerente con l’intento dell’autore: quello di restituire la vertigine del pensiero, lo smarrimento contemporaneo.

La regia di Gallo costruisce lucidamente il racconto sotto gli occhi del pubblico, “in divenire”, appunto, attraverso figure che sembrano abitare più la dimensione del pensiero che quella dell’azione. Non mancano momenti di grande efficacia visiva, costruiti con sobrietà grazie anche alla direzione di scena di Alessia Setzu, capace di dare ritmo a una drammaturgia che vive di pause e tensioni più che di eventi.

Conversazioni in divenire
Un suggestivo momento dello spettacolo “Conversazioni in divenire” – Foto: Marco Lausi

«C’era una volta un motore che animava tutto: il cervello e il cuore. […] Oggi tutto sembra far dimenticare i veri valori dell’essere umano», chiosa ancora l’autore-regista, ed è proprio questa nostalgia dell’autenticità — forse della bellezza, come quella “che salverà il mondo” evocata dallo stesso Dostoevskij — a permeare l’intero spettacolo.

La bellezza qui non è estetica, ma etica. È l’umanità incompresa di Myskin, la sua incapacità di dominare o corrompere. È la sua sofferenza, reale, nuda, inspiegabile. È il suo amore — non mercificato, non conveniente — per una donna contesa, oggetto di ambizioni e giochi di potere. In questo senso, Conversazioni in divenire è anche una denuncia lucida e poetica della società del consumo, dove tutto si mercifica in nome del profitto, a cominciare dal corpo femminile.

Prodotto da Angelika Film Production e Gallilluminati Contemporary Theatre, lo spettacolo segna un nuovo tassello nella ricerca artistica di Nicholas Gallo, che da regista e musicista firma una prova personale e di impegno civile, capace di scuotere e coinvolgere. Un’opera che invita a rimettere al centro l’umano, la fragilità come valore, la relazione come atto rivoluzionario.

Le prossime date della tournée saranno l’occasione per assistere a una messinscena che non offre risposte, ma rilancia domande urgenti. E che, tra le pieghe del dramma, suggerisce una speranza: forse non tutto è perduto, se ancora possiamo credere nella potenza di una bellezza che non si vende e non si compra.

Conversazioni in divenire, di Nicholas Gallo

Stefano Maria Pantano

Leave a Reply

Your email address will not be published.