Superwomen al MANN: la Street Art delle grandi donne ci aspetta

Superwomen al MANN: la Street Art delle grandi donne ci aspetta

NAPOLI – Sarebbe dovuta essere dal 6 marzo al 13 aprile per celebrare l’8 marzo, Giornata Internazionale della donna, l’esposizione di queste fantastiche Superwomen firmate dalla coppia di street artists Lediesis. Ma se andate al MANN in questo mese (sarà fino al 30 giugno), potrete ancora godere di questa originale, e forse un pò folle, rassegna di street art. 

Otto donne fanno l’occhiolino al MANN. Ovvero, l’avrebbero dovuto fare per la festa della donna, ma il COVID si sa… ha congelato le nostre vite, per dischiuderle ora, sotto sguardi più attenti, suscitando in noi un sentimento di sorpresa ogni qualvolta riusciamo a fare una cosa semplice, come andare a vedere una mostra. E in effetti mi sento proprio così, una Superwoman!

Superwomen al MANN Foto Mywhere

Oltrepasso l’ingresso del maestoso Museo MANN che ben conosco ma mi sento come atterrare sulla luna. C’è terra sotto i piedi ed io, benché armata di mascherina ed aver oltrepassato tutti gli step dalla misurazione della temperatura al mantenimento della distanza, mi sento una privilegiata. Sono qui, ora, e dinanzi a me si aprono come il sipario di un teatro le icone femminile che meglio hanno rappresentato lo scorso secolo, e quello attuale, con la loro sagacia, ironia, furbizia, creatività e maestria.

Io e FRIDA Superwoman al MANN. Foto MyWhere

Grazie al MANN per quest’omaggio. Lo gradisco doppiamente, come donna e come amante dell’arte. E più stride questo contrasto street art nel più autorevole Museo Archeologico che ci sia e più m’innamoro della varietà del dialogo, dello sguardo, dei colori che l’arte, dalla preistoria ad oggi, non fa che donarci. Grazie al MANN di quanto rischia, nella sua inesauribile energia propositiva, di mostrarci mondi a confronto. Secoli, anzi millenni, qui raccolti e affiancati. Sono la nostra storia.

Superwomen al MANN Foto Mywhere

Passato, presente e futuro non vivono più a compartimenti stagni, ma vivono come frutto di una sapiente pietanza fatta da una segreta ricetta ottenuta da un mix infinito (ma non confusionario o casuale) di ingredienti di qualità sopraffina.

Superwoman al MANN. Foto MyWhere

E come potrei non sentirmi felice di affiancare la mia amata Alda Merini, o condividere la mia immagine con l’artista più performativa (e folle) che esista come Marina Abramovic, e ancor più strizzare l’occhio a colei che ho studiato, ammirato, scoperto, analizzato, criticato ed osannato come Frida Kahlo.

Superwomen al MANN

Chi sono? Le Superwomen! Peggy Guggenheim, Marlene Dietrich, Marina Abramovic, Lina Wertmuller, Frida Kahlo, Maria Callas, Yayoi Kusama e Alda Merini. Sono qui al Museo Archeologico Nazionale di Napoli ma è giugno, contavo di esserci per la festa dell’8 marzo, ma il COVID-19 ha fatto chiudere i battenti prima ancora che loro si affacciassero a noi. Eccole queste donne – fortissime e pazzesche e di cui MyWhere ha parlato tante volte – che incarnano perfettamente i contenuti da sempre portati avanti ben oltre la Giornata Internazionale della Donna.

Marlene Dietrich

La rassegna è firmata dalla coppia di street artists Lediesis e rappresenta un’occasione per celebrare la Festa della Donna con un inno al numero 8 (la simbologia numerica non è casuale) attraverso personaggi femminili che hanno lasciato una traccia indelebile nel mondo della cultura e dell’arte.

