Pino Daniele: le sue colonne sonore

Pino Daniele: le sue colonne sonore

ACCADDE OGGI – Il 4 gennaio 2015 moriva questo straordinario artista. Per ricordare la sua musica parliamo di tre colonne sonore impresse nella nostra memoria.

Su Pino Daniele si può scrivere un’enciclopedia perché la sua vita di musicista è stata costellata di successi, grandi incontri ed esibizioni live di altissimo livello. È arrivata anche una morte tragica e prematura come capita sovente a persone famose o a perfetti sconosciuti. Manca a Napoli, manca all’Italia, a tutti quelli che adoravano i suoi arpeggi. Proviamo a dimenticare le cose brutte, ad alzare il volume pensando a quando la chitarra di Pino Daniele ha incontrato il cinema.

PINO DANIELE: ASSAJE

pino daniele
Foto dal profilo Instagram @pinodanieleofficialfansclub

Siamo nel 1983 quando Nanni Loy gira Mi manda Picone. Pino Daniele interpreta per questo film la canzone Assaje cantata di Lina Sastri. Quella chitarra scugnizza incanta chiunque abbia la voglia di sognare. Una musica napoletana interpretata con quel modo sfacciato e orgogliosamente meridionale che ipnotizza lo spettatore. Ci si perde dentro, ti colpisce al cuore e si spande benefica dentro al corpo.

Negli anni seguenti, dopo l’uscita del film, Pino e Lina hanno interpretato più volte in duetto questo pezzo che risulta come una medicina contro le giornate storte. Poi nel 2018, facendo zapping, ho avuto la fortuna di vedere Lina purtroppo da sola sul palco. Era un concerto per l’Epifania ed il suo amico Pino però non era lì con lei. Da grande artista ha cantato da sola, ancora una volta, questo pezzo senza tempo. Aveva gli occhi lucidi, avvolta in bel vestito bianco, visibilmente emozionata.

PINO DANIELE: JE SO’ PAZZO

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Foto dal profilo Instagram @pinodanieleofficialfansclub

Je so’ pazzo: altro pezzo storico di Pino Daniele che è stato utilizzato in moltissime pellicole. Ne ricordo uno in particolare che sprizza napoletanità, che unisce i santi, Masaniello, il Dio del pallone, la cabala ed il gioco delle tre carte. Il film di cui parlo è Maradona – La mano de Dios di Marco Risi del 2006. La canzone viene sparata a tutto volume nel momento in cui Maradona arriva per la prima volta allo Stadio San Paolo, ora Stadio Diego Armando Maradona.

Il lungometraggio ripercorre la vita dell’inimitabile talento del calcio, della sua ascesa e del suo declino, del genio e della sregolatezza. Era un grandissimo tifoso del Napoli e fu ben felice di prestare quel suo celeberrimo pezzo per ricordare quello scugnizzo che lo aveva fatto sognare e regalato due scudetti.

PINO E MASSIMO

Foto dal profilo Instagram @pinodanieleofficialfansclub

Pino Daniele è stato legatissimo all’attore e comico Massimo Troisi. La loro era un’amicizia vera che andava ben oltre il sodalizio artistico. Hanno condiviso molto tempo insieme entrando veramente in confidenza, poi è stata conseguenza naturale voler combinare qualcosa insieme a livello artistico. Ricomincio da tre, Le vie del Signore sono finite, Pensavo fosse amore…invece era un calesse: tre film di Troisi che hanno sbancato al botteghino.

Pino Daniele ha composto le colonne sonore di tutti e tre i film. Fra i due amici c’è una tale chimica che viene avvertita in modo spontaneo dallo spettatore. Due maestri della medesima città, coetanei, che hanno vissuto il quartiere, che hanno faticato ad arrivare al successo, pieni zeppi di talento. Una bellissima collaborazione che purtroppo si è interrotta troppo presto, che ci fa guardare a quegli anni e a quella comicità con tantissima nostalgia.

La bellezza del cinema e della musica è che, in qualsiasi momento, si può riavvolgere il nastro e riguardare una scena o ascoltare un pezzo in particolare. In questo assomigliano ad un bel quadro immobile ed immutabile o a un libro che abbiamo letto dieci volte. Prima di scrivere questo articolo, per esempio, ho visto una parte di un concerto dal vivo dell’estate 2014 all’Arena di Verona. Sul palco Pino stava davvero da Dio ed in quella occasione ha duettato con vari colleghi. Fra loro segnalo un duetto strepitoso con Mario Biondi, un incontro di due voci così diverse ma così perfettamente in sintonia.

Francesco Danti

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