Chagall. Sogno d’amore: la mostra alla Basilica della Pietrasanta

Chagall. Sogno d’amore: la mostra alla Basilica della Pietrasanta

NAPOLI  – Chagall. Sogno d’amore, la mostra dedicata al pittore russo Marc Chagall, ha aperto al pubblico il 15 febbraio e sarà visibile fino al 30 giugno 2019 presso la Basilica della Pietrasanta – Lapis Museum di Napoli. Centocinquanta opere. La narrazione di una vita consacrata all’arte e dell’amore per l’adorata moglie, Bella, che la morte strappò alla terra troppo presto. Una esposizione di acquerelli, dipinti, incisioni e disegni; un’atmosfera onirica, garbatamente surreale; un racconto di fiaba evocativo, come se ogni quadro fosse sul punto di prendere vita e io potessi incedere oltre il perimetro di contenimento della sua cornice, entrando direttamente nella tela.

Chagall
Chagall. Sogno d’amore

Nell’estate del 2017, le opere di Chagall furono esposte a Sorrento. “Vorrei andarci. Se manco questa occasione, la prossima potrebbe non ripresentarsi tanto presto” ricordo di aver detto alla persona che era lì, accanto a me, il giorno in cui lessi la notizia. Conservo una bella immagine di quel momento, del viaggio in auto e della conversazione che ne seguì. Un’immagine fatta di cose piccole, ma pertinaci; di dettagli che restano ormeggiati alla memoria come fa la barca con il porto. Il mio desiderio, tuttavia, non trovò esaudimento e perciò dovetti pazientare rimandando, a data da destinarsi, la possibilità di ammirare da vicino le opere del mio pittore preferito. All’epoca non potevo presentire che il 14 febbraio di due anni dopo, nella Basilica della Pietrasanta di Napoli, avrei contemplato a palmo di naso 150 tra i dipinti dell’artista biellorusso, godendone la bellezza in occasione della conferenza stampa che ha introdotto la mostra Chagall. Sogno d’amore, a lui dedicata: a meno di due settimane dalla sua inaugurazione, la rassegna si è già rivelata un grande successo.

Chagall
Il gallo viola. Chagall. Sogno d’amore

Molti conosceranno Notting Hill, il film del 1999 diretto da Roger Mitchell. Nella pellicola, Anna Scott – interpretata da Julia Roberts – vede una stampa de Le Mariée, il celebre olio su tela di Marc Chagall, che Hugh Grant – nei panni di William Thacker – tiene nel suo appartamento e, tempo dopo, gli fa dono della tela originale. Nel dipinto è ritratta una giovane sposa in abito rosso, con un uomo che le sistema il velo bianco sul capo e, a sinistra della stessa, una capra che suona il violino. L’opera sembrerebbe indicare la “nostalgia di ciò che si è perduto”.

 “Ti piace Chagall?” le domanda Hugh Grant.

“Tanto. Ti mostra come dovrebbe essere l’amore: fluttuare in un cielo blu scuro”.

“Con una capra che suona il violino”.

“Oh sì, la felicità non è felicità senza una capra che suona il violino” chiosa lei.

Per realizzare una copia de Le Mariée, i produttori del film dovettero chiedere l’autorizzazione del proprietario e della Design and Artists Copyright Society. Pare che, alla fine delle riprese, il falso sia stato distrutto: era troppo ben fatto e perciò rischiava di creare problemi sul mercato.

Chagall
Chagall. Sogno d’amore

Diceva di se stesso di essere nato morto, Chagall, alludendo all’incendio che divorò la sinagoga del suo villaggio, Vitebsk, assaltato dai cosacchi il giorno in cui il pittore venne al mondo. Era il 1887. Nei suoi lavori torna spesso il tema dell’infanzia, che egli rappresenta con colori acuti, scintillanti, sebbene l’avesse trascorsa in condizioni difficili, date le vessazioni esercitate dall’Impero zarista sugli ebrei russi: il legame con i nonni; i giorni di scuola; il ritorno a casa del padre, mercante di aringhe; le conversazioni con la madre; lo studio del violino; la consapevolezza del suo destino di pittore. Lascia ai posteri documentazione di queste sue memorie non soltanto nelle opere pittoriche, ma anche nell’autobiografia del 1923 – La mia vita – che illustrò personalmente e che, dapprima scritta in russo, fu pubblicata a Parigi nella traduzione della moglie, Bella Chagall. Da giovane si appassionò alla lettura della Bibbia, che approfondì alacremente dedicandovi buona parte della sua produzione artistica. In lui, realtà ed immaginazione si rincorrono, tallonandosi lungo margini precari, e così disorientando e innamorando lo sguardo indagatore di chi osserva. Guardare un quadro di Chagall è camminare dentro un sogno, dentro un’allucinazione che disarma e dalla quale non senti il bisogno di salvarti. In linea con questa idea, all’interno della Basilica della Pietrasanta di Napoli, è stata allestita la DREEM ROOM – realizzata da Art Media Studio di Firenze – uno spazio interamente rivestito da superfici riflettenti. Gli specchi sono disposti sopra il pavimento, lungo le pareti e sul soffitto: da questo pendono sottili mantelle di stoffa sulla cui trama un proiettore rimanda i disegni di Chagall. I teli formano un minuscolo labirinto di corridoi che lo spettatore attraversa, camminando a passi piccoli, misurati. La sensazione di muoversi dentro uno dei dipinti del pittore biellorusso è incredibilmente vivida, tangibile, impossibile da rendere col solo uso delle parole: colori e forme danzano sopra la testa, sotto i piedi, tutto intorno. Ci si sente sospesi, fluttuanti.

