Boxe, la nobile arte. Chi sono i migliori pugili di sempre?

Boxe, la nobile arte. Chi sono i migliori pugili di sempre?

Sport controverso la Boxe. Amata, perché storicamente e socialmente importante, perché è un mix di passione sudore, fatica, resistenza e impegno. Ma anche contestata, perché considerata primitiva, violenta, da cancellare dalle competizioni sportive e dai palinsesti televisivi.

Ma la Boxe, che lo si voglia o no, ha indubbiamente influenzato secoli di storia, vivendo momenti di gloria che pochi sport hanno vissuto.

Uno sport unico nel suo genere, che trova la sua magia in un concetto semplicissimo: combattere battaglie al di là di ogni sopportazione, al di là di costole incrinate, reni fatti a pezzi e retine distaccate. La Boxe è la magia di rischiare tutto per realizzare un sogno che nessuno vede tranne il boxer stesso (a proposito, se siete appassionati di questo sport, vi consigliamo di leggere la nostra intervista esclusiva al campione italiano Clemente Russo ).

Il pugilato ha vissuto epoche gloriose in tutto il mondo. Tra gli appassionati vi erano le persone più diverse, dallo spendaccione di turno in prima fila, alla famiglia nera di Harlem attaccata alla radio. E poi, il connubio indissolubile col cinema. La drammaturgia si è perfettamente fusa alla tecnica e ai pugili, reali o immaginari, che si sono trasformati nel corso del tempo in figure altamente cinematografiche, esseri tormentati, che si fanno largo nella vita a suon di pugni riscattando gli errori del passato.

Sì perché la Boxe la fanno i pugili. I grandi pugili della boxe sono personaggi unici nel panorama dello sport. Sopra le righe, strafottenti, sicuri di sé, spesso con un passato di miseria, ghettizzazione o ai limiti della legalità. Non è un caso che quasi tutti i più grandi provenissero da ambienti eufemisticamente difficili: Afro-Americani, Italo-Americani, irlandesi. Da zero a dieci, da reietti a simboli di riscatto e rivincita dalla povertà.

Ma chi sono i migliori pugili di sempre? Domanda difficile, sicuramente troppo complessa per avere una risposta assoluta, ma noi di MyWhere vogliamo provarci.

Ecco i 10 pugili che hanno cambiato la storia di questo sport.

10) Jake LaMotta

Di origine italiana (il padre era nato a Messina), LaMotta è stato un personaggio assai controverso, sia fuori che dentro il ring: la sua vita movimentata ha ispirato il film Toro Scatenato, diretto da Martin Scorsese e interpretato da Robert De Niro.

Il suo stile di lotta era caratterizzato da una grande furia agonistica e una volontà di ferro che lo rendevano il migliore incassatore della sua generazione. Portava allo sfinimento gli avversari, riuscendo a resistere a interi round di jag per poi mandarli al tappeto nelle fasi finali del match. LaMotta collezionò 83 vittorie (di cui 30 per KO), 19 sconfitte e 4 pareggi. Fu il primo pugile a battere Sugar Ray Leonard; nel secondo dei loro sei incontri, testimoni di una grande rivalità sportiva, prima lo mandò al tappeto all’ottavo round e poi vinse ai punti dopo 10 round.

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Jake LaMotta

9) James Figg

Nato nel 1695, Figg è considerato colui che diede vita alla fase moderna della Boxe. Passò gran parte della sua vita a girovagare per l’Inghilterra sfidando i migliori combattenti di ogni città. Il suo stile di lotta prediligeva la difesa (fu il primo ad utilizzare la guardia per difendersi dai colpi) con un approccio molto più simile alla scherma. Nel 700′ non esisteva un ring ben definito e lo spazio adibito al combattimento era definito da una semplice linea disegnata per terra. La Boxe era uno sport brutale, simile alle arti marziali. Anche se non può essere considerato un pugile moderno, il suo contributo dentro e fuori dal ring segnarono inevitabilmente questo sport. La sua scuola infatti, fu un vero e proprio serbatoio di campioni, tra i quali ricordiamo Jack Broughton.

