Dietro al sipario: backstage de La Classique

Dietro al sipario: backstage de La Classique

Martedì 8 dicembre. Sala Europa, fra meno di mezz’ora si assisterà alla prima del “Il Lago dei Cigni”. Per la prima volta debutto anch’io visto che ho il privilegio di seguire tutto il backstage in compagnia della fotografa che invece è già entrata in azione, ben prima dello spettacolo. Questa è la prima volta che posso prendere appunti per confezionare e condividere, poi ciò che ho visto durante queste prove.

Le rarissime volte che ho sbirciato in condizioni analoghe, l’ho fatto a mio rischio e pericolo (di esser buttata fuori e non sto scherzando) in segreto, facendo il più assoluto silenzio, perché diciamolo: ai coreografi non piace avere estranei tra i piedi, durante quei momenti e hanno ragione. Neppure ai cuochi piace svelare i propri segreti.

L’atmosfera qui è un mix di calma e frenesia insieme: calma poiché il coreografo pare sereno e padrone della situazione, i suoi ballerini stanno andando direi benissimo anche se lui tende a far ripetere più volte alcuni passaggi che sembra non lo soddisfino ancora pienamente. Sì, la danza è anche pignoleria, precisione maniacale, amore per la perfezione. Lui stesso di tanto intanto ripete alcuni passi, dopo capirò il perché. Frenesia invece, perché nessuno si concede un attimo di pausa.

Gli artisti sono vestiti con “gli abiti di tutti i giorni”, ognuno indossa ciò che crede, ovviamente sempre acconcio alla bisogna, chi body a strati, chi tute intere in pile, sono ammessi tutti i colori, ma ad essere sinceri stridono con il senso di estetica raffinatissima a cui siamo abituati a pensare riguardo la danza classica. C’è anche chi prova scalzo, chi indossa le mezze punte, pochissimi le punte i più delle strane pantofole che hanno sicuramente il vantaggio di tenere i piedi caldi. Eh già, i piedi. Fondamentale che per i danzatori stiano al meglio, visto il lavoraccio che a loro tocca fare. Alleati fedeli, schiavi abusati da esercizi impietosi che li torcono, li feriscono, li lasciano doloranti a seguito degli esercizi e della tortura inflitta dalle ore trascorse sulle punte. Ma è il prezzo che la danza impone di far pagare ai suoi adepti.

Il pubblico è abituato a vedere solo un lato della medaglia: tutù, chignon, scarpette di raso e sorrisi…per la prima volta penso che i sorrisi dei ballerini siano la cosa più falsa che ci sia, ma poi capisco che la danza sia anche una loro ragione di vita, la più nobile, e mi ricredo.

Questo pomeriggio invece sto dalla parte del sudore e non lo dico solo in senso metaforico.

Mi fa un altro effetto notare il retropalco, la parte del teatro che a noi spettatori resta sempre off limits e al tempo stesso ho modo di notare che i fondali sono realizzati in tulle e stoffe ricamate a rilievo, visti così da vicino sono davvero stupendi! Oggetti sparsi un po’ ovunque, ma sempre quelli che saranno utilizzati più tardi, durante lo spettacolo. Ci spostiamo, seguiamo le attività di alcuni che provano individualmente, a coppie, altri in gruppo, nessuno sta fermo e pensare che fra meno di mezz’ora dovranno esibirsi, saranno in teatro già da prima di mezzogiorno  se non dalla mattina. Evidentemente non sanno che cosa sia la stanchezza, oppure sì , ma è la vita che si sono scelti e non la contestano. Allenamenti, prove, sport, non solo danza quindi anche perché diciamolo senza tema di smentite: la scuola russa è tradizionalmente considerata la migliore, proprio per la preparazione atletica aggiungerei forse “spietata”, sebbene io sia consapevole che certi risultati non si ottengano senza che vi sia un prezzo da pagare, in cambio.

Questi ballerini non  praticano solo danza, ma anche ginnastica artistica, nuoto e tante altre discipline che li rafforzano, li rendono ancor più elastici, resistenti, rapidissimi.

La danza mette insieme appropriandosi di tutte quelle cose ma pretendendo in cambio movimenti dalla grazia impeccabile.

Ormai stanno terminando e iniziano a sciamare verso i camerini, in tempi tutto sommato brevi , sta avvenendo la metamorfosi – magia del mondo coreutico che lambisce solo quelli baciati da Tersicore – però. Non vedo bacchette magiche né fate in azione, ognuno è protagonista della propria esemplare trasformazione: truccati, pettinati, già vestiti e tutti bellissimi. Mi incanto a vedere uno stupendo tutù bianco appoggiato su di una sedia, presumo quello della prima ballerina, non resisto e lo immortalo col mio cellulare: certo che dev’essere il suo: era la sola ancora, ultima, là sul palco a provare i passi.

E’ tardi. Mi sono persa, mi recupera la responsabile dell’ufficio stampa del teatro, che mi consegna l’accredito per lo spettacolo. Mi siedo al primo posto che vedo libero, non credo sia neanche il mio, la fila però è quella giusta, recupero rapidamente il mio inseparabile notes e attendo.

Signori a breve farà il suo ingresso una delle più interessanti compagnie di balletto nella panoramica odierna: “La Classique”, lo spettacolo sarà emozionante.

Daniela Ferro

Daniela Ferro legge, scrive, ascolta ma soprattutto annusa. Appassionata di rose e di fragranze vive con 2 gatti, 3 conigli, due tartarughe, oltre 400 piante di rose che conosce e coltiva personalmente nonché un imprecisato numero di bottiglie di profumo.
Daniela Ferro

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