ROMA – Dall’alba al tramonto, il rooftop dell’Otivm Hotel si trasforma in un luogo sospeso tra emozioni, colori e gusto. Ho incontrato Luca Terminiello, direttore della struttura, per scoprire il progetto che sta ridefinendo il concetto di ospitalità nel cuore di Roma. Una chiacchierata tra colazioni continentali con vista e cocktail ispirati agli stati d’animo, in cui ogni dettaglio è pensato per far vivere agli ospiti un’esperienza sensoriale completa.
Appena salgo all’ultimo piano dell’Otivm Hotel, nel cuore pulsante di Roma, resto senza parole: la vista mozzafiato su Piazza Venezia, il Vittoriano, il Campidoglio e le cupole che punteggiano l’orizzonte creano una scenografia unica, quasi teatrale.

«Vogliamo offrire un’esperienza che racchiuda accoglienza, gusto e bellezza – mi racconta Luca Terminiello – e oggi il nostro rooftop bar rappresenta esattamente questo».

Un progetto nato dal desiderio di ospitalità autentica
L’Otivm Hotel nasce dal sogno di Ovidio De Ierolamo, imprenditore pugliese con un passato nella grande distribuzione, che ha deciso di investire nel mondo dell’hotellerie.

La struttura, un’antica palazzina a due passi dal Campidoglio, unisce elementi di design moderno con richiami alla Roma imperiale, mantenendo intatti particolari storici, come l’affascinante arco in marmo del terzo piano.

La terrazza: uno spazio per ogni stagione
«La terrazza è il cuore dell’hotel», mi confida Terminiello. Rinnovata di recente con una postazione bar moderna, può ospitare fino a 40 persone all’aperto, più una decina nell’area coperta, grazie a una pergotenda che la rende fruibile tutto l’anno.
Non è solo un rooftop con vista, ma un luogo in cui vivere Roma in modo intimo e contemporaneo.

Cocktail che raccontano stati d’animo e colori
Il protagonista indiscusso del nuovo corso dell’Otivm Roof è il bar esterno gestito dal giovane bar manager Matteo Ghittoni, che ha saputo costruire una proposta di mixology sorprendente e coerente.

Il menù si chiama “Mood” e non è una semplice lista di drink: ogni cocktail è ispirato a un’emozione e al colore che la rappresenta.
Mi colpisce il modo in cui la mixology viene usata per raccontare un viaggio interiore, attraverso sei signature cocktail:

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Giallo: chiarezza e cambiamento
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Rosso: rabbia
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Arancione: trasformazione ed entusiasmo
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Blu: fiducia e stabilità
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Viola: calma e consapevolezza

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Verde: rilassamento e rinascita
A questi si aggiungono due cocktail analcolici che simboleggiano il bianco (purezza) e il nero (mistero). Ogni drink è pensato non solo per evocare un’emozione, ma anche per essere sostenibile, utilizzando l’intero ingrediente per evitare sprechi.
«Per esempio, la Rabbia è realizzata con tequila infusa al peperone, mezcal e polvere di pelle di peperone: ogni componente è pensato per trasmettere l’intensità dell’emozione», mi spiega Terminiello.

Un aperitivo con vista, tra creatività e gusto
Il momento ideale per godersi questa esperienza è sicuramente l’aperitivo in terrazza, dalle 17 a mezzanotte.
Oltre ai cocktail, la proposta gastronomica è affidata alla chef Giulia Goia, che ha ideato tre piccoli piatti in perfetto abbinamento con i drink: una panzanella rivisitata, un tacos di salmone affumicato con crema di ricotta e un semidolce alla banana e cioccolato.

Colazione panoramica: il risveglio perfetto a Roma
La magia dell’Otivm non si esaurisce al tramonto. Al mattino, la terrazza si trasforma in un salotto a cielo aperto per una colazione continentale servita dalle 9 alle 11.
«Anche la colazione deve essere un’esperienza», dice Terminiello. Croissant appena sfornati, pane caldo, salumi e formaggi locali, yogurt, frutta fresca, uova, pancake e salmone affumicato compongono un buffet ricco e raffinato.
Il tutto accompagnato da caffè, tè e spremute fresche, da gustare mentre la città si sveglia, in un’atmosfera fatta di luce dorata, quiete e bellezza.

Un nuovo modo di vivere Roma
Otivm Roof Bar non è solo un rooftop, ma una vera esperienza multisensoriale. Un luogo dove il colore diventa emozione, il cocktail diventa racconto e la vista su Roma diventa poesia.

Come mi ha raccontato Luca Terminiello, “Vivi Roma, Vivi Otivm” non è solo il nostro claim, ma una filosofia di accoglienza che mette al centro il benessere autentico degli ospiti.
Importante è ricordare il significato di Otium, da Treccani, cioè ÒZIO
ozio òzio s. m. [dal latino otium]. – 1. a. In genere, astensione dall’attività, dalle occupazioni utili, per un periodo più o meno lungo o anche abitualmente, per indole pigra o indolente: stare in otium, astenersi dai lavori intellettuali consueti. 2. Con sign. più vicini a quelli che il termine aveva in latino, dove otium era il tempo libero dalle occupazioni della vita politica e dagli affari pubblici (cioè dai negotia), che poteva esser dedicato.
Detto questo, quale augurio migliore si può fare a chi viene a Roma per visitare l’antica città ed i suoi splendori e, trovare magari, contemporaneamente, anche il tempo di assaporare quello che i romani sapevano far bene: ossia oziare. Regalarsi il riposo, e magari darsi al vizio, dopo le grandi battaglie o i grandi impegni governativi, era per gli imperatori una peculiarità di cui erano maestri. Per questo, dopo un tour de force di visite tra le rovine dell’antica Roma, vi consigliamo di adagiarvi e respirare l’aria del tempo che fece grande questa città. Socchiudere gli occhi sorseggiando un ottimo cocktail o trovare la concentrazione con lo sguardo rivolto sull’Aracoeli renderà tutto più leggero e memorabile.
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