Chagall
Chagall. Sogno d’amore

Il percorso espositivo Chagall. Sogno d’amore si compone di 150 opere, provenienti da collezioni private e perciò generalmente non accessibili al grande pubblico; è curato da Dolores Duràn Ucar, organizzato e prodotto dal Gruppo Arthemisia, cui si deve anche la mostra su Escher che, inaugurata il 1 novembre 2018 al PAN, in via dei Mille, continua a battere ogni record di visitatori. Chagall. Sogno d’amore ha ottenuto il patrocinio del Comune di Napoli, il sostegno dell’Arcidiocesi di Napoli, ed è in armonia con la sezione San Luigi della Pontificia Facoltà Teologica dell’Italia meridionaleScuola di Alta Formazione di Arte e Teologia, della Rettoria della Basilica di S. Maria Maggiore alla Pietrasanta e dell’Associazione Pietrasanta Polo Culturale ONLUS. Contestualmente, nella cripta e nel sottosuolo della chiesa di Santa Maria Maggiore alla Pietrasanta, presso il Lapis Museum, sono allestite le mostre Sacra Neapolis – culti, miti, leggende in sinergia con il MANN – Museo Archeologico Nazionale di Napoli – visibile fino al 15 settembre; e Napoli: storia, arte, vulcani con l’Osservatorio Vulcano, fino al 30 marzo. Lo sponsor della mostra è Generali Italia; Special Partner Ricola McArthurGlen – La Reggia Designer Outlet, sponsor tecnico Trenitalia. L’evento è consigliato da Sky Arte. Charity Partner Susan G. Komen Italia. Catalogo edito da Arthemisia Books.

Con Chagall. Sogno d’amore il Gruppo Arthemisia e Komen Italia presentano un progetto di sensibilizzazione attiva legato alle mostre d’arte L’Arte della solidarietà – che muove nella direzione della lotta contro i tumori al seno. Komen Italia è una organizzazione di volontariato: da anni porta avanti questa difficile battaglia che, nel nostro Paese, investe una donna su otto. Arthemisia le devolverà parte degli incassi derivanti dalla vendita dei biglietti di ingresso alle mostre, così che possano essere usati a beneficio dei programmi di assistenza e cura destinati alle persone colpite dalla malattia.

Quello che ci auguriamo è che le nostre mostre, oltre a portare la bellezza nel cuore della gente, possano servire anche ad aiutare chi è rimasto indietro. È un piccolo gesto per tendere la mano al prossimo e per unire i nostri visitatori in una grande comunità formata da belle persone” ha dichiarato Iole Siena, Presidente di Arthemisia.

Ci sentiamo davvero fortunati a poter affiancare Arthemisia in questo progetto sociale che partendo dall’amore per l’arte porta salute e solidarietà a donne che vivono in condizioni di difficoltà” spiega Riccardo Masetti, Presidente della Komen Italia.

