Giacomo Balla trova il suo spazio ideale a Palazzo Merulana

Giacomo Balla trova il suo spazio ideale a Palazzo Merulana

ROMA – Venerdì 31 Maggio ricorre un anno dall’apertura del meraviglioso spazio di Palazzo Merulana e qui raccontiamo come potete festeggiare questo anniversario. Inoltre potrete godere ancora per qualche settimana, (fino al 17 giugno 2019) della mostra di un Giacomo Balla inedito, romantico e realista che fornisce una visione della moda del tempo anche attraverso le fotografie di Elio Luxardo.

Il restauro e l’apertura di Palazzo Merulana compie quasi un anno. Un progetto di riqualificazione del palazzo in stile umbertino ha dato vita a questo spazio espositivo, ex sede dell’Ufficio d’Igiene all’Esquilino, nel pieno centro di Roma e a pochi passi dal Colosseo. La famiglia di costruttori e collezionisti Cerasi, capitanata da Elena e Claudio Cerasi ai quali è intitolata la Fondazione che ha sede nel palazzo, mostra la prestigiosa collezione di opere d’arte italiana del primo Novecento.
Si rimane affascinati sin dall’ingresso dell’imponente costruzione. Accolti in un ampio salone con un accogliente bar e tavolini, lo spazio del piano terra si apre con grandi vetrate che rendono ancora più luminoso l’ambiente interamente dipinto di bianco. Lo spazio, da una parte, si affaccia su Via Merulana, e dall’interno si apre su un verdeggiante cortile, vivibile nella bella stagione.
I circa 2mila metri quadrati, mostrano nei vari piani i diversi periodi storico-artistico della Scuola Romana e dell’arte Italiana tra le due guerre tra cui opere di Donghi, de Chirico, Cambellotti, Capogrossi, e altri. La Galleria del Palazzo dove abbiamo potuto ammirare la mostra di Giacomo Balla è al terzo piano.

BALLA a Palazzo Merulana

Inaugurata a fine marzo, avrete tempo fino a metà giugno di ammirare a Palazzo Merulana Giacomo Balla. Dal Futurismo astratto al Futurismo iconico,  una mostra curata da Fabio Benzie.

E’ uno sguardo inedito e romantico di questo grande artista del primo ‘900 che in genere ricordiamo solo per il suo fondamentale contributo al movimento Futurista. Come sappiamo Giacomo Balla è tra i primi protagonisti del divisionismo italiano, quando nei primi anni del ‘900 comincia a dipingere quadri di matrice pointilliste, senza aderire pienamente al programma dei suoi massimi esponenti. Diviene poi un esponente di spicco del Futurismo, firmando con Marinetti e altri tra cui Boccioni, Carrà e Russolo, i manifesti che sancivano gli aspetti teorici del movimento, il primo nel 1909 e in particolare nell’anno seguente, il Manifesto dei pittori futuristi. Dopo diversi anni di coinvolgimento attivo, nel 1937 scrive una lettera al giornale Perseo con la quale si dichiara estraneo alle attività futuriste: le opere degli anni ‘30 sono contrassegnate da un ritorno, seppur innovativo, alla figurazione, che qui troviamo esposte.

Fortunato Depero mostra BALLA

Il percorso ci introduce all’artista con un quadro di Fortunato Depero con il quale Giacomo Balla collaborò per il manifesto della Ricostruzione futurista dell’Universo e dove trovavano spazio le parole in libertà in una loro dichiarazione “realizzare una fusione totale per ricostruire l’universo rallegrandolo” dando seguito anche alle idee del giocattolo futurista e del vestito trasformabile come possiamo vedere in questa immagine.

BALLA a Palazzo Merulana
Io alla mostra di BALLA accanto al ritratto di Primo Carnera a Palazzo Merulana

Da qui il percorso a il suo apice con il famoso dipinto di Primo Carnera del 1933 ispirato alla foto di Elio Luxardo che ritrae il pugile quando diventò Campione del Mondo nel 1933 e fu pubblicato sulla prima pagina della Gazzetta dello Sport. Quest’opera di Giacomo Balla è frutto di un’eccezionale intuizione artistica. Qui il Maestro futurista realizza un confronto diretto tra l’immagine dipinta e quella del rotocalco realizzando una tecnica che ci riporta alla retinatura di stampa, applicando al fondo del dipinto una rete di metallo su cui poi dipinge. L’effetto della retinatura, non solo è identico a quello prodotto dalle immagini a stampa dei giornali e quello della fotografia, (così come oggi diremmo quello dei pixel), ma crea un precedente rispetto all’universo figurativo dell’artista, protagonista con Andy Warhol della pop art americana, Roy Lichtenstein.

