La Bellezza Resta all’Aquila

La Bellezza Resta all’Aquila

L’AQUILA – La Bellezza Resta all’Aquila, nonostante le ferite e il dramma. Trentatré artisti raccontano la gioia del vivere e dell’esistenza.

La Bellezza Resta ha inaugurato la scorsa settimana all’Aquila, un progetto delicato ma al contempo denso di significato, a cura di Simona Bartolena e Armando Fettolini in collaborazione con l’Associazione di Promozione Sociale Fuori Scala. Una collettiva da scoprire nei suggestivi spazi di Palazzetto dei Nobili, visibile fino al 27 maggio e composta da 33 opere di artisti contemporanei selezionati attraverso una call a inviti, lanciata nel marzo del 2016.

Installazioni, dipinti, sculture, video e performance – opere eterogenee e dal carattere autonomo e indipendente – che raccontano un inno alla vita e alle sue meravigliose manifestazioni naturali, umane e artificiali.

Questa mostra all’Aquila diventa una tappa profondamente simbolica per il progetto itinerante “La Bellezza Resta”, che qui assume il valore specifico di una riflessione sulla necessità di sopravvivenza del bello anche in situazioni complesse come quelle di una città ferita e in progressiva rinascita.

Ricordati sempre: la sofferenza passa, la bellezza resta” è l’insegnamento che Pierre-Auguste Renoir ha lasciato a un giovane Henri Matisse, in cerca di risposte. Una frase straordinaria, capace di fare riflettere sul senso dell’esistenza e sulla necessità di guardare gli aspetti migliori della vita, pur nella consapevolezza di quelli più tragici e negativi.

Numerosi i progetti proposti, ma solo 33 quelli selezionati a firma di artisti tra loro molto diversi: per età, formazione, carattere, personalità, alcuni già avvezzi al tema, altri del tutto estranei.

I particolari che seducono

Tra le opere scelte anche quella dell’artista milanese Chiò: “La bellezza è negli occhi di chi guarda – Piccoli fiori di vita quotidiana“, un’istallazione di dimensioni variabili che consiste in una sorta di percorso fatto da frammenti di specchio su cui sono stati posizionati dei piccoli steli. Sottili pedicelli che sostengono microfusioni di impronte provenienti dal mondo vegetale e umano. Ogni frammento, posto a terra, costringe il pubblico ad avvicinarsi e a specchiarsi. Per l’artista sono i particolari, di un gesto o di un volto, che colpiscono la nostra attenzione e che finiscono, nel tempo, per sedurci. Piccole differenze o difetti, seppur anomali, che ci rendono unici e diversi dagli altri. Chiò afferma “Solo chi saprà soffermarsi sul particolare potrà apprezzare la vera bellezza, quella che resta“.

Chiò, La bellezza resta
Chiò, installazione: La bellezza è negli occhi di chi guarda – Piccoli fiori di vita quotidiana

Il progetto “La bellezza resta”

La Bellezza Resta è un progetto promosso dal Teatro Binario 7 di Monza e dall’Associazione heart – pulsazioni culturali di Vimercate che ha avuto inizio a giugno del 2016, diffondendosi fino a oggi con iniziative diverse.
In questi due anni sono stati organizzati azioni ed eventi finalizzati alla riflessione sul tema della gioia di vivere dal punto di vista di differenti discipline: dalle arti figurative al teatro, dalla letteratura alla filosofia, dalla poesia alla musica, dal cibo alla fotografia.
Nato nel territorio delle Province di Monza e Brianza, di Milano e di Lecco, il progetto è poi stato adottato anche da altre realtà, quali Piacenza (in collaborazione con BiffiArte, maggio 2017) e Brescia (nell’ambito del progetto Studipraticabili ottobre 2017).

LA BELLEZZA RESTA ALL’AQUILA
L’Aquila – Palazzetto dei Nobili
Dal 12 al 27 maggio 2018
Inaugurazione sabato 12 maggio, ore 18.00
Orari di apertura tutti i giorni dalle 10.00 alle 13.00 / dalle 17.00 alle 20.00
www.labellezzaresta.com

In mostra: Piera Biffi, Raffaele Bonuomo, Claudia Canavesi, Federico Casati, Simone Casetta, Elisa Cella, Andrea Cereda, Chio’, Silvia Cibaldi, Giulio Crisanti, Francesca della Toffola, Luigi Erba, Alessandro Favini, Federica Ferzoco, Armando Fettolini, Grazia Gabbini, Nadia Galbiati, Kazumasa Mizokami, Carlo Mangolini, Adelio Maronati, Annalisa Mitrano, Ettore Moschetti, Giacomo Nuzzo, Lorenzo Pacini, Luciano Pea, Fabio Presti, Dolores Previtali, Nicolò Quirico, Giovanni Sesia, Elisabetta Erica Tagliabue, Anna Turina, Arturo Vermi, Maria Chiara Zarabini.

Sonia Catena

Viaggiatrice accanita e affamata di moda, arte e design, mi sposto costantemente sulla penisola italiana dal 2004, anno in cui dopo la maturità decisi di trasferirmi a Rimini e poi a Bologna per  l’Università. Con una laurea in moda e una specialistica in arte contemporanea amo creare delle interconnessioni fra queste discipline per organizzare eventi culturali a Milano. La tesi in semiotica mi ha insegnato a guardare il mondo con un’altra prospettiva e da lì è nato il mio progetto Ridefinire il Gioiello.  Affianco all’attività di curatela quella di addetta stampa, comunicazione e docenza (LABA di Rimini, “Fashion Writing”  IED – Firenze). La mia parola d’ordine? Scoprire sempre qualcosa di nuovo, ridefinire un sistema e rivoluzionarlo. Ho un’insaziabile bisogno di libertà d’espressione e di uscire dai tracciati tradizionali per organizzare costantemente nuovi eventi e progetti. Amo viaggiare di paese in paese e spaziare con la mente, chi mi conosce ha quasi paura quando dico “mi è venuta un’idea!”. Chiusa in ufficio o fare un lavoro di routine mi rende una mina vagante, mi sento una libera professionista sino al midollo, una ricchezza che mi permette di avere continuamente stimoli e idee. Il treno è la mia seconda casa, la prima non lo so ancora se a Milano, Bologna, Rimini, Firenze o Roma. La frase che mi rappresenta? “Le mine vaganti servono a portare il disordine, a prendere le cose e a metterle in posti dove nessuno voleva farcele stare, a scombinare tutto, a cambiare piani” dal film Mine Vaganti di Ferzan Özpetek.
Sonia Catena

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