Ravello Festival, 66esima edizione: il concerto inaugurale

Ravello Festival, 66esima edizione: il concerto inaugurale

RAVELLO – Si apre il 30 giugno alle ore 20.00, con un concerto interamente dedicato alla musica di Richard Wagner, la 66esima edizione del Ravello Festival, la prestigiosa rassegna artistica nel cuore della costiera amalfitana.

Il maestro Esa-Pekka Salonen dirigerà la Philharmonia Orchestra di Londra durante il concerto inaugurale. Direttore d’orchestra e compositore finlandese, Salonen è alla guida della Philharmonia – la celebre formazione inglese fondata nel 1945 dall’impresario e produttore inglese Walter Legge – dal lontano 2008.
Il Preludio all’opera Tristano e Isotta (1865) confluirà nella parte conclusiva dell’opera stessa (la Morte d’amore d’Isotta), introducendo allo spettacolo e raccontando quella che Wagner chiamava «la voluttà estrema: la volontà di morte, la volontà del non essere-più».
Seguirà il brano tratto dalla prima giornata della Tetralogia, L’anello del Nibelungo, la Valchiria (1870), il commovente addio del dio Wotan alla figlia prediletta, la valchiria Brünnhilde, condannata a diventare mortale e ad essere addormentata su una roccia in attesa che l’eroe Sigfrido la desti e la prenda in sposa.
Il concerto wagneriano si concluderà con tre momenti dell’ultima giornata della Tetralogia, Il Crepuscolo degli Dei (1876): l’Alba solenne che saluta l’unione di Sigfrido e Brünnhilde e il viaggio di Sigfrido sul Reno verso il suo funesto destino; la Marcia funebre di Sigfrido; e in ultimo l’Immolazione di Brünnhilde, che si getta tra le fiamme sancendo la fine del tempo degli Dei.
La musica di Richard Wagner è cara da sempre al Ravello Festival: un appuntamento fisso, irrinunciabile, che puntella la manifestazione. Al celebre compositore e poeta tedesco, è infatti dedicato anche il concerto conclusivo affidato alla Deutschen Oper di Berlino, diretta da Donald Runnicles che a Wagner ha consacrato larga parte della sua illustre carriera.

Il calendario musicale della rassegna contempla il ritorno di Valery Gergiev alla guida della sua Mariinsky Orchestra (21 agosto) sul Belvedere di Villa Rufolo, e di Alexander Lonquich sul podio dei giovani talenti dell’Orchestra Nazionale dei Conservatori italiani (25 luglio). Seguirà l’Orchestre Philharmonique de Radio France diretta da Myung-Whun Chung (14 luglio); Jérémie Rhorer con Le Cercle de l’Harmonie (22 luglio); e un doppio appuntamento (18 e 19 agosto), per la Budapest Festival Orchestra e per la bacchetta di Ivan Fischer.
All’Orchestra Filarmonica Salernitana “Giuseppe Verdi” sarà affidato, per il terzo anno consecutivo, il tradizionale Concerto all’Alba (11 agosto) guidato dal giovane e talentuoso direttore americano Ryan McAdams.
Tornano anche i Concerti di Mezzanotte, con i prestigiosi pianisti: Andrea Lucchesini, Sun Hee You, Varvara, Bertrand Chamayou e Federico Colli rispettivamente il 5, 9, 13, 16 e 23 agosto.

La proposta artistica del Ravello Festival nella sezione jazz, intitolata Roots and wings, offre un programma in cui la musica trae ispirazione dalle grandi poetiche del Novecento e ne affronta le questioni irrisolte.
Apre le danze Ivan Lins (10 luglio), icona della musica popular brasileira, il cui repertorio, per l’occasione, verrà ripensato in chiave jazzistica, insieme al gruppo italiano InventaRio, con cui da tempo collabora.
Il festival proseguirà con Tigran Hamasyan (15 luglio), pianista armeno che ha il pregio di mescolare jazz americano, musica tradizionale armena e rock progressivo. Hamasyan presenterà, in esclusiva italiana, il suo concerto in piano solo: “An ancient observer”. Kurt Elling porterà al Ravello Festival l’ultima fatica discografica, The Questions: rileggendo i brani di Bob Dylan, Leonard Bernstein, Paul Simon, condurrà il pubblico dentro i grandi interrogativi della nostra contemporaneità (18 luglio).
La serata del 21 luglio sarà dedicata alla ECM, storica etichetta europea indipendente: un doppio concerto, produzione Ravello Festival. La prima parte vedrà sul palco il progetto “Four Quartets” con musiche composte da Stefano Battaglia, al piano, sui testi poetici di T.S. Eliot interpretati da Theo Bleckmann (Four Quartets è il nome di quattro poemetti tra loro collegati che il poeta e critico statunitense riunì e ripubblicò in un unico libro nel 1943. I poemetti sono divisi in tempi come in alcuni degli ultimi quartetti d’archi di Beethoven). Michele Rabbia, alle percussioni e alle elaborazioni elettroniche, accompagnerà le composizioni di Battaglia. Nel corso della seconda parte, invece, il pianista Django Bates eseguirà una originalissima rilettura dell’opera di Charlie Parker insieme al suo trio più recente, Beloved.
Il pubblico del Ravello Festival potrà riabbracciare Paolo Fresu. Il grande trombettista sarà accompagnato dal gruppo “Mistico mediterraneo” insieme a Daniele di Bonaventura (bandoneon) e si esibirà con il Coro “A Filetta” in un repertorio che unisce canti antichi e brani originali. Sarà presentato in anteprima il disco “Danse mémoire, danse” incentrato sui testi di Aimé Césaire e Jean Nicoli, due eroi corsi. Musica di resistenza e libertà (30 luglio).
La chiusura jazz verrà affidata a Bill Frisell, accompagnato sul palco dalla cantante Petra Haden, con il progetto “When you wish upon a star” dedicato al patrimonio musicale del cinema (1 agosto).

