Main Section e Modernity, ArteFiera si rinnova

Main Section e Modernity, ArteFiera si rinnova

BOLOGNA – Apre il 2 Febbraio l’edizione 2018 di Arte Fiera nel cuore del quartiere fieristico di Bologna: Arte Fiera rappresenta la fiera d’arte moderna e contemporanea di più lunga tradizione in Italia, da 42 anni autorevole fulcro del mercato dell’arte nazionale.

Sono 151 le importanti gallerie chiamate a trasformare i padiglioni 25 e 26 di BolognaFiere in grande piattaforma di arte e dibattito su moderno e contemporaneo, numero volutamente ponderato nell’ottica di mantenere alta la qualità della manifestazione, a cui si aggiungono 30 espositori legati a editoria, grafica e creatività, per un totale di 182 presenze.

Con grande attenzione rivolta specificamente al panorama delle gallerie italiane, Arte Fiera 2018 mantiene il suo ruolo di fiera nazionale per eccellenza, puntando a rafforzare il proprio posizionamento “colto”, che si inserisce perfettamente nel tessuto cittadino di Bologna valorizzandone così la sua migliore tradizione di città “dotta”, capace di focus critici così come di momenti sperimentali.
Angela Vettese, al suo secondo anno di direzione artistica della manifestazione, mantiene il taglio curatoriale della fiera proseguendo la svolta avviata nel 2017, arricchendo al contempo la kermesse di fondamentali momenti di approfondimento dedicati sia ai singoli artisti che alla riflessione teorica.

La veste grafica è affidata anche quest’anno allo Studio Andrea Lancellotti, con cui si è scelto lo sguardo come tema portante: sta agli occhi del visitatore costruire il proprio itinerario di elezione, oltrepassando generi, tecniche e tendenze.

Arte Fiera 2018  si articola in Main Section con 107 gallerie, Solo Show, selezione di mostre monografiche, con 28 gallerie, Photo, selezione di gallerie di fotografia a cura di Andrea Pertoldeo con 12 gallerie,  Nueva Vista, dedicata a gallerie che intendono presentare artisti, non necessariamente giovani, meritevoli di un’attenzione critica, curata da Simone Frangi con 4 gallerie, per un totale di 151 presenze. Questo numero, come già nella precedente edizione, è stato volutamente tenuto entro un certo limite a favore della qualità.

A ciò vanno aggiunti 22 espositori nel campo dell’editoria, collocati entro i due padiglioni e ulteriori 10 nell’area Printville, spazio d’incontro che accoglie riviste da tutto il mondo e affianca le migliori energie italiane specializzate in editoria, grafica, fotografia, ceramica e altro a cura di Amedeo Martegani, posizionata al centro servizi.

L’insieme della Fiera sarà improntato a degli approfondimenti riguardo alle opere e agli autori. La Main Section vedrà inoltre gli approfondimenti della nuova sezione Modernity, il cui concept si rintraccia nell’etimologia del termine: Modernity non solo come arte moderna, correntemente intesa come arte del primo Novecento, ma come attualità, dalla radice latina. All’interno degli 11 stand, i visitatori potranno ammirare piccole mostre personali di artisti meritevoli di uno sguardo più attento. Lo scopo è quello di creare un percorso tra artisti diversi per epoca, nazionalità e movimento di afferenza, accomunati dal fil rouge della peculiare rilevanza che distingue il loro lavoro e dal coraggio dei galleristi che hanno deciso di presentarli.

Sono stati pertanto selezionati:

Galleria Alessandra Bonomo • Joan Jonas USA 1936)
Galleria Maurizio Corraini • Giosetta Fioroni (Italia 1932)
Galleria De’ Foscherari • Gianni Piacentino (Italia 1945)
Galleria Umberto di Marino • Eugenio Spinoza (Venezuela 1950)
Galleria Six • Terry Atkinson (Gran Bretagna, 1939)
Guastalla Centro Arte • Marino Marini (Italia 1901-1980)
Galleria Guidi & Schoen • Olivo Barbieri (Italia 1954)
Galleria Michela Rizzo • Martino Genchi (Italia 1982)
Nuova Galleria Morone • Maria Lai (Italia 1919-2013)
Prometeogallery • Regina José Galindo (Guatemala, 1974)
Studio Guastalla • Emilio Isgrò (Italia 1937)

Le sezioni, come lo scorso anno, nell’area espositiva sono state mescolate tra loro a eccezione del gruppo Nueva Vista. La direzione artistica ritiene infatti che qualsiasi distinzione tra moderno e contemporaneo non sia più affidabile: che posto spetterebbe, per esempio, ad artisti che fanno parte dell’ambito concettuale e la cui vita si è conclusa da tempo? Come dovrebbero essere collocate gallerie che si concentrano sul primo Novecento, ma che propongono anche artisti giovani? Inoltre una divisione netta tra stand con mostre personali e stand con installazioni collettive finirebbe per rendere la visita monotona.

