C’è ancora spazio ed idee per la nuova Editoria?

C’è ancora spazio ed idee per la nuova Editoria?

Rimango stupita, nell’era della multimedialità, nello scoprire energie creative e produttive investite nella vecchia e sacra arte dell’editoria. Subiamo ancora il fascino della nostra amata e preziosa carta? Stampare un libro, magari corredato da tante foto, può dare più soddisfazione di un sito internet? Immagino che per raggiungere tutto questo ci sia bisogno di un progetto solido ed una visione futuribile. Questa intervista l’ho fatta proprio per interrogarmi con voi sulle potenzialità della divulgazione del pensiero artistico, e non solo, tramite una giovane culturale editoriale.

Com’è nata la casa editrice DELEYVA EDITORE?

Alessia con noi tutte a Biblio_MI
Alessia Paola Roberta Rinaldi, Barbara Martusciello, Fabiola Cinque

Anno 2012, nasce l’associazione culturale editoriale Deleyva a cura dei soci fondatori Alessia Paola Roberta Rinaldi ed Emmanuele Jonathan Pilia. Scopo di Deleyva è quello di promuovere un nuovo movimento intellettuale radicale legato al rilancio dell’identità del Paese partendo dalla valorizzazione e dalla riqualificazione delle sue matrici culturali umanistiche.

E’ una realtà solo italiana?

Deleyva intende tradursi con impegno costante non solo sul territorio nazionale italiano, ma anche e soprattutto all’estero, promuovendo azioni divulgative e conoscitive nei più svariati settori della cultura, attraverso tre direzioni fondamentali di approfondimento critico: editoria, dibattiti pubblici, progettazione culturale di eventi espositivi e congressuali.

Oltre ai progetti editoriali cosa fa l’associazione culturale?

L’associazione Deleyva è anche e soprattutto un progetto culturale di ampio respiro: convegni, talk, eventi espositivi e dibattiti web; l’impronta social rappresenterà una tra le principali sfide della casa editrice. Deleyva intende proporre dei leitmotiv tematici in grado di suscitare un ampio dibattito a livello internazionale individuando dei nodi.

Qual è la mission che sta dietro questo progetto?

Il fine è quello di creare un network trasversale capace di far emergere personalità, temi e realtà che stanno dando forma al nostro tempo.

Da dove nasce il termine Fashionologia e qual è il suo vero significato?

Il termine fashionologia sottintende un approccio interdisciplinare allo studio della moda, e ci permette quindi di introdurre ex novo un paradigma inedito di analisi e di approfondimento del sistema e della struttura della moda italiana percorrendo numerose direzioni disciplinari, al fine di ricostruirne appieno il significato culturale. Il termine fashionology è stato coniato dalla sociologia giapponese Yuniya Kawamura del Fashion Institute of Technology di New York, che ci spiega come il fashion system sia da intendere come un “sistema culturale globale” includendo un’analisi “olistica”, composta dalla somma di tutti i fattori istituzionali che contribuiscono ad edificarne il processo sociale, a livello creativo e produttivo, insieme alle prassi sociali di consumo che ne determinano la ricezione e il successo nel contesto di mercato.

Parliamo di business transnazionale e di cultural heritage.

Come convivono questi due aspetti?

La moda italiana ad esempio è stata ed è una case history di successo legata a un settore di business transnazionale della nostra economia, ed è il risultato di eccellenza di una sintesi multidisciplinare insita nel nostro cultural heritage. Se l’italianità è intesa come l’immaginario collettivo, o meglio ancora come il genius loci, questo vive nella somma delle competenze artigianali (craftmanship vs distretti territoriali), tessili/industriali, e infine artistiche (visual art, fotografia, la pubblicità, il design,…) che rappresentano i fattori chiave ereditari della tradizioni umanistica e rinascimentale del nostro paese, che hanno contribuito a far crescere esponenzialmente il mito del Fashion Italian Style.

Perché introdurre il progetto di collana “Libreria di Fashionologia” all’interno del panorama culturale/editoriale italiano?

