Climbing Iran. Una storia di speranza per superare i limiti

Climbing Iran. Una storia di speranza per superare i limiti

ROMA – Presentato con successo ieri alle ore 18.30, al Punto Einaudi Merulana (Largo di Sant’Alfonso, 3) il film-documentario in lavorazione Climbing Iran, di Francesca Borghetti, prodotto con Nanof e incentrato sulla storia di Nasim Eshqi, alpinista e climber iraniana capace di aprire vie su roccia e unica donna professionista che pratica all’aperto in Iran, dove ha all’attivo diverse prime ascese e aperture di vie. 

L’evento, a ingresso libero, è stato un’occasione per riflettere su diverse tematiche tra cui l’Iran, la montagna e l’arrampicare con il suo profondo significato simbolico. Autorevoli relatori in dialogo, insieme a Francesca Borghetti, autrice e produttrice del documentario, sono stati Antonello Sacchetti, giornalista ed esperto del Paese mediorientale, Parisa Nazari dell’Associazione culturale Alefba, e lo scrittore e alpinista Stefano Ardito.

Scalare le montagne ha di per sé il valore simbolico della sfida personale per superare i propri limiti, ha affermato Borghetti, all’esordio nella regia di un lungometraggio, penso che Nasim possa raccontarci qualcosa di nascosto che anima le donne iraniane di oggi e che sfugge all’abituale “discorso” sull’Iran, ma anche sul potere della montagna, che riposiziona l’uomo di fronte ai suoi limiti e relativizza la sua smania di controllo, l’onnipotenza delle sue ideologie.

Il film-documentario Climbing Iran sarà girato prevalentemente in Iran, ma anche in Trentino.  Per finanziare parte delle riprese in Medio Oriente e sostenere il documentario, finalista al Premio Solinas 2017, al PerSo 2017 e a Visioni Incontra 2017, è in corso su Eppela la campagna di crowdfunding.

Nasim Eshqi Nata e cresciuta a Teheran ed ex campionessa di Kick Boxing, Nasim è un’alpinista e climber iraniana esperta in arrampicata all’aperto in Iran. È l’unica donna professionista che pratica all’aperto in Iran, dove ha all’attivo diverse prime ascese e aperture di vie, così come in Armenia, Georgia, India e Turchia. Come autodidatta è riuscita a raggiungere il livello 8B in parete. Insegna la pratica dell’arrampicata all’aperto, in particolare ai giovani.

Francesca Borghetti Con un background in Antropologia Culturale, Francesca si occupa di documentari dal 2000, ed ha maturato esperienza nell’ideazione, scrittura, produzione, regia di prodotti audiovisivi in particolare nel documentario narrativo. Ha collaborato a lungo con DocLab, Fabulafilm e Babel Tv. Tra gli ultimi lavori, ha firmato come autrice la serie doc Dancing Stories prodotta da Rai 5,  e come autrice e regista la serie doc Un mondo di Donne, prodotta da Userfarm per Rai Storia.

Antonello Sacchetti Giornalista, blogger, appassionato di Iran. Dal 2012 cura il blog Diruz. L’Iran in italiano, da lui fondato. Per Infinito Edizioni ha pubblicato I ragazzi di Teheran (2006), Misteri persiani (2008), Iran. La resa dei conti (2009), Trans-Iran (2012), La rana e la pioggia (2016).

Stefano Ardito Fotografo, regista di documentari, autore di numerosi libri sulle montagne d’Italia e del mondo, escursionista, alpinista e viaggiatore (ha percorso i sentieri delle montagne di tutto il mondo tra cui Himalaya, Karakorum, Borneo, montagne dell’Africa, Messico, Aconcagua, Patagonia, parchi degli USA e del Canada, massicci del Mediterraneo ecc.). È una delle firme più note del giornalismo di montagna e di viaggi italiano.

Parisa Nazari Attualmente lavora come farmacista e interprete ed è membro del consiglio direttivo dell’associazione culturale italo-raniana Alefba, che da più di dieci anni diffonde l’arte, la musica e la letteratura persiana in Italia. Parisa Nazari è anche una persona-libro dell’associazione Donne di Carta. Ha inoltre fondato, insieme ad altre donne iraniane e italiane, l’associazione culturale e di promozione sociale Donne per la Dignità.

Nanof Società di produzione indipendente, fondata da Lorenzo Garzella e Filippo Macelloni  nel 2001 a Roma. Si occupa di cinema, progetti cross-mediali, cortometraggi, installazioni, televisione. Ha realizzato progetti cinematografici e tv distribuiti in Italia e all’estero e sviluppa progetti di documentario creativo su temi della società contemporanea, la cultura, lo sport, l’arte, la storia

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Stefano Maria Pantano

Stefano Maria Pantano

Et unum facere et aliud non omittere! Ricordo con affetto queste parole, che uno dei miei più cari maestri di prima gioventù amava ripetermi. Non sempre però riesco a mettere in pratica il prezioso precetto dei padri latini, essendo io alla perenne ricerca di un equilibrio e di una pace mai trovata. Mi dibatto tra vari interessi che vanno dallo studio al teatro (visto e recitato), dallo sport alla scrittura cercando la mia stella. Fisicamente a metà fra l’atleta e il topo da biblioteca, ma sempre più tendente verso il secondo, la mia eterna preoccupazione è che quello che faccio sia fatto degnamente, secondo un’espressione orientale che mi sta molto a cuore: kung fu (“lavoro molto duro praticato con abilità e sacrificio”).
Stefano Maria Pantano

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