ROMA- Il Palazzo delle Esposizioni presenta tre importanti mostre da non perdere. Fino al 12 luglio è aperta la retrospettiva dedicata a Mario Schifano artista sensibile e poliedrico. Roma suona bene è l’altra mostra che si svolge in contemporanea e analizza in campo musicale il decennio 1970-1979. Per finire fino al 29 giugno sono presentate al pubblico le foto vincitrici della 69° edizione del World Press Photo 2026, un’esperienza dal forte impatto emozionale.
Mario Schifano
Il Palazzo delle Esposizioni prosegue il suo meritevole impegno volto alla valorizzazione delle personalità e dei movimenti artistici più significativi della cultura visiva italiana. Un’attenzione particolare è data alla scena romana. Ecco dunque questa importantissima retrospettiva dedicata a Mario Schifano. Di certo una delle figure centrali della storia dell’arte del secondo Novecento.

Se ne ripercorre qui il cammino artistico. Dagli esordi caratterizzati da opere informali e materiche fino alle sperimentazioni degli anni settanta, ottanta e novanta. Un artista, un intellettuale visionario che ha saputo spaziare tra linguaggi diversi, pittura, fotografia e cinema.

Roma suona bene
La sensibilità artistica di Schifano si è espressa sotto molteplici forme. Non poteva mancare quindi la musica. Per questo in continuità con l’esposizione a lui dedicata la mostra Roma suona bene si apre proprio con la celebre serata Grande angolo, sogni & stelle, organizzata dallo stesso Schifano al Piper Club di Roma il 28 dicembre 1967. L’evento in cui si esibì il gruppo rock progressive Le Stelle di Mario Schifano è documentato dalle fotografie di Patrizia Ruspoli.

In un affascinante viaggio temporale si entra poi nelle atmosfere della scena musicale romana. Sono gli anni tra il 1970 e il 1979. Spazio ai grandi protagonisti di quegli anni, ai luoghi leggendari, ai grandi festival. Camminiamo sostenuti ovviamente da una colonna sonora entusiasmante, con brani dei grandi nomi di quel periodo italiani e internazionali, aggiornata ogni due settimane. Una delizia per il visitatore.
World Press Photo 2026
Dopo aver viaggiato indietro nel tempo si torna alla contemporaneità con la mostra delle foto vincitrici della 69° edizione del prestigioso concorso di fotogiornalismo World Press Photo 2026.

42 i progetti vincitori dell’edizione 2026. Una giuria indipendente ha scelto tra 57.376 fotografie inviate da 3.747 fotografi provenienti da 141 Paesi. Non sono semplici scatti è giornalismo visivo. Si affrontano temi attuali, dall’emergenza climatica alle drammatiche conseguenze prodotte dai conflitti in atto.

Si denunciano così le ingiustizie sociali. Le immagini restituiscono anche la fierezza delle donne del Guatemala. I loro occhi assistono dopo 40 anni all’incriminazione e alla condanna dei loro aguzzini. E’ documentata inoltre la lotta al patriarcato e a tutte le forme di pregiudizio sociale.

Personalmente devo riconoscere che dopo la mia visita a queste tre mostre sono uscita trasformata. Grata a questi artisti e a tutti coloro che con il loro talento combattono l’indifferenza e non smettono di porre domande.
Mario Schifano
Roma suona bene
World Press Photo 2026
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