8 marzo: Giornata Internazionale della Donna tra arte, storia e poesia

8 marzo: Giornata Internazionale della Donna tra arte, storia e poesia

ITALIA – L’ 8 marzo ricorre la Giornata Internazionale della Donna. Insieme alla Giornata Internazionale contro la violenza sulle Donne, stabilita al 25 novembre, le due manifestazioni hanno lo scopo di mantenere alta l’attenzione sulla difesa dei diritti civili, politici ed economici di cui le donne dovrebbero godere imparzialmente, e sull’affrancamento da ogni forma di violenza, vessazione e discriminazione.

La scorsa settimana, passeggiando in piazza San Domenico Maggiore, a Napoli, ho notato alcuni cartelli affissi ai muri del centro storico. Erano stampati in bianco e nero, esposti in zone abitualmente stipate di cittadini e turisti. Il primo, da sinistra a destra, diceva: “Se mi chiami facendo PSST PSST, FIUU FIUU… non mi giro. Non sono il tuo gatto”. Sul secondo, quello al centro, c’era scritto: “Se rispondo a tono a una tua provocazione, t’agg trattat”. L’ultimo, il terzo, recitava: “1mil.173 mila donne (che hanno denunciato) ha subito molestie sul posto di lavoro. Che stamm aspettann? L’ 8 marzo scioperamm!”. I manifesti sono tutti siglati CIACC-ÀRE e raccontano la verità di certi accadimenti difficili, penosi, mortificanti della dignità umana, con cui le donne sono spesso costrette a fare i conti.

Venerdì 8 marzo, alle 17.00, nella Sala Ferdinando I del Grand Hotel Parker’s di Napoli, si terrà la proclamazione dei vincitori della prima edizione del Concorso Letterario “Mille parole per una foto” indetto da Confartigianato Imprese Napoli settore cultura e ANCoS Napoli. I racconti in gara, valutati durante queste settimane, sono stati scritti dai partecipanti ispirandosi alla fotografia di due libri ritrovati in stato di abbandono sul lungomare di Bagnoli. Uno di questi è “Mille e una Notte”, la famosa raccolta di novelle ambientate in Oriente. L’iniziativa è patrocinata dal Comune di Napoli e dalla Banca di Credito Cooperativo, e vanta il supporto delle aziende Bellabrì gioielli in resina, Energy Total Capital (ETC), attiva nel campo delle energie rinnovabili, Edizioni Simone e dell’Associazione Internazionale per lo Sviluppo Economico, la Ricerca, le Tecnologie e le Politiche Sociali (AISEPS).

8 marzo
8 marzo: Giornata Internazionale della Donna. Photo by Nadia Valkouskaya on Unsplash

La data dell’ 8 marzo, sebbene festeggiata da tempo in molti paesi del mondo, divenne ufficiale nel dicembre del 1977, allorquando una risoluzione adottata dall’Assemblea Generale delle Nazioni Unite decretò l’istituzione di un giorno specificamente deputato, proclamandolo: “Giornata delle Nazioni Unite per i diritti delle Donne e per la pace internazionale”. Larga parte delle nazioni scelse l’ 8 marzo, appunto, legittimando una consuetudine già in uso.

A Milano, Milanoguida propone una serie di percorsi espositivi, articolati tra l’ 8 e il 9 marzo, per celebrare la Giornata Internazionale della Donna.  Donne e amori di Milano: la narrazione delle storie d’amore, degli impeti appassionati, dei tormenti e degli abbandoni, dei delitti e delle bramosie che si consumarono nei luoghi di Milano, ispirando componimenti e opere d’arte; La donna nell’arte dell’Ottocento: un vero e proprio viaggio nella storia e nella cultura del XIX secolo, compiuto attraverso i dipinti che testimoniano l’evoluzione della donna e il suo rapporto tra tradizione ed emancipazione, dal Neoclassicismo al Romanticismo, dal Realismo al periodo risorgimentale, dalla Belle Époque al Simbolismo; Le donne del Cimitero Monumentale: il parallelismo tra le prime rivendicazioni femminili e lo sviluppo del Cimitero Monumentale, la convergenza tra l’ampliamento di quest’ultimo e le profonde trasformazioni culturali che investirono il ruolo della donna, la sua dimensione sociale, tra la fine del Settecento e negli anni dell’Ottocento; La Milano di Alda Merini, una visita guidata attraverso i posti della città più amati dalla celebre Poetessa: il civico 47 in Ripa di Porta Ticinese, ad esempio, e via Magolfa 32, l’ex tabaccheria comunale ora divenuta Casa Merini.

Tutte le donne del potere è l’iniziativa organizzata, a Roma, dall’Associazione culturale L’Asino d’Oro: un itinerario secolare che, prendendo le mosse da Piazza Farnese, nel tardo pomeriggio dell’ 8 marzo, alle 19.00, si snoderà per le strade, i vicoli e i Palazzi che lasciano in eredità, alla memoria dei posteri, la vita e le gesta delle donne la cui influenza ha contribuito a rendere indefettibile e leggendaria la storia della Capitale.

L’Istituto Auxologico Italiano promuove l’importanza della prevenzione come prima strategia a tutela della salute. A questo proposito, l’ 8 marzo 2019, nelle sedi Auxologico, gli specialisti offriranno consulti e visite mediche gratuite in senologia, urologia, ginecologia, odontoiatria, nutrizione in menopausa e osteoporosi alle donne che ne faranno richiesta. Vi suggeriamo di visitare il sito ufficiale dell’Istituto Auxologico Italiano sul quale troverete le informazioni dettagliate e il form da compilare per le visite a prenotazione obbligatoria.