L’obiettivo di “Libreria di Fashionologia” è quello di integrare nuove competenze teoriche e metodologiche relative alla Fashion Theory in ambito accademico italiano.

Perché è importante secondo voi diffondere la conoscenza del libro del testo di Nicola White “Ricostruire la moda italiana”?

Perché spiega le ragioni della più profonda rivoluzione sociale e culturale mai avvenuta in Italia prima d’ora. E questo fu dovuto all’impatto evolutivo della cultura americana sul modello industriale, culturale e sociale italiano, che costituì una grandissima influenza per l’Italia. L’invenzione del genere chic della moda italiana lo dobbiamo esclusivamente al processo di modernizzazione del nostro paese al contatto con il vastissimo settore del design d’abbigliamento del mercato americano che offrì enormi potenzialità di sviluppo creativo-stilistiche ed economiche al settore manifatturiero tessile/moda.

Concludendo con le parole della White “All’inizio di un nuovo millennio in un’epoca in cui le nazioni stanno lottando per conservare e sviluppare la loro identità culturale, è importante che le radici della moda italiana (un settore che ora è una rappresentativa icona di identità nazionale) siano infine adeguatamente riconosciute e comprese”.

In quali circuiti si possono trovare i vostri libri?

Li vendiamo soprattutto in e-commerce via web  e nelle occasioni di presentazione nei vari Istituti e Fiere.

Deleyva editore

Come state promuovendo queste iniziative culturali?

Fabiola, Emmanuele e Alessia Paola Roberta
Fabiola, Emmanuele e Alessia Paola Roberta

Abbiamo organizzato una sorta di tournée attraverso dibattiti pubblici, eventi espositivi e congressuali.
In questi eventi richiamiamo sempre personaggi della cultura e della formazione, oltre che esponenti delle tematiche affrontate, ed attraverso questi dibattiti presentiamo i vari libri ma soprattutto la mission dell’associazione culturale editoriale Deleyva.

Abbiamo presentato i vari testi all’Istituto Europeo di Design, IED di Roma; alla Biblioteca della Moda di Milano, e sempre a Milano durante il Salone del Mobile. Ma la settimana prossima saremo a Torino nel Salone del Libro dall’8 al 12 Maggio con due diversi eventi. Infatti i panel culturali di Deleyva Editore si terranno di giovedì 8 maggio alle ore 14.00, e domenica 11 maggio alle ore 18.00 presso la sala stampa dell’area INCUBATOR, PAD. I area LINGOTTO FIERE –Salone Internazionale del Libro di Torino XXVII edizione. Vi aspettiamo!

Fabiola Cinque

Napoletana fino alla milionesima generazione (dal 1.400), nobile d’animo ma non più per albero genealogico, viaggiatrice e curiosa delle bellezze e delle stranezze del mondo riporto tutte le mie impressioni attraverso tutti i sensi che abbiamo e che vogliamo usare. Di estrazione e definizione “fondista”. Azzurra di nuoto per tutte le distanze più lunghe e massacranti che vi possono venire in mente. La fatica è il mio karma. Mai nulla regalato, tutto conquistato. La comunicazione e la pubblicità sono la mia anima, la moda la mia vita presente e futura. Vivo in un paese bellissimo dal quale desidero sempre di allontanarmi, per tornare e riassaporare i profumi ed i sapori. La mentalità e l’amore sono anglosassoni, ma d’altronde si sa, i Borboni sono stati dominati dai francesi come gli inglesi e gli spagnoli, quindi le mie origini ed il mio essere è globale, sono bastarda dentro.
Fabiola Cinque

One Response to "C’è ancora spazio ed idee per la nuova Editoria?"

  1. Alida   7 Maggio 2014 at 20:05

    La moda italiana è ricca di storia e cultura e un’iniziativa come questa da un valore importante all’italianità nel fashion system. Per di più unire il culto della moda e quello dell’editoria da dimostrazione che la moda non è solo pizzi e lustrini ma molto molto di più.Complimenti davvero!

    A.S.

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