Brian Eno a Mantova

Mantova Capitale della Cultura 2016 si illumina di luce con le installazioni sonore di Brian Eno, in un suggestivo dialogo intimo tra arte rinascimentale e contemporanea al quale sarà possibile assistere dal 26 giugno fino a luglio inoltrato. Tutti i dettagli nell'articolo.

Brian Eno a Mantova

Mantova si illumina di luce con le installazioni sonore di Brian Eno. Tra paesaggi musicali, visual art e sculture di luce.

In occasione di Mantova Capitale della Cultura 2016 segnaliamo di seguito due imperdibili appuntamenti: 77 Million Paintings for Palazzo Te The Ship.

Entrambe le opere prendono vita dal talento a 360° dell’eclettico  Brian Eno (musicista, compositore, produttore, cantante, polistrumentista, visual artist, scrittore, talent scout) per esprimersi in due contesti dove la musica  si tinge di colore.

Con 77 Million Paintings for Palazzo Te  Brian Eno  presenta un inedito progetto di visual art ideato  appositamente per Palazzo Te e che sarà visibile dal 25 giugno al 2 luglio 2016. In contemporanea viene  presentata al pubblico l’installazione sonora The Ship: una sonorizzazione estesa che esplora il rapporto tra composizione musicale e ambiente. L’opera si basa sulla  traccia di uno dei brani del suo ultimo album, riguardo al quale l’autore racconta così l’origine «The Ship è nata come un lavoro destinato a una installazione, a Stoccolma. Mentre ci stavo lavorando ho capito che avrei potuto suonarci sopra un Do minore. Che è diventata la nota fondamentale del pezzo. Invecchiare ha anche qualche privilegio. Da lì ho capito che sarebbe potuta diventare una canzone insolita. Qualcosa che non avevo mai fatto prima».

Riguardo a The Ship  due sono i motivi conduttori che hanno ugualmente ispirato Brian Eno e che l’artista affronta nell’album «Uno dei punti di partenza è stata la mia fascinazione per la Prima Guerra Mondiale, la follia trans-culturale che è sorta dallo scontro delle hybris degli imperi. È seguita all’affondamento del Titanic, che secondo me è analogo. Il Titanic era la nave inaffondabile, l’apice della tecnologia umana, nata per essere il grande trionfo dell’uomo sulla natura. La Prima Guerra Mondiale doveva essere la guerra dell’armamento bellico, “finita entro Natale”, il trionfo della Volontà e dell’Acciaio sull’umanità. Il fallimento catastrofico di entrambi ha dato inizio a un secolo di esperimenti drammatici nelle relazioni tra umani e tra i mondi che creano per loro stessi».  Il lavoro è nato  da una proposta di Francesca Colombo, membro del Comitato Scientifico del Centro di Palazzo Te, ed è organizzato dal Centro Internazionale d’Arte e di Cultura di Palazzo Te e dal Museo Civico di Palazzo Te con il contributo di ENI.

L’installazione sonora The Ship consta di una sonorizzazione estesa che esplora il rapporto tra composizione musicale e ambiente venendo allestita con il posizionamento specifico di luci e sorgenti audio collocate separatamente. L’artista “veste” quindi e illumina lo spazio per consentire agli altoparlanti di diventare una caratteristica visiva del luogo stesso: il risultato è un’opera d’arte stratificata.   L’autore al riguardo dice di  aver “avuto l’idea di fare una canzone in 3 dimensioni – una canzone in cui vi fosse la possibilità di camminare dentro, una canzone che potesse trasformarsi in una sorta di scultura. Si tratta di alcuni altoparlanti, per mezzo dei quali possiamo fruire delle nostre esperienze musicali e che consideriamo normalmente oggetti neutri. Ma ogni altoparlante è un tipo di voce e in questa installazione ho messo insieme una vasta gamma di altoparlanti, quelli più grandi, più piccoli, quelli buoni, o cattivi, o quelli rotti, cucendo le diverse parti della musica per le loro particolari caratteristiche”

MC-07-77 million paintingsL’installazione visiva 77 Million Paintings for Palazzo Te si configura invece come  un’opera spettacolare che, attraverso la proiezione di una sequenza di immagini in continua evoluzione, crea una suggestiva galleria di  “pittura di luce” proiettata sulla facciata rinascimentale del museo stesso. Pensato come la visualizzazione della musica,  77 Million Paintings nasce dalla costante ricerca sulla luce come mezzo artistico di Brian Eno e dal suo desiderio di esplorare le nuove possibilità estetiche che la tecnologia – tramite un software generativo di immagini – offre. Creato inizialmente per portare l’arte sugli schermi piatti televisivi e sui monitor spesso oscurati e inutilizzati, il progetto, avviato nel 2006, si sta ora adattando a grandi installazioni nei musei e negli spazi pubblici di tutto il mondo. Dice l’artista al riguardo che “se noi stessi siamo in grado di lasciare andare il mondo di cui dobbiamo far parte ogni giorno  e di arrenderci a un altro tipo di mondo, permettiamo di avere luogo a processi immaginativi”.

Dopo essere stato presentato con successo a Sidney e Rio de Janeiro77 Million Paintings sarà allestito a Mantova nel Giardino dell’Esedra di Palazzo Te, che per l’occasione resterà aperto in notturna fino alle 24,  un suggestivo  dialogo intimo tra arte rinascimentale e  contemporanea al quale sarà interessante assistere.

Entrambe le installazioni esprimono l’attenzione dell’autore nel far sì che ogni opera divenga un’esperienza unica, differente e indimenticabile; riassumendo in sé stesse il credo dell’autore:

Stop thinking about art works as objects, and start thinking about them as triggers for experiences

INFO

77 Million Paintings for Palazzo Te
25 giugno – 2 luglio 2016
ORARI: 21.30 – 24.00 

(La sonorizzazione è ad accesso contingentato fino a esaurimento posti)

ORARI: dal 26 giugno al 2 luglio: 9.00 – 24.00 (27 luglio 13.00 – 24.00) dal 3 al 17 luglio: lunedì 13.00 – 19.30; martedì – domenica 9.00 – 19.30

BIGLIETTERIA:
INTERO € 12,00
RIDOTTO € 8,00
RIDOTTO SPECIALE € 4,00
www.centropalazzote.it
www.vivaticket.it

Daniela Ferro

Daniela Ferro legge, scrive, ascolta ma soprattutto annusa. Appassionata di rose e di fragranze vive con 2 gatti, 3 conigli, due tartarughe, oltre 400 piante di rose che conosce e coltiva personalmente nonché un imprecisato numero di bottiglie di profumo.
Daniela Ferro

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