MONDO – In un panorama affollato di contenuti patinati e mete da sogno, Daniele Paluan emerge con un approccio autentico e profondo al racconto del viaggio. In questa intervista ci parla del suo progetto, delle origini torinesi del suo stile narrativo, di esperienze surreali come New York dall’alto e della sua visione di turismo locale. Un viaggio nelle emozioni e nelle idee di chi ha fatto dell’autenticità la propria firma.
Il progetto di Daniele Paluan è nato in modo spontaneo, durante i suoi viaggi: scattava foto, montava video e li condivideva senza l’intento di diventare un creator:
“Il mio progetto è nato in modo molto naturale. Mentre viaggiavo, scattavo foto e montavo video, a un certo punto ho cominciato a condividere tutto senza nemmeno pensare di diventare un “travel creator”. Lo facevo semplicemente perché mi veniva spontaneo raccontare ciò che vedevo”.
“La mia differenza rispetto ad altri, forse, sta nel modo in cui comunico. Non mi concentro solo sull’estetica perfetta o sul vendere una vita da sogno. Racconto i luoghi in modo diretto e concreto, senza filtri patinati. Ci metto un mix di elementi che non tutti hanno: competenze tecniche, attenzione ai dettagli, ritmo nel montaggio e una narrazione visiva che cerca di esprimere qualcosa, non solo di “mostrare”. Cerco di farti vivere il contesto e di trasmetterti il motivo per cui vale la pena scoprirlo, anche se non è famoso o di tendenza”.

Torino e il fascino del mistero
Torino, la città natale di Daniele Paluan, ha avuto un ruolo fondamentale nel suo approccio visivo e narrativo. Il suo velo di mistero e profondità ha plasmato la sua capacità di guardare oltre la superficie:
“Torino ha sempre avuto un certo fascino misterioso, quasi segreto, che ti spinge a guardare oltre la superficie. Non è una città che si fa notare in modo eclatante e non è mai banale; per me è stato il luogo ideale per affinare il mio sguardo”.
“Il mistero di Torino non risiede solo nelle leggende o nell’architettura, ma anche nel modo in cui la città si rivela lentamente a chi ha la curiosità di esplorarla davvero. Questo ha avuto un grande impatto sul mio modo di raccontare i miei viaggi. Non cerco mai il momento clamoroso, ma piuttosto quel dettaglio nascosto, quella storia inaspettata. Torino mi ha insegnato a cercare la profondità e a non fermarmi alla superficie. Per me raccontare un luogo è un po’ come fare quel giro in città che ti fa sentire di aver scoperto qualcosa che gli altri non notano. E questo credo sia il filo conduttore che unisce Torino ai miei contenuti”.

Il viaggio più assurdo? New York
Tra tutti i viaggi di Daniele Paluan, quello a New York è stato il più incredibile:
“In realtà, per ora anche il viaggio a New York è stato il più assurdo. Non avrei mai immaginato di ritrovarmi su un elicottero a volare sopra Manhattan, di assistere a una partita di NBA dal vivo o di pedalare in bicicletta a Central Park come nei film. Sono esperienze che sembrano surreali, e invece mi ci sono trovato dentro. Forse è proprio questo il bello di New York, riesce sempre a superare le aspettative anche quando pensi di conoscerla già”.

Turismo locale: un potenziale ancora poco sfruttato
Daniele Paluan sottolinea come in Italia il turismo locale venga spesso sottovalutato. Torino, ad esempio, ha tutti gli elementi per attrarre, ma manca ancora una narrazione autentica:
“Se parliamo di turismo in Italia, è chiaro che abbiamo un patrimonio enorme, ma spesso non lo sfruttiamo come si dovrebbe, soprattutto quando si tratta di turismo locale. Torino è un esempio perfetto perché ha tutto per essere una città super attrattiva, tra storia, cultura, design e una scena food che cresce ogni giorno, ma manca ancora un “racconto” autentico che coinvolga davvero chi arriva. Spesso si punta troppo sugli eventi o sulle grandi attrazioni, mentre il vero valore sta nel valorizzare quei piccoli dettagli e le storie dietro gli angoli nascosti. Per sfruttare davvero il potenziale del turismo locale servirebbe una narrazione più vera, che metta in luce quello che rende Torino diversa da tutte le altre città”.

Il segreto per godersi un viaggio
Secondo Daniele Paluan, il vero segreto per vivere un viaggio al massimo è rallentare:
“Per me il segreto è smettere di pensare al viaggio come a una checklist da completare. Quando inizi a correre da un posto all’altro per vedere tutto, perdi la vera sostanza. Un viaggio si gode davvero quando ti permetti di rallentare, di vivere il momento senza la paura di “perdere tempo”.

Influenzare il modo di viaggiare: una responsabilità positiva
I contenuti di Daniele non mostrano solo luoghi da sogno, ma anche:
“Credo di sì, o almeno me lo auguro. Non tanto perché penso di avere la “verità in tasca” su come si viaggia, ma perché cerco di raccontarlo in un modo che va oltre la foto bella o la meta da sogno. Nei miei contenuti non c’è solo la destinazione, ma tutto quello che ci sta attorno: il prima, il durante, le cose che vanno storte, i momenti inaspettati. Cerco di far passare l’idea che viaggiare non significa solo “andare lontano”, ma cambiare prospettiva”.
“Quando qualcuno mi scrive “ho prenotato quel posto dopo aver visto il tuo video” o “non avevo mai pensato che si potesse vivere un viaggio così”, lì capisco che forse sto lasciando qualcosa. Quindi sì, penso di aver contribuito a spostare un po’ il focus, meno cartolina e più esperienza vera”.

I futuri progetti di Daniele Paluan? In arrivo, ma con discrezione
Daniele preferisce non anticipare nulla, ma conferma che sta lavorando su nuove direzioni narrative per raccontare il viaggio in modo sempre più personale e autentico:
“È una bella domanda, però preferisco non svelare troppo in anticipo quello su cui sto lavorando. Un po’ per scaramanzia, un po’ perché credo sia più importante far parlare i progetti quando sono pronti”.
“Posso dire che sto esplorando nuove idee e direzioni, con l’obiettivo di raccontare il viaggio in modo sempre più autentico e personale. E, naturalmente, continuerò a viaggiare e scoprire il mondo, perché è da lì che nasce gran parte della mia ispirazione. Ma per ora preferisco lasciare che siano i contenuti a parlare”.

Daniele Paluan: Autenticità prima di tutto
L’autenticità è il filo conduttore di ogni suo contenuto:
“Per me l’autenticità è tutto. Se un racconto non è vero, non ha senso. Nei miei video cerco sempre di mostrare quello che sento davvero, senza filtri. Non mi interessa creare qualcosa di perfetto o patinato, ma qualcosa che trasmetta emozioni reali, anche con i momenti meno glamour. È proprio lì, nella spontaneità e nella verità, che si crea il legame con chi guarda. Alla fine, è questo che distingue un contenuto che resta da uno che si dimentica in fretta”.
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