BALLA Primo Carnera

Straordinario è anche il gusto estetico esaltato dalla sua pittura che interpreta l’immaginario suscitato dal cinema e dalla fotografia di moda. In questo spazio infatti, l’esposizione mette a confronto le fotografie di Elio Luxardo con le dive del tempo, affiancando immagini che immortalano espressioni e movenze, eleganza e stile, ai dipinti di Giacomo Balla. Nei suoi ritratti, grazie all’uso magistrale della luce, esplode la vividità del colore. Come nella Galleria del Palazzo al terzo piano, dedicata alla mostra appunto, che ci accoglie con i ritratti della sensuale showgirl e ballerina italiana del teatro di rivista degli anni quaranta Marisa Maresca.

In questa mostra viene proposto infatti il passaggio di stile di Giacomo Balla che sperimenta tecniche attraverso le immagini esaltate dai media dell’epoca, dando luogo a quel fil rouge della nascente iconicità dei divi mediatici, dello sport come del cinema, realizzate da grandi fotografi come Luxardo e Ghergo. Qui si possono ammirare, ancor prima delle testate del Futurismo, le riviste dell’epoca accanto alle sue opere eseguite con la tecnica a retinatura. È evidente che Balla studiasse un possibile sviluppo e rinnovamento del Futurismo trovando ispirazione, in sintonia con la sensibilità quotidiana della gente, nell’immaginario suscitato dal cinema, dalla fotografia di moda e di attualità, che quotidianamente si sfoglia su riviste patinate, che è simultaneamente guardata e imitata da milioni di persone.
L’“avanguardia” del gusto è una sorta di immaginario di massa, di “avanguardia di massa”, concetto che egli sottolinea in un proclama futurista pubblicato nel 1930.

Giacomo Balla a Palazzo Merulana

In mostra si riuniscono, oltre ad alcuni dipinti più esplicitamente futuristi eseguiti negli stessi anni, la donna dalla lunga collana di perle dove lo sfondo investe essa stessa di fasci di luce. Bionbruna del 1926 è il simbolo di quel suo ritorno al figurativo, esplicitato qui nelle forme chiare e dai colori tenui, metallici e dorati. Dello stesso anno è infatti Vaprofumo (dove dipingerà, sul retro dell’opera del 1926, Primo Carnera nel 1933). Qui il soggetto è tipicamente futurista nell’evocare l’impressione olfattiva che si sprigiona da un flacone di profumo, ma la delicatezza cromatica è la stessa del ritratto della donna con la collana di perle.

Giacomo Balla. Dal Futurismo astratto al Futurismo iconico

Giacomo Balla. Dal Futurismo astratto al Futurismo iconico
Dal 21 marzo al 17 giugno 2019
Intero 10.00 €
Ridotto 8.00 €
giovani under 27, adulti over 65, insegnanti in attività, appartenenti a gruppi convenzionati
Gratuito
bambini under 7, un insegnante ogni 10 studenti, un accompagnatore ogni 10 persone, disabile con accompagnatore, guide turistiche con patentino anche in occasione di sopralluogo
biglietto della mostra
Intero 5.00 € + biglietto di ingresso alla mostra (Intero 10€; Ridotto €8)
Ridotto 4.00 € per possessori della Palazzo Merulana Pass (accesso alla mostra gratuito)
Acquista il biglietto per la visita guidata
Visite didattiche alla mostra. Didattica su prenotazione per gruppi e scuole €100.00

Fondazione Elena e Claudio Cerasi

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Fabiola Cinque

Napoletana fino alla milionesima generazione (dal 1.400), nobile d’animo ma non più per albero genealogico, viaggiatrice e curiosa delle bellezze e delle stranezze del mondo riporto tutte le mie impressioni attraverso tutti i sensi che abbiamo e che vogliamo usare. Di estrazione e definizione “fondista”. Azzurra di nuoto per tutte le distanze più lunghe e massacranti che vi possono venire in mente. La fatica è il mio karma. Mai nulla regalato, tutto conquistato. La comunicazione e la pubblicità sono la mia anima, la moda la mia vita presente e futura. Vivo in un paese bellissimo dal quale desidero sempre di allontanarmi, per tornare e riassaporare i profumi ed i sapori. La mentalità e l’amore sono anglosassoni, ma d’altronde si sa, i Borboni sono stati dominati dai francesi come gli inglesi e gli spagnoli, quindi le mie origini ed il mio essere è globale, sono bastarda dentro.
Fabiola Cinque

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