The Young Pope, la vera perla di Venezia 73

The Young Pope, la vera perla di Venezia 73

MOSTRA DEL CINEMA DI VENEZIA – A Venezia Paolo Sorrentino e Jude Law in occasione della presentazione di The Young Pope, la nuova serie TV firmata Sky e HBO. 

Bevitore di Coca Cola dietetica alla ciliegia, fumatore incallito, ha un canguro come animale domestico e gira in infradito negli ambienti vaticani. Ama i Duft Punk, Salinger e Banksy. Un Papa così bisogna incontrarlo almeno una volta nella vita.

Presentato in anteprima alla 73’ Mostra del Cinema di Venezia (abbiamo assistito alle prime due puntate), The Young Pope di Paolo Sorrentino (prodotta da Sky e HBO e in onda in Italia su Sky Atlantic dal 21 ottobre) appare già come un successo annunciato. Il che non era affatto scontato, visto che per il regista premio Oscar per “La Grande Bellezza”, si tratta di un debutto alla regia di una Serie Tv.

The Young Pope racconta le vicende di un Papa immaginario, Lenny Belardo (Papa Pio XIII), il primo pontefice italo-americano della storia. La serie durerà 10 ore e indirizza lo sguardo della telecamera sulle “contraddizioni, le difficoltà e il fascino del clero”, spiega Paolo Sorrentino. Ma naturalmente, il nuovo Papa, non corrisponde ai canoni classici del mondo ecclesiastico: Lenny infatti è un capolavoro di ambiguità, ben reso dal volto angelico ma allo stesso tempo inquietante di Jude Law. “Questo ruolo mi ha dato l’opportunità di interpretare un personaggio pieno di contraddizioni – ci racconta Law durante la conferenza stampa a Lido – e se in un primo tempo l’idea di portare sul grande schermo un Papa mi preoccupava, Paolo mi ha fatto capire che occorreva pensarlo semplicemente come un uomo cui è capitato di essere Papa. Così ho finito per interpretare Lenny che a sua volta interpreta il Papa. Essere un attore mi rende familiare il dilemma sulla distanza tra l’immagine pubblica e quella privata di un personaggio noto”

Il nuovo Papa è volutamente conservatore e volutamente libertario, si allontana dalle trame politiche del Vaticano, non perché sia giusto, ma per tessere personalmente nuovi rapporti oscuri, addirittura più oscuri di quelli delle alte gerarchie vaticane. E naturalmente questo non può andare a genio ai grandi signori dello Stato Pontificio, che hanno nel riuscitissimo personaggio del Segretario di Stato, il Cardinal Voiello, il loro baluardo. Ad interpretare il Cardinal Voiello troviamo uno straordinario Silvio Orlando (molto convincente anche in lingua inglese), qui diviso tra macchinazioni ecclesiali, passioni per il Napoli e per Higuain e un’irrefrenabile e divertente attrazione per la statua della Venere di Willendorf.

Eccezionali gli accesi confronti tra Belardo e Voiello, in contrapposizione già dalle prime battute.

Da lodare, ma non è una novità, il tocco perfetto di Sorrentino, che mostra tutto il suo repertorio (comprese le sue citazioni), che lo ha reso uno dei registi più apprezzati al mondo: uno stile elegante, personale e ormai, internazionale. Uno stile rigoroso, quasi geometrico, fortemente figurativo e sempre innovativo a livello di scrittura. In The Young Pope, Sorrentino ci comunica, ci racconta, ci emoziona, anche con un filo di ironia e macchiettismo, parlando di un mondo che resta inevitabilmente misterioso e imperscrutabile, quello del Vaticano. Un mondo contraddittorio, dove il più contraddittorio si rivela essere proprio Papa Pio XIII, interpretato da Jude Law e affiancato dal premio Oscar Diane Keaton.

Insomma, preparatevi ad ammirare un Papa ambiguo e imprevedibile come non mai, una sorta di fusione tra Frank Underwood (House of Cards) e Giulio Andreotti (Il Divo). Tra battaglie e conflitti, sogni e paure, ricerca di senso e bisogno d’amore, tutto questo è The Young Pope, raccontato attraverso lo stile unico di Paolo Sorrentino, un regista capace di creare mondi che appaiono allo stesso tempo incredibili e più veri del vero.

Ecco tutte le info su  Venezia 73

The Young Pope

Paolo Riggio

Roma e Prati, mare e montagna e campi da pallone da piccolo, laurea in cinema alla Sapienza, città europee e scuola di giornalismo sportivo Mario Sconcerti da grande. Scrivo e continuo a giocare a calcio da quando ho ricordi, mi considero un calciofilo. La mia altra grande passione è il cinema che ritengo la rappresentazione più autentica del mondo, lo sguardo di chi analizza al microscopio i contesti della nostra vita e le sue storie offrendocene una visione diversa dalla nostra.
Paolo Riggio

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