Anche la fotografia quest’anno è stata distribuita all’interno dei padiglioni, non volendo sottolineare alcuna supremazia o differenza tra l’uso delle varie tecniche artistiche. Il presupposto teorico che sottende tale decisione è che l’arte visiva si è guadagnata, nel corso dell’ultimo secolo, una libertà senza precedenti nell’utilizzo del suo modus operandi e dei diversi linguaggi. La commistione anche temporale dei manufatti sottolinea, inoltre, un dialogo fitto tra l’oggi e il passato, capace di stimolare il gioco delle somiglianze e delle evoluzioni.

Si rafforza ulteriormente il legame con la città: la sezione POLIS quest’anno si arricchisce con nuove declinazioni:

  • POLIS / ARTWORKS: comprende installazioni in suggestivi e imprevisti spazi in città, a cura
    di Angela Vettese con il coordinamento di Nicolas Ballario e in collaborazione con alcune
    gallerie che partecipano ad Arte Fiera
  • POLIS / CINEMA: La comunità che viene, a cura di Mark Nash, è una rassegna di film
    che si tiene sia in fiera che al MAMbo e che riflette sull’identità comunista e postcomunista
    di una gran parte della cultura sia bolognese che italiana. Assumendo Pierpaolo Pasolini
    come trait d’union con l’esposizione che lo stesso Nash curò lo scorso anno presso il
    Museo Archeologico, si pone come un’indagine di immagini del passato che ancora hanno
    ripercussioni irrisolte o inconsapevoli sul presente.
  • POLIS / SPECIAL PROJECTS: PERFORMING THE GALLERY, progetto a cura di Chiara
    Vecchiarelli che esplora le potenzialità operative della performance nel contesto culturale,
    politico ed economico del contemporaneo.
  • POLIS / BBQ, coordinato da Mia D. Suppiej, progetto che connette il lavoro di artist run space
    e spazi no profit sorti negli ultimi anni a Bologna e offre uno scorcio sulla scena indipendente
    dell’arte contemporanea in città, con un calendario di mostre, performance e opening.

Tra le novità di questa edizione:
In programma il 2 e il 3 febbraio il convegno internazionale a cura di Angela Vettese con Clarissa Ricci, intitolato Tra mostra e fiera: entre chien et loup, organizzato in collaborazione con l’Università IUAV di Venezia con il patrocinio dell’Università di Bologna, sul tema della crescente ibridazione tra mostre e fiere: un argomento di grande interesse, ma fino a ora poco indagato forse a causa della persistente resistenza di storici, curatori, teorici a mettere in relazione arte e mercato.

Novità anche sul fronte digitale: Arte Fiera lancia quest’anno la sua prima App per iOS e Android, rivolta al pubblico italiano e internazionale, che permette un’esperienza di visita ancora più completa, sia per la fiera che per gli eventi città. E’ previsto anche un concorso rivolto agli utenti che utilizzeranno la App e caricheranno una foto scattata durante la fiera.

Nell’ambito di Arte Fiera, tra i progetti satellite, torna inoltre ART CITY Bologna, il programma istituzionale di eventi e iniziative speciali promosso dal Comune di Bologna in collaborazione con BolognaFiere in occasione di Arte Fiera, con il coordinamento dell’Area Arte Moderna e Contemporanea dell’Istituzione Bologna Musei.  ART CITY Bologna propone quest’anno un programma articolato in un progetto speciale e dieci eventi – tra mostre, installazioni e performance – che esplorano le migliori manifestazioni artistiche e le contaminazioni tra i linguaggi del contemporaneo.
Tutti gli eventi selezionati sono accomunati da alcuni elementi chiave: progetti curatoriali e monografici, ideati specificamente per un determinato luogo. ART CITY Bologna si conferma, dunque, come un progetto pensato dalla città per la città.

Sabato 3 febbraio ART CITY White Night invade la città con centinaia di iniziative per una notte bianca dedicata all’arte, unica in Italia.

Il programma completo è disponibile su www. artcity.bologna.it e www.artefiera.it.

Copyright Marianne Bargiotti photography 2018

ArteFiera2018

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Marianne Bargiotti

Marianne Bargiotti

Nata a Bologna, ex scienziato con la testa nelle nuvole ora fotografa specializzata in Natura e viaggi in tutte le sue declinazioni.

“Attraverso luoghi stranieri per documentarne visivamente l’anima, andando oltre i confini di un turista regolare per catturare le immagini al di là dei punti di riferimento più popolari di un paese. La cultura, la natura, l’essenza di un paesaggio oltre l’immagine da cartolina è quello che ricerco costantemente.” [www.mariannebargiotti.com]

Marianne Bargiotti

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