Marzo Donna 2019 – Se tutte le donne del mondo… è il titolo della rassegna napoletana ideata e promossa dalla Delegata del Sindaco alle Pari Opportunità, la professoressa Simonetta Marino, in collaborazione con gli Assessorati: alla Cultura, alla Scuola, alla Coesione Sociale, al Lavoro, ai Giovani, al Welfare, le 10 Municipalità e gli organismi di parità, gli ordini professionali e le associazioni di categoria. L’iniziativa si svilupperà nel corso di queste settimane, fino al 23 marzo, con l’obiettivo di incoraggiare “una narrazione positiva, sana, libera e giusta delle relazioni tra i sessi, in modo da rovesciare la prospettiva finora adottata, concentrata sulla denuncia e sulla rappresentazione del fenomeno della violenza maschile alle donne, e a proporre invece una riflessione e una pratica di relazione e convivenza inter e transculturale, libera dagli stereotipi di genere, che sia esemplare del rispetto della dignità di ciascuno/a e riconosca il valore della differenza, con un’attenzione rivolta alla libertà e all’autodeterminazione delle donne e di coloro che si identificano nel genere femminile, immigrate e rifugiate, contribuendo al rafforzamento di processi di autonomia e auto-narrazione delle donne nel contesto geo-politico attuale internazionale” come si legge sul sito ufficiale del Comune di Napoli sul quale potrete trovare il programma completo della rassegna.

8 marzo
8 marzo: Giornata Internazionale della Donna. Photo by Sam Manns on Unsplash

Parlando di donne, di parità e di uguaglianza, di lotta al sopruso e alle sue coniugazioni, mi viene in mente il film Il diritto di contare, diretto da Theodore Melfi e tratto dal libro Hidden Figures: The Story of the African-American Women Who Helped Win the Space Race di Margot Lee Shetterly: la pellicola racconta la vita della matematica, scienziata e fisica afroamericana Katerine Johnson – interpretata da Taraji P. Henson – che collaborò con la NASA tracciando le traiettorie per il Programma Mercury e lavorando alla missione Apollo 11. La sua storia si intreccia a quella delle amiche e colleghe Dorothy Vaughan – il cui ruolo fu affidato all’attrice Octavia Spencer – e Mary Jackson – per la quale fu scelta Janelle Monáe. Insieme sfidarono il razzismo e la discriminazione che le avrebbe volute sottomesse e soggiacenti in quanto donne e in quanto donne di colore – in un entourage lavorativo prevalentemente maschile, per giunta. Il titolo del film assume un’accezione doppia, acuta ed efficace, che vale la pena sottolineare: contare come contare i numeri – con cui Katherine, Dorothy e Mary lavorano e di cui conoscono il linguaggio – ma anche, e soprattutto, contare nel senso di valere, farsi valere, affermare il proprio valore umano e professionale, il talento geniale che consente loro di primeggiare e che non deve deprezzarsi, sottostimarsi, rimpicciolirsi a causa del sessismo e delle sovrastrutture imposte. Katherine, Dorothy e Mary sfidano il sistema, lo fanno a mezzo della loro intelligenza, e alla fine vincono. La loro vittoria è una vittoria che riguarda tutti noi. In una delle scene più belle, più commoventi, Janelle Monáe, nei panni di Mary Jackson, recita: “Vostro Onore, lei più di tutti dovrebbe capire l’importanza di essere primi. Lei è stato il primo della sua famiglia ad arruolarsi nelle forze armate, nella marina americana, il primo a frequentare l’università, la George Mason, e il primo giudice dello Stato riconfermato da tre governatori consecutivi.
Il punto è, Vostro Onore, che nessuna donna di colore nella Virginia ha mai frequentato una scuola per soli bianchi: è inaudito. E prima che Alan Shepard sedesse su una navetta, nessun americano aveva raggiunto lo spazio e ora sarà ricordato per sempre come l’uomo della marina americana dal New Hampshire, il primo a toccare le stelle. E io, signore,
 io voglio diventare un ingegnere della NASA, ma non potrò riuscirci senza frequentare i corsi di quella scuola. E non posso cambiare il colore della mia pelle. Perciò non ho altra scelta che diventare la prima. Cosa che non posso fare senza di lei. Vostro Onore, tra tutte le cause di questa giornata, quale avrà importanza tra cento anni? Quale pensa farà di lei il primo?”

Ogni volta che rileggo questo monologo, mi emoziono. Penso che si possano fare grandi cose, cose buone, partendo dalla cultura, dal coraggio, dalla perseveranza. La Giornata Internazionale della Donna e la Giornata Internazionale contro la violenza sulle Donne sono date con una forte valenza simbolica, trainante, che però si incaglia nell’immobilità, nel populismo, senza un adeguato seguito di azioni concrete che deve reiterarsi ogni giorno, quotidianamente, senza posa. Perché certe strade sono lunghe e irte, ma percorrerle è un dovere etico e morale al quale nessuno può sottrarsi.

Antonia Storace

Ho dipinto di bianco una delle pareti di camera mia e, simile ad una giunonica tela, le ho affidato un pezzo della mia storia. Ora, sul suo perlaceo candore, una scritta vestita di nero contrasto danza come fosse sospesa nel vuoto: “La scrittura è stata la mia fonte della giovinezza, la mia puttana, il mio amore, la mia scommessa” (C. Bukowski).
Scrivere è il mio verbo all’infinito. Il mio infinito in un verbo: un destino che ti porti addosso, ti abita la pelle e dal quale non puoi fuggire.
Antonia Storace

Leave a Reply

Your email address will not be published.