La cucina siciliana a Natale e Capodanno…sì che si può!

La cucina siciliana a Natale e Capodanno…sì che si può!

SICILIA – La cucina siciliana tra Natale e Capodanno attraverso il filo magico della preparazione dei piatti natalizi. Tradizioni e pretesti per godersi sia la buona tavola che il calore famigliare.

Eccoci alle feste con il Natale che incalza ed il Capodanno che bussa timidamente alla porta e il tempo da dedicare all’arte culinaria si dilata, si espande, diventa un grande lenzuolo bianco da riempire, meglio se si trasforma in una meravigliosa tovaglia grande abbastanza da contenere tutti i piatti preparati con amore e tanta pazienza che renderanno onore alla cucina siciliana, come un tempo, come sempre, come adesso.

Da dove iniziare? Sento di essere Alice nel paese delle Meraviglie quando chiede disorientata al Bianconiglio da che parte deve andare perché la cucina siciliana, è noto a tutti, è un dedalo inestricabile di vie e viuzze che portano lontano perché partono da lontano e siccome il Natale non è solo una festa ma un mix equilibrato fra sacro e profano, ondeggiante fra presepi tradizionali, animati e viventi che ricreano antiche atmosfere e alberi di Natale sontuosi e di ogni genere è bene fare chiarezza.

cucina siciliana
Le famose ‘mpanate della cucina siciliana

Nell’aria poi c’è anche magia, quella creata ad arte dalle luminarie che rendono festose e gaie le vie principali strappando agli animi quel pizzico di malinconia che attraversa chi per un motivo o per un altro manca di qualcosa.

E se fuori il freddo taglia la pelle come lama affilata, nelle case c’è il calore proveniente non solo dai riscaldamenti ma anche e soprattutto dai forni e dai fornelli che continuano a fornire succulenti cibi e pietanze d’ogni genere capaci di accarezzare il palato, riempire ogni vuoto, anche quello esistenziale e soprattutto i languori delle pance fameliche e ghiotte con allegria e leggerezza. Leggerezza!!! Ho detto leggerezza? Si. L’ho pure scritto qui, adesso, nero su bianco.

Sarà stato un lapsus freudiano, un desiderio recondito di chi come me non si sottrae alla goduria del cibo che trastulla come pochi altri piaceri dimenticandosi dei chili di troppo che presto affioreranno rendendo più pesante la linea, ma questo è un altro discorso.

cucina siciliana
Le ‘mpanate prima della cottura

E allora riprendiamo il filo magico della cucina siciliana e la preparazione dei piatti natalizi.

La Sicilia, si sa –  la storia docet – è un’isola, niente paura non sto per iniziare una lezione di geografia, non adesso per lo meno, grande abbastanza d’aver ospitato nel corso dei secoli un’infinità di civiltà e relative dominazioni, da quella greca a quella romana, araba, normanna, spagnola e chi più ne ha più ne metta, ognuna delle quali ha lasciato un’impronta anche in cucina. E per tale ragione nella cucina siciliana si possono trovare cose diverse da provincia a provincia e molte volte anche da comune a comune. E allora partiamo alla rinfusa con una carrellata di piatti comunque eccezionali.

Baccalà fritto, crispelle di riso e miele, scacciate condite con olio, acciughe sale e origano non possono di certo mancare.  A fare da contraltare saranno i salumi prodotti in casa o comunque artigianalmente da esperti macellai. La gelatina di carne di maiale è ancora una “chiccheria” che fa tendenza e che per questo la si può  gustare anche nei ristoranti stellati.  ‘Mpanati e piruni sono una varietà di scacciate con un ripieno di cavolfiore e salsiccia, la prima è  con spinaci e olive nere il secondo.

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La gelatina di maiale tipica della cucina siciliana

Poi è chiaro che la frutta secca chiosa lentamente tra la notte della vigilia e il pranzo del 25 che ospita al suo interno Sua Maestà “La scorzetta di arance candite” che le donne più anziane preparano anticipatamente per ricordare i bei tempi andati quando c’era poco ma si stava ugualmente bene. Limoncello e mandarinetto portano allegria nel caso non fosse stata abbastanza quella fin qui descritta. Ah…dimenticavo! A Capodanno si replica, indietro tutta…avanti tutta! Aggiungendo alla tradizionale cucina siciliana ovviamente e immancabilmente lenticchie e cotechino.

Il mio augurio è quello di apprezzare la nostra vita e conservarla sempre al meglio affinché possiamo sempre essere coscienti e grati di quello che ci circonda e…attenzione ai cibi ipercalorici e alle sbornie indesiderate.

Buon Natale e felice 2018 a tutti e a ciascuno. W le feste, w le tradizioni sane e belle.

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piruna ed ‘mpanate della cucina siciliana

Cinzia Nazzareno

Correva un anno pieno di rivoluzioni e “primavere” e un fagottino di cinque chili, il 9 novembre decise di venire al mondo, in un piccolo paese dell’entroterra siciliano: Niscemi che è diventato “Olmo” nei miei romanzi. Atleta di corsa ad ostacoli mi permetto ancora di saltare alcune tappe della mia vita per non annoiarvi troppo. Sposata e madre di due figli, mi divido tra la scuola, dove insegno da vent’anni e la famiglia. Timida, ma non troppo, cerco rifugio nella lettura e da qualche anno nella scrittura, luoghi in cui ritrovo piacevolmente me stessa. Sognatrice per indole, curiosa per necessità. Amo viaggiare, ma credo mi servirà almeno un’altra vita per soddisfare tutti i miei bisogni geografici, creo tutte le occasioni per partire. Allergica all’ipocrisia e all’opportunismo, mi pongo a debita distanza da tutti coloro che praticano tali “simpatici sport”. Cerco gente vera e di sostanza, ma forse in un’altra vita potrò realizzare questo bisogno. Credo nel Karma. So che esiste, ne ho le prove! Insegnante di sostegno e discipline giuridiche ed economiche di professione, scrittrice per vocazione. Il sole in fondo al cuore (2015) e Lo Scarabocchio (2017) sono le mie due fatiche letterarie edite da Bonfirraro Editore. Un nuovo impegno letterario fa già capolino e contenta mi sento già.
Cinzia Nazzareno

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