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James Figg

8)  Joe Frazier

All’ottavo posto troviamo una delle icone dell’epoca d’oro della Boxe. Senza Frazier, la leggenda di Muhammad Alì non sarebbe così luminosa. Vincitore di una medaglia d’oro alle Olimpiadi del 1964, Frazier conquistò anche il titolo del mondo dei pesi massimi. 37 incontri in carriera, 32 vittorie (27 per KO). Soprannominato “Smokin Joe”, era noto per il suo stile di combattimento aggressivo e spettacolare nonché per il suo famoso gancio sinistro. È ricordato soprattutto per essere stato l’irriducibile avversario di Muhammad Alì con il quale si confrontò in tre memorabili incontri, considerati tra i più duri ed emozionanti della storia del pugilato. Nella sua carriera professionale, che durò dal 1965 al 1976 con un breve ritorno nel 1981, fu eletto Fighter of the year dalla rivista statunitense Ring Magazine nel 1967 e nel 1970

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Joe Frazier

7) George Foreman

Medaglia olimpica e due volte campione del mondo, Foreman è tra i personaggi sportivi più famosi di sempre. Soprannominato Big George, fu protagonista di una singolare e lunghissima carriera, conclusasi a 46 anni con la vittoria del titolo dei pesi massimi (il campione più anziano di sempre). Leggendaria la sua rivalità con Alì, culminata con l’avvenimento sportivo più importante del 900′: The Rumble in the Jungle, Alì vs Foreman per il titolo massimo. L’incontro ha ispirato il film Rocky III di Sylvester Stallone, il film documentario “Quando eravamo re” di Leon Gast e un racconto di Norman Mailer, “The Match”.

Lo stile di combattimento di Foreman è lo stile del picchiatore, infatti faceva affidamento quasi esclusivamente sull’enorme forza fisica che imponeva senza indugio alcuno per tutto il corso dell’incontro. Martellava al corpo e al volto l’avversario con tutta la sua potenza, concentrato e determinato a sfiancarlo e buttarlo al tappeto con la forza dei suoi pugni.

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Joe Frazier

6) Floyd Maywheater

Maywheater è forse il campione più odiato e più pagato della storia della boxe. Da quando è riuscito a farsi un nome, ed un conseguente cospicuo conto in banca, il pugile ha sempre ostentato spesso in modo eccessivo la sua ricchezza, sfoggiando ad esempio paradenti d’oro e di diamante per le difese titolate. Le classifiche lo incoronano come sportivo più pagato al mondo, tutte cose hanno contribuito a forgiare il suo nome, Money.

Da pugile professionista è stato campione mondiale in 5 categorie differenti di peso ed è stato nominato da Ring Magazine Fighter of the year nel 1998 e nel 2007.Si è ritirato imbattuto nel 2015 con una striscia di vittoria di 49-0 eguagliando la leggendaria “streak” di Rocky Marciano.

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Floyd Mayweather

5) Joe Louis

Peso massimo, soprannominato “Brown Bomber” e “The People’s Champ”, Joe Louis contribuì a rendere il pugilato uno sport popolare costruendosi una grande reputazione come atleta onesto e laborioso, in un periodo in cui lo sport era dominato dal gioco d’azzardo. Fu campione del mondo per un periodo di quasi 12 anni: dal 1937 al 1949, durante il quale vinse 27 match validi per il titolo massimo, record rimasto ad oggi imbattuto. La sua figura ebbe un impatto culturale anche al di fuori del pugilato: è considerato il primo afroamericano ad aver ottenuto lo status di eroe nazionale, e fu un punto di riferimento del sentimento anti-nazista.

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Joe Louis

4) Mike Tyson

Chi non conosce Iron Mike? Tyson è senza dubbio il pugile più famoso dell’ultimo ventennio del 900′. A lui il merito di aver fatto riscoprire la Boxe al grande pubblico in un’epoca di declino della disciplina. The Baddest Man on the Planet (uno dei suoi tanti soprannomi) ha vinto 50 incontri ufficiali su 54 in carriera, di cui 44 per KO. Nel 1986, a 20 anni, divenne il più giovane campione del mondo, un titolo che conquistò più volte in carriera. Un vero carro armato Iron Mike, un’arma letale dotata di forza disumana e velocità di braccia innate. E ancora, velocità di braccia, precisione ed una prontezza di riflessi fuori comune, il tutto contornato da un’agilità incredibile.

