Fuorisalone 2016: alla scoperta del gioiello contemporaneo

Tra oggetti di design, installazioni, performance e cooking show, Milano è pronta ad accogliere, dal 12 al 17 aprile, oltre 1000 eventi per la Design Week 2016.  Non solo arredamento, architettura e arte tra i numerosi appuntamenti che si svolgeranno in tutta la città, ma anche gioielli contemporanei per gli appassionati di questi tesori sperimentali. Ecco una mia piccola selezione, che parte proprio dal punto nevralgico di via Tortona.

Oltre trenta i brand di design e moda presenti al Temporary Shop di Natura Donna Impresa al NHow Hotel di via Tortona 35. Qui i veri design addict potranno scoprire straordinarie collezioni di accessori, abbigliamento e design, pezzi unici e ricercati. Tra i designer di gioielli segnalo: Giorgia D.Bijoux, Look at the Cat, Lora Nikolova Bijoux&Art, Metalica, Minnie’s Jewels, Natural Jewel by Elena Capra, Pontani Bijoux, Rebirth Italy e Simona Girelli. L’evento promuove da anni l’imprenditoria green italiana, mettendo in rete donne che operano secondo principi di sostenibilità e che investono e progettano in Italia.  (www.naturadonnaimpresa.com)

Sempre in via Tortona, ma al numero 26, trovate la mostra SHADOWS 2016, che vede protagonisti il gioiello, in tutta la sua bellezza, e il design puro degli allestimenti, curati da Plano, in un gioco tra luci e ombre. Tra gli orafi di Spazio Tortona 26: Alessandro Averla, Sheila Cunha, Mikky Eger, Antonella Ferrara, Caterina Galvano, Stella Gnesutta, Marinella Inzirillo, Haruko Ito, Andrea Lazzerini, LIMODORO, Luigisalagioielli, Simona Materi, Francesca Mazzotta, Maria Luisa Palazzo, Lorenzo Pepe, Daniela Repetto.
Oltre ai singoli orafi quest’anno ci sarà la presenza anche della Scuola Orafa Ambrosiana e della Galleria Rossini con gli artisti Luce Delhove, Anna Maria Grandi, Marco Malanchin, Marco Picciali, Marco Rossini, Luciana Satta, Paola Tomasini e Vanesi.

La Galleria Rossini (viale Monte Nero 58), inoltre, per il Fuorisalone ospita nei suoi spazi la mostra Un viaggio nel gioiello contemporaneo, dedicato ai luoghi lontani e alle culture diverse. In mostra i vincitori di Ridefinire il Gioiello e di Gioiellodentro: Nelly Bonati (nel nel), Valentina Cecconi (Filiforme), Quasi Caramelle, Emanuela Mezzadri, Pasa Gioielli, Gabriella Poglianich, Elisabetta e Daniela – gioielli in pietra di Vicenza e Simone Frabboni. (www.galleriarossini.it)

In mostra al Museo Poldi Pezzoli (via Alessandro Manzoni 12) la collezione Ludus dell’architetto e designer Francesca Mo, che partecipa all’esposizione  Quasi segreti. Cassetti tra Arte e Design a cura di Beppe Finessi, un interessante tema, dedicato a cassetti e cassettiere,  che spazia tra creatività e sperimentazione. (www.museopoldipezzoli.it)

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Sonia Catena

Viaggiatrice accanita e affamata di moda, arte e design, mi sposto costantemente sulla penisola italiana dal 2004, anno in cui dopo la maturità decisi di trasferirmi a Rimini e poi a Bologna per  l’Università. Con una laurea in moda e una specialistica in arte contemporanea amo creare delle interconnessioni fra queste discipline per organizzare eventi culturali a Milano. La tesi in semiotica mi ha insegnato a guardare il mondo con un’altra prospettiva e da lì è nato il mio progetto Ridefinire il Gioiello.  Affianco all’attività di curatela quella di addetta stampa, comunicazione e docenza (LABA di Rimini, “Fashion Writing”  IED – Firenze). La mia parola d’ordine? Scoprire sempre qualcosa di nuovo, ridefinire un sistema e rivoluzionarlo. Ho un’insaziabile bisogno di libertà d’espressione e di uscire dai tracciati tradizionali per organizzare costantemente nuovi eventi e progetti. Amo viaggiare di paese in paese e spaziare con la mente, chi mi conosce ha quasi paura quando dico “mi è venuta un’idea!”. Chiusa in ufficio o fare un lavoro di routine mi rende una mina vagante, mi sento una libera professionista sino al midollo, una ricchezza che mi permette di avere continuamente stimoli e idee. Il treno è la mia seconda casa, la prima non lo so ancora se a Milano, Bologna, Rimini, Firenze o Roma. La frase che mi rappresenta? “Le mine vaganti servono a portare il disordine, a prendere le cose e a metterle in posti dove nessuno voleva farcele stare, a scombinare tutto, a cambiare piani” dal film Mine Vaganti di Ferzan Özpetek.
Sonia Catena

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