Il MANN rinnova la sua attenzione per la street art e la rigenerazione urbana ospitando le immagini delle Super​women che Lediesis hanno fatto viaggiare per l’Italia mentre con incursioni gentili colorano anche il centro della nostra città.  Non mancheranno sorprese dedicate a Napoli: a strizzarci l’occhio sarà, nell’Atrio del Museo, la cittadina onoraria e premio Oscar Lina Wertmuller. Grandi personalità ritratte con ironia per ricordarci la forza delle donne, il loro talento ma anche la loro capacità di reagire e affrontare le difficoltà”, commenta il Direttore dell’Archeologico, Paolo Giulierini.

 

SUPERWOMEN: CHE COSA VOGLIONO RACCONTARE LE LEDIESIS

Alda Merini

Dopo la fortunata esposizione L’arte sa nuotare di Blub, il Museo Archeologico Nazionale di Napoli dedica, così, un nuovo e significativo momento di approfondimento alle tendenze più innovative dell’arte contemporanea: con un valore aggiunto, perché l’esposizione del MANN si definisce come la vera e propria conclusione di un viaggio.

Yayoi Kusama

Lediesis, infatti, giungono all’Archeologico dopo un lungo percorso, dipanato dal Nord al Sud delle Penisola: le artiste “mascherate” sono partite da Milano, passano per Venezia, Firenze, Bologna, L’Aquila, Roma e Bari per poi approdare a Napoli. In ciascuna delle otto città, su finestre cieche o muri dismessi, i dipinti su carta velina dedicati alle Superwomen: le otto immagini simbolo, disseminate metropoli per metropoli, sono ora ancora in mostra al MANN.

IN VIAGGIO PER L’ITALIA CON LE 8 SUPERWOMEN

Marina Abramovic

L’esposizione, quasi ontologicamente, connette l’Atrio del Museo con le strade dei principali centri urbani italiani: “mentre la maggior parte della popolazione tende a spingersi verso il Nord, proprio come l’ago di una bussola, Lediesis invertono la rotta e dalle città settentrionali viaggiano, tappa dopo tappa, verso sud, come la corrente di un fiume che sfocia a Napoli, città cuore del Mediterraneo. La mostra può essere vista al MANN, ma anche seguita in tutte le urbes coinvolte dal nostro percorso”, fanno sapere le enigmatiche artiste.

superwomen mann
Peggy Guggenheim

I grandi personaggi femminili, studiati da Lediesis partendo dalla documentazione fotografica e approdando al dipinto, hanno segnato la vita culturale internazionale: a Milano, dunque, l’omaggio alla tormentata poetessa Alda Merini; tra i canali di Venezia, non può mancare il volto di Peggy Guggenheim, regina laica dell’arte contemporanea in Laguna; a Bologna, brilla la stella di  Marlene Dietrich; a Firenze, Marina Abramovic, di casa nel capoluogo toscano; nella capitale, ammicca il volto sornione di Lina Wertmuller; simbolo della sensibilità orientale postmoderna, a L’Aquila fiammeggiano i capelli rossi della giapponese Yayoi Kusama; a Napoli, il viso inconfondibile di Frida Kahlo, mentre a Bari trionfa Maria Callas, nume tutelare del Teatro Petruzzelli.

Lina Wertmuller

Insomma Superwomen ci ha aspettato, chiusa tra le mura di questo splendido museo, ed ora è pronta ad accoglierci. Non si rifiuta l’invito di una donna, figuriamoci di 8 donne insieme!

Non perdetevi per nessun motivo questa rassegna, e non lo dico solo alle donne anzi! Superwomen è colore, gioia di vivere ed esprimersi e offre un percorso raffinato nel significato intrinseco di essere donna.

Fabiola Cinque

2 Responses to "Superwomen al MANN: la Street Art delle grandi donne ci aspetta"

  1. Steve Moss
    Steve Moss   8 Marzo 2020 at 11:39

    Rimane aperto il MANN? Mi sembrerebbe un ottimo modo per festeggiare la donna!

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  2. Flavio Redhair
    Flavio Redhair   8 Marzo 2020 at 11:40

    Auguri donne! Se il MANN rimane aperto questa visita potrebbe essere un ottimo modo per festeggiare la donna!

    Rispondi

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