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Mike Tyson

3) Ray Robinson

Un talento cristallino, un’eleganza impareggiabile, una tecnica mostruosa e tanto altro ancora. Sugar Ray Robinson è senza dubbio meritevole almeno del terzo posto nella nostra classifica dei migliori pugili all time. Robinson possedeva un’elegantissima fluidità di movimenti (la sua grande passione fuori dal ring era la danza) che gli garantiva un’enorme vantaggio sugli avversari. La sua Boxe era “volteggiante” e toglieva ogni punto di riferimento all’avversario.

Come pugile professionista detenne il titolo mondiale unificato dei pesi welter per 5 anni e conquistò 5 volte quello dei pesi medi. Sugar Ray sconfisse tutti i più grandi pugili che ebbe occasione di incontrare: Jake LaMotta, Gene Fullmer, Carl Olson, Henry Armstrong, Rocky Graziano e Kid Gavilan. Noto per il suo stile di vita ostentato fuori dal ring, Robinson è considerato l’iniziatore dell’entourage sportivo.

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Ray Robinson

2) Rocky Marciano

Lento, poco tecnico e proveniente dai bassifondi. Può un pugile con queste caratteristiche diventare il migliore di tutti i tempi? Se andiamo ad ammirare la straordinaria carriera di Rocky Marciano, la risposta non potrà che essere sì. Rocky Marciano era di origini italiane, ed è noto a molti per aver ispirato la saga del mitico personaggio di Rocky Balboa. Ritenuto da molti il migliore di tutti i tempi, fu campione del mondo dei pesi massimi dal 23 settembre del 52′ al 27 aprile del 56′ e fu l’unico peso massimo della storia a ritirarsi imbattuto, difendendo il titolo per 6 volte. Tra le sue 43 vittorie per KO figurano quelle contro pugili del calibro di Roland La Starza, Jersey Walcott e Joe Louis.

Tarchiato, lento, tecnicamente grezzo e dotato di un allungo inferiore alla media dei massimi (170 cm, il più basso in assoluto dei campioni del mondo dei massimi), Marciano riusciva a compensare questi limiti con l’aggressività (talvolta al limite delle regole del ring), la resistenza fisica e soprattutto, col suo destro terrificante, che gli valse il soprannome di “The Brockton Blockbuster”, il bombardiere di Brockton.

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Rocky Marciano

1) Muhammad Ali

E chi poteva essere sé non “The Greatest”? Ali è il più grande della storia della boxe, il fiore all’occhiello. Ecco la carriera di Ali in numeri: 61 match, 56 vittorie, 37 per KO, 31 incontri consecutivi vinti. 21 anni di carriera e 3 titoli massimi.

Sin dagli inizi di carriera, Ali si contraddistinse come una figura carismatica, controversa e polarizzante sia dentro che fuori dal ring di pugilato. Il suo enorme impatto mediatico e soprattutto sociale non ebbero precedenti nel mondo agonistico. È tra gli sportivi più conosciuti di tutti i tempi, essendo stato nominato “sportivo del secolo” da Sports Illustrated e “personalità sportiva del secolo” dalla BBC.

Prima del ritiro della licenza, lo stile di combattimento di Alì era incentrato su un notevole gioco di gambe, atto a consentirgli una elevata dinamicità, prontezza di riflessi nello schivare i colpi degli avversari e velocità esecutiva nel finalizzare l’attacco. Al ritorno sul ring, Ali non era più capace di “ballare” come prima e dovette concentrarsi di più sui pugni che sul lavoro di gambe. Inoltre acquisì notevoli capacità di incassatore, dimostrate sia nell’incontro di Kinshasa che in quello di Manila. La sua boxe basata sul movimento di gambe resta comunque inimitabile per qualsiasi pugile di categoria “pesante”. Di lui si disse: “Vola come una farfalla e punge come un’ape”, per sottolineare la leggerezza dei suoi movimenti, coadiuvata da una tecnica sopraffina.

