I 10 calciatori italiani all’estero più forti della storia del calcio

I 10 calciatori italiani all’estero più forti della storia del calcio

MONDO – Gli italiani sono, da sempre, un popolo di navigatori e viaggiatori, amanti del desiderio di esplorare nuove terre e confini. Vogliono confrontarsi e crescere, in tutti i campi. Anche nel mondo del calcio. Così, molti calciatori italiani volano all’estero. Non tutti hanno avuto fortuna, ma molti sono diventati leggenda.

Dopo una classifica sui migliori calciatori asiatici e i migliori mancini della storia del calcio, vengo a proporvene una terza. Quali sono i 10 calciatori italiani all’estero più forti di sempre? Chi, tra presente e passato, è stato in grado di far cantare il proprio nome ai tifosi stranieri, farli emozionare fino a diventare leggenda?

Vediamoli, ricordando che le scelte in questa classifica sono opinabili, fatte cercando sempre di rispettare un certa oggettività ma con un pizzico di cuore.

10) Davide Lanzafame

I calciatori italiani all’estero più forti di sempre: Davide Lanzafame

Non storcete subito il naso. Vi capirei, perché in Italia è ricordato quasi esclusivamente per aver cambiato un’infinità di maglie e per aver patteggiato 1 anno e 4 mesi di squalifica.

Ma in Ungheria la storia è diversa. Là, nell’indifferenza generale, è diventato un idolo assoluto. Nel gennaio del 2013 vola per la prima volta a Budapest dove gioca in prestito per 6 mesi, nel Budapest Honvéd Football Club, storico club ungherese nato nel 1908, segnando 5 reti in 10 presenze. A giugno torna in Italia e dovrà aspettare 3 anni per tornare là, dove avrebbe contribuito a scrivere alcune delle pagine più importanti della storia del campionato magiaro. Grazie alle sue prestazioni, l’Honvéd guidato da Marco Rossi, si laurea campione d’Ungheria dopo 24 anni d’attesa, segnando 11 reti in 25 presenze. Nel 2018 porta la squadra al quarto posto e si laurea miglior marcatore del campionato con 18 reti. Passa, poi, all’altra squadra di Budapest, il Ferencváros. Qui vince di nuovo il campionato e classifica cannonieri.

Da gennaio 2021 è svincolato, ma di certo Davide Lanzafame ha scalato molto rapidamente le vette del calcio ungherese.

9) Sebastian Giovinco

La parabola estera della Formica Atomica (soprannome nato per la statura del fantasista) inizia nel gennaio 2015 quando, dopo la rescissione del contratto con la Juventus, si unisce alla squadra canadese del Toronto. Con uno stipendio di 7 milioni di dollari, sarà il giocatore più pagato in MLS. Il suo impatto sul campionato americano è devastante. Al primo anno vince sia la classifica marcatori con 22 reti segnate che quella degli assist (ben 16), primo calciatore nella storia della competizione a riuscirci. A fine anno viene nominato miglior esordiente e miglior calciatore dell’anno. Giovinco sembra Maradona (mi perdonerete, spero).  Ma i suoi dribbling, le sue giocate e i suoi gol sono roba da stropicciarsi gli occhi. Da rivedere e rivedere.

Al secondo anno trascina la squadra, a suon di gol, alla finale di MLS dove perderà ai calci di rigore. Il terzo hanno è quello buono e riesce a far vincere il campionato al Toronto. In totale, nella sua avventura americana, timbra il cartellino 83 volte in 141 presenze.

A gennaio 2019 si trasferisce al Al-Hilal, in Arabia Saudita, dove milita tutt’oggi, senza grandi pretese. Forse è qui che comincia la discesa della sua parabola.

8) Carlo Cudicini

Figlio di Fabio, il famoso Ragno Nero portiere del Milan di fine anni 60, dopo una serie di infortuni e due grandi stagioni al Castel di Sangro (serie c e serie b), Gianluca Vialli nel 1999 lo vuole al Chelsea. Sarà il vice di Ed De Goey, fino all’infortunio di questi, nel 2001.  Carlo si fa trovare pronto e, fino all’arrivo di Cech, non lascerà più l’undici titolare. Il 2002/2003 è la sua stagione migliore, culminata con il titolo personale di miglior portiere della Premier League. Nel 2004 tornerà a sedersi in panchina, ma lo fa con tutta l’ammirazione di Mourinho e del mondo Blues. Quel mondo che lascerà nel 2009, dopo 9 anni e mezzo e 216 presenze, a causa del pessimo rapporto con il nuovo tecnico Scolari. Si è ritirato nel 2013, a 40 anni, dopo una breve parentesi in MLS.

A rimarcare la sua storia, la rivista FourFourTwo lo ha eletto sesto miglior portiere di sempre della storia della Premier League. Niente male davvero.