Chagall
Marc Chagall e Bella Chagall

Chagall. Sogno d’amore si divide in cinque sezioni: Infanzia e tradizione russa; Sogni e fiabe; Il mondo sacro, la Bibbia; Un pittore con le ali da poeta; L’amore sfida la forza di gravità. Nella prima sezione, Infanzia e tradizione russa, è esposto Villaggio Russo. Il dipinto illustra una scena di Vitebsk, la città natale di Chagall, a cui non mancò mai di tornare col pensiero. Nel quadro, due costruzioni in legno, una rossa e l’altra azzurra, stanno in primo piano, separate da una strada ricoperta da un manto di neve. Sullo sfondo, la cattedrale dell’Assunzione e una slitta trainata da un vitello, che taglia i cieli del paese. In Sogni e fiabe, si percepisce la vicinanza del pittore al poeta francese Jean de La Fontaine, specie nella profonda fascinazione che esercitavano, su di lui, gli animali – vitelli, maiali, rane, formiche, galli e volpi – nei quali si imbatteva abitualmente, da bambino. Il mondo sacro, la Bibbia racconta il rapporto di Marc Chagall con la religione. Accompagnato dalla famiglia, l’artista intraprese un pellegrinaggio in Terra Santa: l’intensa suggestione che i luoghi della Palestina generarono in lui, fu motivo di ispirazione. Nella sezione specificamente destinata, la mostra espone una serie di incisioni colorate a mano e due gouache – In cammino l’asino rosso e Davide e Golia – realizzate tra gli anni 70 e 80.

Chagall
Chagall. Sogno d’amore

Un pittore con le ali da poeta è l’espressione usata da Henry Miller per definire Chagall: la quarta sezione è dedicata alla letteratura e ai numerosi testi che egli illustrò nel corso della sua carriera, stringendo legami d’amicizia con autori celebri come André Salmon, Max Jacob, Guillaume Apollinaire, per citarne alcuni. Chagall amò anche il circo, le atmosfere circensi, l’arte degli acrobati. In mostra è presente la gouache Il pittore e l’acrobata, ad esempio. “Per me il circo è uno spettacolo magico che passa e scompare come un mondo” era solito dire. La quinta sezione, L’amore sfida la forza di gravità, rimanda a quella sensazione di romantica volatilità che si prova quando il sentimento d’amore ci sorprende. Il percorso espositivo allestito alla Basilica della Pietrasanta consente di ammirare, tra gli altri, Il gallo viola: una sposa galoppa su un destriero verde mentre l’arlecchino le offre in dono un mazzo di fiori. Tutti temi cari a Marc Chagall che fu, senza dubbio, il pittore dell’amore. Amò intensamente la sua esistenza, sebbene attraversata da avvenimenti storici luttuosi, come le due guerre; amò Dio e gli animali; amò la natura; amò sua moglie, Bella, che morì a causa di una infezione virale. Il giorno stesso in cui la conobbe – correva l’anno 1909 – egli seppe che l’avrebbe sposata, come se l’avesse incontrata in altre vite prima di quella, come se a legarli fosse un sentimento non declinabile col linguaggio terreno, un amore sovrannaturale, appartenuto a un altro tempo e ritrovato in questo. Fu il “poeta della gioia nonostante tutto”, di un universo intimo, personalissimo e originale, in cui i personaggi galleggiano, le capre suonano, gli amanti si sposano sotto baldacchini di fiori. È per questa ragione, è per questa destinazione di fede in tutte le creature viventi che Chagall. Sogno d’amore vi commuoverà. In un suo testo, Dolores Duràn Ucar – la curatrice della mostra – ricorda le parole dell’artista: “Un bel giorno (ma tutti i giorni sono belli), mentre mia madre con la pala stava infornando il pane, la afferrai per il gomito bianco di farina e le dissi: ‘Mamma, voglio fare il pittore'”.

E così fu.

Informazioni utili

Titolo: Chagall. Sono d’amore

Luogo: Chiesa di Santa Maria Maggiore della Pietrasanta, in Piazzetta Pietrasanta – Napoli

Data: dal 15 febbraio 2019 al 30 giugno 2019

Orari di apertura
Tutti i giorni 10.00 – 20.00
(la biglietteria chiude un’ora prima)

Biglietti
Intero con audioguida €15,00
Intero €14,00

Ridotto con audioguida €13,00
Ridotto €12,00

Ridotto bambini con audioguida €7,00
Ridotto bambini €6,00

GRUPPI

PROMO PRIMO MESE
per gruppi e scuole che visitano la mostra entro il 15 marzo
Gruppi €9 a persona (anziché €10)
Scuole €4 a studente (anziché €5)
Scuole dell’infanzia €2 ad alunno (anziché €3)

Info e prenotazioni
T. +39 081 1865941

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Antonia Storace

Antonia Storace

Ho dipinto di bianco una delle pareti di camera mia e, simile ad una giunonica tela, le ho affidato un pezzo della mia storia. Ora, sul suo perlaceo candore, una scritta vestita di nero contrasto danza come fosse sospesa nel vuoto: “La scrittura è stata la mia fonte della giovinezza, la mia puttana, il mio amore, la mia scommessa” (C. Bukowski).
Scrivere è il mio verbo all’infinito. Il mio infinito in un verbo: un destino che ti porti addosso, ti abita la pelle e dal quale non puoi fuggire.
Antonia Storace

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