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Muhammad Ali, “The Greatest”

 

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USP Boxing: Mayweather vs Berto
USP Boxing: Mayweather vs Berto

 

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Paolo Riggio

Paolo Riggio

Roma e Prati, mare e montagna e campi da pallone da piccolo, laurea in cinema alla Sapienza, città europee e scuola di giornalismo sportivo Mario Sconcerti da grande. Scrivo e continuo a giocare a calcio da quando ho ricordi, mi considero un calciofilo. La mia altra grande passione è il cinema che ritengo la rappresentazione più autentica del mondo, lo sguardo di chi analizza al microscopio i contesti della nostra vita e le sue storie offrendocene una visione diversa dalla nostra.
Paolo Riggio

92 Responses to "Boxe, la nobile arte. Chi sono i migliori pugili di sempre?"

  1. Marco Vivio   10 settembre 2018 at 18:20

    C’è un tizio a Londra, in Inghilterra, chiamato tipo Brian… Brian Clough. Ho sentito fino in America che questo tizio parla troppo. Dicono che sia un nuovo Muhammad Alì. C’è solo un Muhammad Alì. Ora, Clough, ne ho abbastanza. Smettila.

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  2. Luciano   10 settembre 2018 at 18:21

    Impossibile è solo una parola pronunciata da piccoli uomini che trovano più facile vivere nel mondo che gli è stato dato, piuttosto che cercare di cambiarlo. Impossibile non è un dato di fatto, è un’opinione. Impossibile non è una regola, è una sfida. Impossibile non è uguale per tutti. Impossibile non è per sempre. Niente è impossibile.

    Rispondi
  3. Paolo Riggio
    Paolo Riggio   10 settembre 2018 at 18:22

    Ci sono certamente stati pugili più potenti di Ali (lo stesso Frazier, certamente Foreman, probabilmente Louis) ma nessuno con la sua stessa velocità e con la stessa capacità di entrare e uscire dalla traiettoria dei colpi dei suoi avversari

    Rispondi
  4. Il dottor Cox   10 settembre 2018 at 18:25

    Di tutti gli sport, l’unico che ami veramente è la boxe. Certo, è uno sport che a poco a poco va scomparendo. Ma mi auguro che, nei giorni che mi restano da vivere, ci sia sempre da qualche parte un’arena cui poter andare

    Rispondi
  5. Fausto   10 settembre 2018 at 18:26

    Essere pugile non significa soltanto colpire, ma, prima di tutto, imparare a ricevere i colpi. A incassare. A fare in modo che quei colpi facciano meno male possibile. La vita non è altro che un succedersi di round. Incassare, incassare. Tenere duro, non cedere. E colpire al posto giusto, nel momento giusto

    Rispondi
  6. Gino   10 settembre 2018 at 18:27

    Un’enciclopedia questo articolo! Complimenti

    Rispondi
  7. Francesca C   10 settembre 2018 at 18:28

    Il pugilato arricchisce, forma, fa diventare uomo, cementa il corpo e la mente con ore e ore di allenamento. Sul ring non si va solo per dare pugni. C’è un modo di combattere, uno stile, una tecnica. È la noble art

    Rispondi
  8. Paolo Riggio
    Paolo Riggio   10 settembre 2018 at 18:56

    Quando due pugili salgono sul ring, uno solo merita di vincere. Quando sali sul ring devi convincerti che sei tu a meritare di vincere. Devi sapere che il destino ti deve una vittoria perché ti sei allenato più del tuo avversario, hai lavorato di più con il tuo sparring partner, hai fatto più footing, ti sei alzato prima. (Tyson)

    Rispondi
  9. il moralizzatore   10 settembre 2018 at 18:57

    Tyson is the one, the iron

    Rispondi
  10. Trito e ritrito   10 settembre 2018 at 18:59

    Se ali avesse combattuto contro Tyson avrebbe vinto?

    Rispondi
  11. Federico   10 settembre 2018 at 19:03

    Non avrei messo Jake La Motta!