7) Marco Negri

I calciatori italiani all’estero più forti di sempre: Marco Negri

Nella primavera del 1997, una squadra scozzese, i Glasgow Rangers, sono alla ricerca, tra i tanti, di una punta. Servono nuove forze per l’assalto al decimo titolo consecutivo. Tra le varie partite che vengono visionate dagli osservatori spicca Perugia – Roma. Gli umbri vincono grazie alle giocate di un ragazzo che porta sulle spalle il numero 18. Si chiama Marco Negri e proprio su di lui ricadrà la scelta della dirigenza scozzese. Con lui arriveranno anche Gattuso, Amoruso, Riccio e Porrini.

Il ragazzo è molto timido e alcuni pensano che far cadere il peso dell’attacco su questo ventiseienne incompiuto è un azzardo. Mai impressione fu più sbagliata. Nelle prime 10 partite sigla 23 reti. Diventa ben presto un idolo dei tifosi, insieme a  Gascoigne Laudrup, vincendo il titolo di cannoniere. Poi una serie di sfortune, come il distacco della retina causato da una pallina lanciata dall’amico e compagno Porrini, limitano il suo utilizzo e non riesce più a rendere come all’inizio. I Glasgow Rangers, alla fine, devono arrendersi agli odiati rivali del Celtic.

Dopo aver perso il titolo, con l’arrivo di Advocaat, perde anche posizioni nelle gerarchie. Gli screzi con giocatori e società non tardano ad arrivare e Marco è costretto ad aspettare il gennaio del 1999. Torna infatti in Italia, firmando per il Vicenza.

Certamente una breve esperienze, ma intensa e condita da soddisfazioni personali che lo annoverano di diritto tra le leggende dei Rangers.

6) Roberto Di Matteo

calciatori italiani all'estero più forti
I calciatori italiani all’estero più forti di sempre: Roberto Di Matteo

Roberto Di Matteo inizia la sua carriera calcistica in Svizzera, suo paese natale. Grazie alle buone prestazioni viene notato dalla Lazio, dove si guadagna anche una maglia da titolare nella nazionale italiana. Proprio grazie agli Europei del ’96 in Inghilterra, il ragazzo viene notato dagli osservatori di una squadra londinese. Ma non è una delle tante. Si parla del Chelsea.

Accetta e ne diventerà una bandiera indimenticata. Vince da giocatore (e da protagonista) nel 1997 e nel 2000 la Coppa d’Inghilterra, mentre la Coppa delle Coppe nel 1998. A seguito di un gravissimo infortunio che gli costa dieci operazioni e problemi ai fasci nervosi, a soli 31 anni si ritira. Da allenatore, il miracolo più grande: porta la squadra di Londra sul tetto più alto d’Europa, vincendo la prima e unica Champions League dei Blues.

Non lo sapeva ancora quella notte magica, ma la sua storia d’amore inglese si sarebbe chiusa con l’esonero qualche mese dopo.

5) Marco Simone

calciatori italiani all'estero più forti
I calciatori italiani all’estero più forti di sempre: Marco Simone

“Se c’è Marco Simone, c’è gol” cantavano i tifosi del Milan al loro attaccante tra fine anni ’80 e anni ’90. E avevano ragione. Perché Marco ha sempre avuto il fiuto del gol, un rapace d’area, un Pippo Inzaghi prima di… Pippo Inzaghi. A Milano deve lottare per farsi strada in quella squadra da giganti ed è proprio grazie a questo spirito guerriero e di sacrificio che, nel 1997, firma per il Paris Saint Germain. Qui diventerà un re, amato e adorato, e cresce come calciatore. Si vede e tutti lo notano.

Segna 22 reti al primo anno, portando a casa Coppa e Supercoppa di Francia e il premio di miglior calciatore agli Oscar del calcio francesi. Con la maglia del Paris Saint Germain, Simone segna alcuni dei gol più spettacolari della carriera. Due anni più tardi, con il Monaco, la storia si ripete con 21 gol e titolo di miglior calciatore straniero del campionato.

4) Lorenzo Amoruso

Se Negri i gol pensava a farli, Lorenzo aveva il compito di evitarli. Arriva anche lui nel 1997 ai Glasgow Rangers, dopo due anni splendidi a Firenze, dove ha condiviso il campo e spogliatoio con Batistuta Rui Costa.

L’inizio in Scozia non è dei più facili. Ma per lui, ragazzo di Bari, è più che sufficiente. Nel 1998 spicca un volo che durerà per ben 6 anni. Qui vincerà tre volte il campionato, tre volte la coppa di lega e quattro volte la coppa di Scozia. Nel 2002 il difensore viene anche eletto miglior giocatore di Scozia. Altro grande riconoscimento, forse il più grande, è quello della fascia di capitano. E sì, perché Lorenzo è un cattolico in una squadra di forte impronta protestante, e indossare quel pezzo di stoffa significava tanto, tutto.

Cominciai a fare il segno della croce nel tunnel degli spogliatoi anziché sul campo prima della palla al centro, […] per non ferire i compagni e chi viveva al mio fianco. […]. Da capitano avevo delle responsabilità. I Rangers sono una fede.

