Intervista a Roberto Ciufoli

Intervista a Roberto Ciufoli

E’ tardissimo! Dopo aver atteso pazientemente il mio turno, qui al teatro Duse, dove devo incontrare alcuni degli attori del cast impegnati in “Forbici & Follia”, ho finalmente la mia chance di chiedere qualcosa anche a Roberto Ciufoli che, tra meno di mezz’ora, darà vita a “Roberto Ciufoli, il titolare eccentrico di un salone da parrucchiere”, pertanto sapere da un diretto interessato e coinvolto in prima persona qualcosa in più su quest’opera, mi dà sempre l’opportunità di investigare ulteriormente il testo e trovare qualcosa in più da condividere.

Dopo 35 anni di cartellone e un successo di pubblico senza precedenti, secondo Lei, come si spiega questa resistenza?
Mah, perché scomodando un termine, è un classico, ma non perché il testo sia un classico: è un classico come meccanismo e cioè… funzionano tanto, per tanto tempo e tanto a lungo le cose che… ecco trattano, come i lavori di Shakespeare che trattano valori che sono l’amicizia, l’amore, tradimenti, morte eccetera; oppure il drammone d’amore oppure il meccanismo comico tipo – che fa ancora ridere – Charlie Chaplin (…) perché ha dei meccanismi… e questo usa un meccanismo che va a prescindere dalle parole, cioè quello di giocare col pubblico che deve riuscire a scoprire la trama, la soluzione di un giallo che viene nascosto dagli attori in scena: quindi è un gioco, facciamo proprio un gioco come si giocava da bambini; tanto che, nei fatti, il primo che ha scritto questo lavoro era uno psicologo… e poi dopo è diventato un fatto comico, perché poi appunto, si è capito che poteva esserci materiale per poter ridere nel battibecco col pubblico, i personaggi allora hanno una loro identità e là dipende dal cast che lo mette in scena se funziona più o meno… ma può andare avanti per sempre: nel senso che ci sono riferimenti all’attuale e sicuramente… quello che va in scena ora non ha gli stessi riferimenti, lo stesso modo del “Forbici & Follia” di 30 anni fa, ma il meccanismo rimane quello è come la scivolata sulla buccia di banana fa ridere ora, faceva ridere 30 anni fa, farà ridere fra 30, ma le banane son diverse!

Questo testo che è una sorta di Proteo che viene sempre non dico rimaneggiato ma attualizzato, arricchito, variato e soprattutto l’interazione col pubblico quanto stress o quanto vi mette alla prova?
Parecchio. La gran parte dello spettacolo è scritta e sono previste la gran parte delle domande perché sono prevedibili, perché d’altra parte tutte le domande saranno inerenti a quello che succede sulla scena, ovviamente! Ma… c’è sempre l’imprevisto della domanda che ti può arrivare che non era prevista… che non può essere prevedibile.

Sì perché voi potete controllare il “vostro” ma non sapete quello che vi arriva dal pubblico…
Assolutamente! Poi c’è un ordine di domande e d’interventi da parte del pubblico che possono essere differenti, e quindi… che so? Non si può stabilire se faranno prima la domanda… cioè se prima vogliono sapere che fine hanno fatto un paio di forbici oppure… una valigetta oppure… quindi magari può essere che il pezzo della valigetta venga molto prima di quello delle forbici una sera, un’altra sera avviene il contrario, oppure non viene fuori per niente o un’altra situazione… e quindi possono esserci delle altre domande assolutamente impreviste! Quindi noi dobbiamo essere sempre all’erta e in tensione stare molto in tensione, quindi lo stress che poi è lo stesso stress che ci crea il divertimento che poi è uno stimolo grosso, noi siamo con le antenne perché dopo due ore e mezzo che dura lo spettacolo – anzi qualcosa anche prima… per quanto mi riguarda, perché faccio vedere qualche cosa il palcoscenico attivo mentre il pubblico entra in sala – bquindi alla terza ora sul palcoscenico, eh… si sente la fatica!

Forbici & Follia Pisu_Terrinoni_Miconi_Salerno_Formicola_ Ciufoli PH Tommaso Le PeraCerto e anche l’effetto della luce sempre accesa durante la scena, rimarrà accesa anche stasera?
Sì, sì, no… la luce accesa c’è sempre sul pubblico, cioè fino ad un certo punto il pubblico non esiste. Da un punto in poi, il pubblico è preso come testimone oculare di quello che è successo e quindi a quel momento il pubblico smette di essere pubblico e diventa parte integrante di quello che stiamo vivendo, è quello che crea l’interazione; quindi a quel punto non è più che noi stiamo facendo uno spettacolo a un pubblico, noi siamo gli indiziati di un omicidio, facciamo parte tutti dello stesso gioco; quindi è come se noi fossimo d’improvviso una sorta di psicodramma è questa la cosa interessante e divertente.

E’ quello che ne decreta anche l’appeal…
Assolutamente è proprio questo! Il gioco è proprio quello. C’è come una quarta parete che a un certo punto si rompe. Si rompe ma sempre mettendo degli attori di fronte a un pubblico, quindi non è che il pubblico diventa attore… cioè nel senso che gli viene data una parte diversa da quello che è…

Certo, il pubblico è sé stesso…
Quindi il pubblico è sé stesso, noi stessi siamo riconosciuti per essere noi stessi nella finzione… è un giro interessantissimo (…) tanto per dire noi non è che usciamo dai personaggi, anche durante un intervallo che si fa sul palco..quindi non c’è mai l’attore c’è il personaggio che entra e quindi l’attore è subito dopo. E’ estremamente interessante anche proprio dal punto di vista psicologico.

A questo punto vista l’interessante premessa, non mi resta che attendere l’inizio dello spettacolo, così com’è stato annunciato, si prevede qualcosa di molto interessante!

Daniela Ferro

Daniela Ferro legge, scrive, ascolta ma soprattutto annusa. Appassionata di rose e di fragranze vive con 2 gatti, 3 conigli, due tartarughe, oltre 400 piante di rose che conosce e coltiva personalmente nonché un imprecisato numero di bottiglie di profumo.
Daniela Ferro

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