    Rispondi
  12. Million Dollar Baby   10 settembre 2018 at 19:04

    Alcuni direbbero che la qualità più importante per un pugile è avere cuore. Frankie invece direbbe : “un pugile che è solo cuore stai tranquillo che le prende di sicuro e di brutto!”

    Rispondi
  13. Enrico Frisa   10 settembre 2018 at 19:07

    Ho rivisto qualche giorno fa il match tra Joe Louis e Rocky Marciano. Pazzesco”

    Rispondi
  14. Enrico Chiesa   10 settembre 2018 at 19:07

    Joe Louise dovrebbero fare un film su questo grande campione

    Rispondi
  15. Manrico   10 settembre 2018 at 19:08

    Forse io sono un uomo di Neanderthal, ma io ho sempre voluto uccidere il mio avversario. La boxe oggi è differente. Si tratta di uomini d’affari e io sono un assassino nato, e voglio vincere e farlo in maniera drammatica e creare ferite agli avversari.

    Rispondi
  16. Giulia   10 settembre 2018 at 19:10

    Mi sa che è di Tyson questa dichiarazione ahahah

    Rispondi
  17. Giacomo   10 settembre 2018 at 19:11

    La storia di James Figg è eccezionale! Bravo

    Rispondi
  18. memmo   10 settembre 2018 at 19:13

    Vincerebbe Ali sempre e comunque un’altra stoffa

    Rispondi
  19. ilariodigiovanni   10 settembre 2018 at 19:13

    Rocky Balboa dov’è?

    Rispondi
  20. Ubaldo Righetti   10 settembre 2018 at 19:14

    Se c’è una magia nella boxe è la magia di combattere battaglie al di là di ogni sopportazione, al di là di costole incrinate, reni fatti a pezzi e retine distaccate. È la magia di rischiare tutto per realizzare un sogno che nessuno vede tranne te.

    Rispondi
  21. Luigi   10 settembre 2018 at 19:15

    Bellissimo! Sul calcio quando riscrivi?

    Rispondi
  22. Paolo Riggio
    Paolo Riggio   10 settembre 2018 at 19:17

    Presto Luigi, molto presto

    Rispondi
  23. Vincenzo   10 settembre 2018 at 19:18

    Fare il pugile è un lavoro, non è un divertimento. Sul ring non c’è tempo per lasciarsi andare alle emozioni, quando si sale sul quadrato ci sei solo tu e l’avversario… e se poi vinci, ecco: allora sei felice.

    Rispondi
  24. Francesco   10 settembre 2018 at 19:18

    Ma Anthony Joshua entrerà mai in questa top 10?

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  25. Babbano   10 settembre 2018 at 19:19

    Non diciamo cazzate per favore! la boxe è finita con Tyson

    Rispondi
  26. Giorgio   10 settembre 2018 at 19:20

    La boxe! che arte! e che nobiltà!

    Rispondi
  27. Iron Mike Tyson   10 settembre 2018 at 19:20

    Qual è la differenza tra un eroe e un codardo? Non c’è differenza. Dentro sono esattamente uguali, ma hanno entrambi paura di morire o di restare feriti. Ma è quello che l’eroe fa che lo rende un eroe, ed è quello che l’altro non fa che lo rende un codardo.

    Rispondi
  28. aretha   10 settembre 2018 at 19:21

    Questo hombre fuerte mi pare un incrocio fra il bisonte e il gorilla. Nel vasto petto gli ruggono diavoli spietati, che paiono realizzarsi solo nel gusto vandalico della distruzione. The noble Art si squalifica a pretesto omicida: non è più scherma fatta con le braccia, che dopo tutto sono le gambe anteriori dell’uomo antico: non è più danza virile, non invenzione, astuzia, coraggio. Tyson abbassa le corna al gong e inizia la carica: chi osa opporsi alla sua corsa è condannato senza mercé. (Gianni Brera)

    Rispondi
  29. Filippo   10 settembre 2018 at 19:22

    Joe Frazier è troppo brutto per essere campione. Joe Frazier è troppo stupido per essere campione. Il campione dei massimi deve essere intelligente e grazioso come me! (Muhammad Ali)