Chiuderà la carriera nel 2008 al Cosmos, squadra sammarinese.

3) Gianluca Vialli

calciatori italiani all'estero più forti
I calciatori italiani all’estero più forti di sempre: Gianluca Vialli

Nel 1998 Gianluca, uno dei più forti e titolati calciatori italiani della storia, si svincola dalla Juventus dopo 145 partite e 53 reti.

Si guarda intorno e coglie al volo la possibilità di raggiungere due sue connazionali in Inghilterra, Di Matteo Zola. Firma per il Chelsea e vince subito la FA Cup, la coppa più antica del mondo. Nel 1998, però, la svolta. Gullit, il player manager, si dimette. Va trovato il sostituto e la scelta ricade sul cremonese che comincerà a rivestire la carica di allenatore-giocatore.

Veste di certo inedita per lui, ma che lo vede trionfare ancora in FA Cup nella stagione 1998-99. Conquista la Coppa delle Coppe, la Coppa di Lega, Charity Shield e una Supercoppa Europea ai danni del blasonato Real Madrid. Cinque trofei in meno di tre anni che lo resero, all’epoca, l’allenatore più vincente nella storia del club.

2) Paolo Di Canio

calciatori italiani all'estero più forti
Paolo Di Canio alla presentazione del libro Premier League di Nicola Roggero

L’estate del 1996 Paolo lascia il Milan e decide di continuare la sua carriera altrove. In un Paese che sembra possa dargli tutto quello di cui ha bisogno, la Scozia. Firma per la squadra di fede cattolica della città di Glasgow: il Celtic. Per lui è l’inizio della consacrazione.

Viene subito nominato giocatore dell’anno. Dopo appena un anno, si sposta più a sud, in Inghilterra, allo  Sheffield Wednesday, dove è ricordato più che per le 12 reti segnate, per le 11 giornate di squalifica per la famosa spinta all’arbitro Alcock. A dicembre del 1998 va a Londra, al West Ham. Qui raggiunge la gloria personale, entrando nei cuori dei tifosi degli Hammers.

Il rispetto delle altre tifoserie della Premier lo guadagna il 18 dicembre 2000 durante la partita Everton-West Ham.  Paul Gerrard, portiere dell’Everton, esce per anticipare con un’uscita disperata il diretto avversario ma un colpo lo mette fuori causa. L’azione prosegue e un cross per Di Canio sembra essere il preludio al gol. Sbagliato, perché Paolo ferma il pallone con le mani per far prestare i soccorsi a Gerrard. Vince premio Fair Play e lettera ufficiale di encomio della FIFA firmata da Joseph Blatter.

Harry Redknapp, l’allenatore, non la prese affatto bene:

Oh mio Dio! Il giorno in cui prese la sfera con la mano per permettere i soccorsi a Paul Gerrard, uscii dal campo con un’espressione a voler dire ‘ma cosa ha fatto?’. Stuart Pearce arrivò negli spogliatoi come un fulmine e mi disse: ‘Tenetemelo lontano altrimenti lo ammazzo, gli strappo via la testa!

Fu uno tra i calciatori italiani all’estero più amato dai tifosi, tanto da essere inserito nella squadra ideale di tuti i tempi del West Ham.

1) Gianfranco Zola

calciatori italiani all'estero più forti
I calciatori italiani all’estero più forti di sempre: Gianfranco Zola

Gianfranco, come Vialli, è considerato uno dei giocatori italiani più forti di sempre e dopo aver vinto con le maglie di NapoliParma, nel 1996 va oltremanica, con Roberto Di Matteo, al Chelsea.

Alla fine della sua prima stagione alza al cielo l’FA Cup, vincendo anche il premio come migliore giocatore del campionato. Nel 1998 vince Coppa di Lega, Coppa delle Coppe e Supercoppa Europea. Proprio una sua rete, dopo 20 secondi dall’ingresso in campo, decide la finalissima della Coppa delle Coppe contro lo Stoccarda.

Passa 7 anni al Chelsea che fruttano 59 reti in 229 presenze, alcune veri e propri gioielli. Su tutti il gol di tacco al Norwich che è annoverato tra i più belli della storia del calcio. La sua classe cristallina e le giocate che riesce a tirare fuori nei momenti più impensabili del match gli valgono il soprannome di Magic Box.

Idolo indiscusso dei tifosi, tanto da essere stato eletto Miglior giocatore in assoluto della storia del club. I sudditi di Sua Maestà finiscono per amare il suo carattere mite e la sua immagine positiva, considerate un vero e proprio esempio dalla Regina Elisabetta II che, nel 2004, concede l’onorificenza di “Membro onorario dell’Impero britannico” per i suoi cinque anni nel calcio inglese e per la nobiltà di intenti dimostrata.

Sicuramente il migliore tra i calciatori italiani all’estero.

 

Francesco Frosini

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