CAMPANIA – Ho percorso la Via Francigena del Sud nel cuore del Sannio Beneventano, un itinerario sorprendente che intreccia storia, natura e spiritualità. Tra borghi antichi, acque termali e colline di vigneti, ho scoperto un volto autentico della Campania, dove ogni passo racconta un legame profondo con la terra e con le persone che la abitano.
Il mio viaggio lungo la Via Francigena del Sud è iniziato a Gioia Sannitica, nel cuore verde del Casertano, dove il Castello di Caselle domina silenzioso il paesaggio. Le sue mura normanne custodiscono la tragica leggenda di Erbanina, sposa accusata di stregoneria e gettata nel vuoto. Qui, tra le rovine e il verde, l’atmosfera è sospesa tra passato e mistero.

Ad accoglierci, il vicesindaco Carmine Porto, che ci ha guidati tra i sentieri antichi e le storie del luogo. Poco più in alto, il Monte Erbano conduce alla suggestiva Grotta di San Michele, un luogo di culto longobardo decorato da affreschi bizantini. Camminare qui significa entrare in un silenzio sacro, dove la spiritualità si fonde con la roccia e con il vento.

Il fascino dell’Abbazia e i sapori di San Salvatore Telesino
La tappa successiva è stata San Salvatore Telesino, con la visita all’antica Abbazia benedettina del Santissimo Salvatore, oggi sede dell’Antiquarium di Telesia. Tra i chiostri e le pietre del monastero si respira la memoria di un tempo in cui la fede era anche potere e sapere.
La Pro Loco, guidata da Egidio Cappella, ci ha accompagnati in un viaggio gastronomico fatto di sapori autentici: dallo Struppolo al peperone quarantino, protagonisti di una tradizione culinaria che ancora oggi unisce le famiglie e le comunità.

Telese Terme: tra acque sulfuree e paesaggi da cartolina
Il cammino prosegue verso Telese Terme, dove il profumo di zolfo e la quiete del Parco delle Antiche Terme Jacobelli raccontano secoli di benessere naturale. Passeggiando tra gli alberi che circondano il Lago di Telese, ho capito perché questo luogo è tanto amato da fotografi e viaggiatori: ogni riflesso sull’acqua sembra un invito alla contemplazione.
Ad accoglierci, l’assessora Maria Venditti, che ha sottolineato l’impegno del Comune nel rendere la Via Francigena accessibile e inclusiva per tutti, anche per chi affronta il cammino con disabilità.

Solopaca: vino, ospitalità e rinascita
L’ultima tappa del percorso è Solopaca, terra di vino e di accoglienza. Qui ho visitato la Cantina Sociale, presieduta da Carmine Coletta, cuore pulsante dell’economia locale con i suoi 1000 ettari di vigneti e centinaia di soci. È una storia di resilienza e rinascita, segnata dall’inondazione di dieci anni fa, superata grazie alla solidarietà e alla passione per il territorio.

A Palazzo Cusani, dimora seicentesca riconosciuta come Luogo del Cuore FAI, la Pro Loco di Solopaca guidata da Antonio Iadonisi ci ha accolti tra cortili e antichi frantoi. Qui, dove oggi pernottano sempre più pellegrini, si respira l’anima autentica della Via Francigena: ospitalità, fede e scoperta.

Un viaggio che lascia il segno lungo la Via Francigena
Camminare lungo la Via Francigena del Sud nel Sannio Beneventano è un’esperienza che va oltre il turismo. È un incontro con la memoria, la natura e le persone, un invito a rallentare e ad ascoltare.
Tra colline dorate, vini eccellenti e silenzi carichi di significato, ho trovato un equilibrio raro: quello tra la bellezza del paesaggio e la spiritualità del cammino.