    Rispondi
  30. Edai   10 settembre 2018 at 19:23

    Non voglio mettere knock-out il mio avversario. Voglio colpirlo, allontanarmi e vederlo ferito. Voglio il suo cuore

    Rispondi
  31. LUCCI   10 settembre 2018 at 19:23

    Anthony Josua in top 10? AHHAHAHAHAHAAHAHAHAHHAAHAHAHAHHAAH NON SUCCEDERà MAI

    Rispondi
  32. Pietro   10 settembre 2018 at 19:24

    La mia famiglia era così povera che ogni Natale mio padre usciva di casa e sparava qualche colpo di pistola. Poi rientrava e a noi ragazzi diceva che Babbo Natale si era suicidato

    Giusto mettere LaMotta, un personaggio troppo carismatico e originale!

    Rispondi
  33. Pierluigiu   10 settembre 2018 at 19:25

    In fondo chi se ne frega se perdo questo incontro, non mi frega niente neanche se mi spacca la testa, perché l’unica cosa che voglio è resistere, nessuno è mai riuscito a resistere con Creed, se io riesco a reggere alla distanza, e se quando suona l’ultimo gong io sono ancora in piedi… se sono ancora in piedi io saprò per la prima volta in vita mia che… che non sono soltanto un bullo di periferia.

    Rispondi
  34. Fornaciari   10 settembre 2018 at 19:26

    Mai arrendersi in questo sport. (Micky Ward)

    Rispondi
  35. Giovanni Palombini   10 settembre 2018 at 19:28

    Chegrandi personaggi! non ce ne sono più. concordo sul film su Joe Louise

    Rispondi
    • Fulapin   11 settembre 2018 at 17:35

      Il solito passatofilo. Di questi personaggi ce ne sono eccome

      Rispondi
  36. lennox   10 settembre 2018 at 19:34

    il migliore marciano italianissimo

    Rispondi
  37. Gericho   10 settembre 2018 at 19:38

    Il giudizio è sommario, ingeneroso e riduttivo ma il problema è che Rocky Marciano è stato un mostro di solidità, di coraggio e di resistenza fisica ma le sue qualità tecniche erano modeste, il suo stile approssimativo. In sintesi Marciano affrontava i suoi avversari senza preoccuparsi troppo della difesa. Secondo la descrizione di un giornalista di Boston, Marciano poteva permettersi di incassare due o tre colpi pur di metterne a segno uno che però era spesso definitivo. (Rino Tommasi)

    Rispondi
  38. Fredrik   10 settembre 2018 at 19:39

    Tu nel cervello devi avere marmellata! Joe Louis è il più grande pugile in assoluto! – Eccomi, vengo da voi fra un minuto – era più forte di Cassius Clay, era più forte di Sugar Ray, era più forte di come si chiama quello giovane? Mike Tyson! Un bulldog! Gli avrebbe rotto il culo a Tyson! Lo avrebbe rotto a tutti!

    Rispondi
  39. Ermesienatte   10 settembre 2018 at 19:40

    Rocky Marciano l’ha battuto Joe Louis.

    Rispondi
  40. Genesio   10 settembre 2018 at 19:41

    Louis aveva settantacinque anni quando ha combattuto!

    Rispondi
  41. Karembeu   10 settembre 2018 at 19:41

    Io non so quanti anni avesse ma so che è andato giù.

    Rispondi
  42. Vaerio   10 settembre 2018 at 19:42

    Joe Louis si è ritirato dal ritiro per combattere con Marciano! All’epoca aveva settantasei anni! Lui ha sempre mentito sulla sua età, era peggio delle donne!

    Rispondi
  43. Michele   10 settembre 2018 at 19:43

    I record si possono costruire e vanno interpretati ma le immagini non possono mentire: quelle che ci mostrano Robinson nelle sue condizioni ottimali ci assicurano che Sugar Ray è stato il miglior interprete del pugilato moderno.