La rassegna artistica del Ravello Festival dedica ampio spazio alla danza. Il primo appuntamento è con Bill T. Jones, da sempre impegnato nella lotta contro i pregiudizi razziali, sessuali e religiosi. Il grande coreografo, in scena con la Bill T. Jones / Arnie Zane Company – compagnia americana multiculturale che ha contribuito all’ evoluzione della danza contemporanea nel mondo – firma una creazione pensata per il palco di Villa Rufolo, che coinvolgerà anche i giovani danzatori campani aderenti al progetto di formazione Abballamm’! (4 luglio), sancendo così, per il terzo anno consecutivo, un simbolico patto generazionale e territoriale.
Canzoni e coreografie per danzare il ’68 sono la trama della giornata multieventi del 5 luglio con happening – See me, feel me – in luoghi diffusi di Ravello (da piazza Duomo a Villa Rufolo, all’Auditorium Niemeyer). La giornata continua con due nuove coreografie di ricerca commissionate dal festival sul tema 2018: apre il napoletano Antonello Tudisco (Act of mercy) per finire con Peggy Untitles 2013-2018, tributo a Peggy Guggenheim, figura emblematica dell’arte moderna, con la coreografia di Michela Barasciutti (compagnia Tocnadanza, nuova produzione per Ravello in collaborazione con VeneziainDanza 2018 – Teatro La Fenice di Venezia – Peggy Guggenheim Collection).
Il 7 luglio, il coreografo principale del Royal Ballet, Wayne McGregor, allieterà il pubblico del Ravello Festival con le sue dinamiche dello spazio e del movimento, portando in scena una serie di coreografie adattate al palcoscenico di Villa Rufolo (tra cui quella tratta dal suo capolavoro Woolf Works, dedicato alla scrittrice Virginia Woolf), insieme ai celebri danzatori: Alessandra Ferri, Federico Bonelli, Herman Cornejo (Royal Ballet, Royal Opera House e American Ballet) e naturalmente i ballerini della Wayne McGregor Company, tra le cinque compagnie di danza più prestigiose al mondo.
L’ètoile italiana Alessandra Ferri torna in Campania dopo molto tempo: giovanissima, a soli 19 anni, venne infatti nominata principal dancer al Royal Ballet, approdando all’American Ballet Theatre su invito del grande Mikhail Barishnikov.
Attesa per 13 luglio, la Giselle rivisitata dalla coreografa sudafricana Dada Masilo, che propone un finale diverso del capolavoro romantico. Originaria di Johannesburg e cresciuta nella township di Soweto, Masilo deve il successo al “remake” di quattro opere appartenenti alla grande tradizione: “Romeo e Giulietta”, “Carmen”, “Lago di cigni” e “Giselle” appunto.
Il 29 luglio entra in scena Svetlana Zakharova, étoile del Balletto del Teatro Bol’šoj di Mosca e del Balletto del Teatro alla Scala di Milano in un altro progetto originale per il Ravello Festival. Zakharova si esibirà con le Stelle del Teatro Bol’šoj di Mosca e del Mariinskij di San Pietroburgo, autentici templi celebrati con i classici intramontabili del balletto romantico, in Russian code, progetto originale Ravello Festival.
Si chiude con un doveroso omaggio a Rudolf Nureyev (per l’80° anniversario della nascita e per il 25° anniversario della scomparsa), protagonisti i Solisti del Teatro alla Scala (che si esibiranno in storici lavori del tartaro volante) introdotti da una coreografia originale commissionata dal festival ad un’altra coreografa napoletana, Luna Cenere (Natural gravitation) dedicata a Isadora Duncan. La serata si intitola Rudy&Isadora.
Anche quest’anno è previsto il progetto di formazione e internazionalizzazione del talento dei giovani danzatori della Regione Campania, Abballamm’!, ideato da Laura Valente con la collaborazione di Gennaro Cimmino, che vede il coinvolgimento dei centri di eccellenza riconosciuti dal MiBACT e dalla Regione Campania e, dal 2017, con la collaborazione dell’Università di Salerno.

I biglietti sono in vendita online sul sito www.ravellofestival.com.
Boxoffice: tel. 089 858422 – boxoffice@ravellofestival.com

Qui le nostre anticipazioni sull’edizione del Ravello Festival

Be Sociable, Share!

Antonia Storace

Antonia Storace

Ho dipinto di bianco una delle pareti di camera mia e, simile ad una giunonica tela, le ho affidato un pezzo della mia storia. Ora, sul suo perlaceo candore, una scritta vestita di nero contrasto danza come fosse sospesa nel vuoto: “La scrittura è stata la mia fonte della giovinezza, la mia puttana, il mio amore, la mia scommessa” (C. Bukowski).
Scrivere è il mio verbo all’infinito. Il mio infinito in un verbo: un destino che ti porti addosso, ti abita la pelle e dal quale non puoi fuggire.
Antonia Storace

Leave a Reply

Your email address will not be published.