    Rispondi
  44. Anthoin   10 settembre 2018 at 19:44

    È uno sport terribile ma è uno sport… la lotta è la lotta per la sopravvivenza

    Rispondi
  45. Gianluca Sciunzetti   10 settembre 2018 at 19:46

    Il declino di un pugile? Prima si perde il movimento di gambe. Poi si perdono i riflessi. Poi si perdono gli amici. (Willie Pep)

    Rispondi
  46. l'esattore   10 settembre 2018 at 19:49

    Guardavo i match di Tyson e mi convincevo sempre di più che il pugilato fosse la mia strada.

    Rispondi
  47. bruno   10 settembre 2018 at 19:50

    Il pugilato arricchisce, forma, fa diventare uomo, cementa il corpo e la mente con ore e ore di allenamento. Sul ring non si va solo per dare pugni. C’è un modo di combattere, uno stile, una tecnica. È la noble art.

    Rispondi
  48. Giacomo   10 settembre 2018 at 19:51

    Il pugilato non è uno scherzo, […] si prendono colpi in testa e soprattutto bisogna saper usare il cervello sul ring, la mente deve essere libera e pronta a rispondere agli stimoli.

    Rispondi
  49. Marcello   10 settembre 2018 at 19:51

    Rocky Marciano forever

    Rispondi
  50. Quantas   10 settembre 2018 at 19:52

    La boxe è un grande sport e uno sporco affare.

    Rispondi
  51. Luciano   10 settembre 2018 at 19:53

    Il migliore è Tyson ragazzi

    Rispondi
  52. ilaria   10 settembre 2018 at 19:54

    Non c’è dubbio che il pugilato sia una Noble Art se lo fai nella maniera giusta con persone esperte

    Rispondi
  53. Aldo   10 settembre 2018 at 19:54

    Fuori dal ring tutto è così noioso.

    Rispondi
  54. Andrea Carli   10 settembre 2018 at 19:55

    nella boxe ci sono squali e profittatori. Gente che si avvantaggia e guadagna su dolori e debolezze umane.

    Rispondi
  55. Foreman   10 settembre 2018 at 19:56

    Bellissimo articolo! complimenti

    Rispondi
  56. Alessio   10 settembre 2018 at 19:56

    Jake la motta toro scatenato che film

    Rispondi
  57. Mauro Sabatini   10 settembre 2018 at 19:57

    Incredibile Tyson fuori dal podio!

    Rispondi
  58. chiara franci   10 settembre 2018 at 19:57

    Joe luis Fuori dai primi 3 non sono daccordo

    Rispondi
  59. maverick   10 settembre 2018 at 19:59

    Joe Luis che storia a quando il film???

    Rispondi
  60. Terenzio   10 settembre 2018 at 20:00

    bOXE E cinema un connubio perfetto

    Rispondi
  61. La Bella   10 settembre 2018 at 20:00

    Parlare di boxe è parlare di rispetto. Cercare di ottenerlo per se stessi, togliendolo all’avversario.

    Rispondi
  62. Maria   10 settembre 2018 at 20:01

    Ci sono anche dei quadri bellissimi riguardo la boxe!

    Rispondi
  63. Floysd   10 settembre 2018 at 20:04

    Io capisco tutto, ma Mayweather nessuno lo nomina?

    Rispondi
  64. Maria Sole de Santis   10 settembre 2018 at 20:05

    Mayweather non merita la top 10, ha affrontato sempre scarsoni

    Rispondi
  65. Saverio   10 settembre 2018 at 20:06

    Mayweather se avesse sfidato pacquiao in gioventu avrebbe perso ma si è sempre rifiutato

    Rispondi
  66. Rogerio   10 settembre 2018 at 23:08

    Il top e’ e resterà sempre ALi

    Rispondi
  67. Martino   10 settembre 2018 at 23:10

    Rocky Rocky Rocky Rocky!

    Rispondi
  68. Napoli Velata   10 settembre 2018 at 23:11

    Joe Louis una storia straordinaria

    Rispondi
  69. Muhammad   10 settembre 2018 at 23:13

    “Volteggia come una farfalla, pungi come una vespa.”

    Rispondi
  70. Lorenzo Gai   10 settembre 2018 at 23:14

    Muhammad significa degno di lode, e Ali significa altissimo. Clay significa creta, polvere. Quando ho riflettuto su questo, ho capito tutto. Ci insegnano ad amare il bianco [white] ed odiare il nero [black]. Il colore nero significa essere tagliato fuori, ostracizzato. Il nero era male. Pensiamo a blackmail [ricatto]. Hanno fatto l’angel cake [pane degli angeli] bianco e il devil’s food cake [torta del diavolo] color cioccolato. Il brutto anatroccolo è nero. E poi c’è la magia nera… Quel che voglio dire è che nero è bello. Nel commercio il nero è meglio del rosso. Pensate al succo di mora: più nera è la mora, più dolce il succo. La terra grassa, fertile, è nera. Il nero non è male. I più grandi giocatori di baseball sono neri. I più grandi giocatori di football americano sono neri. I più grandi pugili sono neri.[8]

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  71. Marco Vivrei   10 settembre 2018 at 23:55

    Ali boomaye!

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  72. Tipo   11 settembre 2018 at 00:19

    Joe Louis !!!

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  73. Lotar   11 settembre 2018 at 00:22

    ALI BOOOMAYE

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  74. Shawn   11 settembre 2018 at 00:25

    Ci vuole coraggio a salire sul ring con la certezza di essere sconfitti… (Rocky Balboa)

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  75. Jude   11 settembre 2018 at 00:27

    Di tutti gli sport, l’unico che ami veramente è la boxe. Certo, è uno sport che a poco a poco va scomparendo. Ma mi auguro che, nei giorni che mi restano da vivere, ci sia sempre da qualche parte un’arena cui poter andare.

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  76. Marcolone   11 settembre 2018 at 16:43

    Grande articolo! Completo

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  77. Paolo Riggio
    Paolo Riggio   11 settembre 2018 at 16:45

    La boxe crea dipendenza!

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  78. Maria   11 settembre 2018 at 16:51

    Quando si è grandi come lo sono io, è difficile essere modesti. Ali

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  79. Fausto   11 settembre 2018 at 16:52

    boxe boxe boxe, i migliori pugili di sempre sono quelli post anni 80 per una serie di motivazioni fisiche

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  80. Francesco B   11 settembre 2018 at 16:54

    Io sono l’America. Sono la parte che non volete riconoscere. Ma vi dovrete abituare a me: un nero molto sicuro di sé, aggressivo. Con il mio nome, non quello che mi avete dato voi, la mia religione e non la vostra, i miei obiettivi.

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  81. Gigione   11 settembre 2018 at 16:54

    Joe Frazier e Foreman che storie con Ali

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  82. AL   11 settembre 2018 at 16:57

    icuramente Ali sarebbe passato alla storia con un’immagine migliore se avesse avuto il coraggio di uscire di scena prima, e se non avesse disputato gli ultimi incontri. Per contro c’è da chiedersi quale sarebbe stata la sua carriera se non fosse stato costretto a interromperla nel momento anagraficamente più importante. S

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  83. Ali   11 settembre 2018 at 17:36

    Ali Boomaye!

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  84. Fred   11 settembre 2018 at 17:37

    Bell’articolo e bellissime anche le foto!

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  85. Guglia   11 settembre 2018 at 17:39

    “Se sono nato pugile? No, altrimenti sarei nato perfetto.” Mike Tyson

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  86. jason   11 settembre 2018 at 17:40

    “Più colpi prendi e più picchi duro, solo che adesso prendi troppi colpi ma non vuoi mollare!”

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  87. Terenzio   11 settembre 2018 at 17:41

    La boxe è qualcosa di innaturale, perchè si fa sempre tutto al contrario

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  88. tito   11 settembre 2018 at 17:43

    Parlare di boxe è parlare di rispetto

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  89. Riccardo   11 settembre 2018 at 19:58

    Foreman?

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  90. Aaron   11 settembre 2018 at 20:01

    Poco da dire la storia di Joe luis e’ la migliore

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  91. Genserico Ricci   15 settembre 2018 at 09:17

    La boxe viene sempre praticata da gente che non sa vivere, che non sa stare al mondo. Non per nulla in Italia è praticata prevalentemente da fascisti

    Rispondi

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