Torna Mousèion. Al CAMUSAC di Cassino un nuovo Pinocchio anarchico

Torna Mousèion. Al CAMUSAC di Cassino un nuovo Pinocchio anarchico

CASSINO – Sta per terminare l’attesa per la nuova edizione di Mousèion, il grande progetto artistico creato oltre quindici anni fa dal Teatro di Limosa, la residenza teatrale di Spigno Saturnia (LT) che opera nel Lazio meridionale esplorandone i luoghi e gli aspetti più nascosti. Il 26, 27 e 28 Maggio, nell’inedita cornice del CAMUSAC (museo d’arte contemporanea), andrà in scena Pinocchio, lo spettacolo del rifiuto, scritto e diretto da Enrico Forte. Lo spettacolo, molto ricco di maestranze indipendenti, preannuncia sorprese che vanno ben oltre le usurate rivisitazioni del capolavoro di Collodi

Si appresta a tornare in vesti inedite e del tutto anarchiche il burattino più noto delle narrazioni fiabesche nato dalla penna di Carlo Collodi. Pinocchio, lo spettacolo del rifiuto è infatti il cuore dell’edizione 2017 di Mousèion, progetto-visione nato nel 2000 in seno all’esperienza artistica del Teatro di Limosa, residenza teatrale con sede a Spigno Saturnia (LT).

Dopo aver mosso i primi passi con iniziative quali “antiche vie”, con la direzione di Mario Martone al Teatro di Roma, Mousèion crebbe di anno in anno annoverando la partecipazione di altri importanti protagonisti della scena teatrale italiana e internazionale. Tra Roma, Formia, Sperlonga, Spigno Saturnia, Coreno Ausonio, Ausonia, Gaeta, Cassino furono rivisitati luoghi di particolare interesse storico-archeologico. Questo perché il carattere precipuo dell’arte sviluppatasi in quell’ “arca di collina” che è la residenza di Limosa è la ricerca di un teatro inteso COME luogo. Spazi inesplorati o poco conosciuti o assenti allo sguardo quotidiano, diventano l’essenzialità di una drammaturgia che alimenta il lavoro teatrale. Sono i luoghi di natura, delle chiese sconsacrate, delle dimore storiche, delle aree archeologiche, dei musei in attesa di un teatro che li sveli. Il “luogo abbandonato in attesa dell’evento che lo realizzi” di cui ha parlato Peter Brook.

Mousèion nacque con l’obiettivo di promuovere nel territorio del basso Lazio la scena e le arti performative della contemporaneità  (a vocazione inter-multidisciplinare di teatro, danza, arti visive, teatro itinerante, teatro nelle case), alimentando la propria capacità  di nutrire e nutrirsi nel rapporto con luoghi, spazi, persone, ritmi, nel dialogo con le tradizioni e le culture locali.

Cuore del progetto è l’ospitalità e la residenza d’arte pone il lavoro degli artisti al centro di un processo creativo di scambio con le popolazioni dei territori e il suo significato di relazione. Particolare attenzione è data quindi, alle scritture sceniche che si sviluppano fuori dagli edifici teatrali, nell’attraversamento di più territori e linguaggi espressivi, nella lettura dei luoghi e dei contesti (aree archeologiche, siti urbani e rurali, aree di particolare interesse storico-monumentale, siti specifici).

Il Mousèion non è un edificio, è lo “spazio” di una comunità  che lavora per la custodia del proprio patrimonio culturale e della ricchezza etica di una collettività , in funzione di una cultura dell’accoglienza che possa comprendere il processo creativo come bene comune. L’ecomuseo non è uno spazio al chiuso, ma un territorio delle arti dove, di volta in volta, sono protagonisti gli abitanti, i luoghi e le loro memorie.

Il territorio artistico, geografico, culturale e sociale, intorno a cui si snoda il teatro indipendente di Limosa è il comprensorio del Lazio meridionale, a cavallo delle province di Latina e Frosinone. Da qui, allungando lo sguardo verso Est, si percorre l’antica Via Ercolanea, fino alla pianura del cassinate.

La locandina di Mousèion 2017
La locandina di Mousèion 2017

Nello spirito della ricerca e della sperimentazione sin qui descritte, proprio la città di Cassino ospiterà, il 26, 27 e 28 Maggio, nel contesto scenico d’eccezione del CAMUSAC (nuovo museo d’arte contemporanea sorto nel 2013), questa nuova scrittura drammaturgica su Pinocchio. Il progetto, ricchissimo di maestranze artistiche, è presentato dal Teatro di Limosa, in collaborazione con ResExtensa Dance Company, Collettivo Movement Research, Opera Prima Teatro, Full of Beans, Teatri della Viscosa e Compagnia Teatro Laboratorio di Limosa, con il patrocinio di Consiglio Regionale del Lazio, XVII Comunità  Montana dei Monti Aurunci, Comune di Spigno Saturnia e Comune di Cassino-Assessorato alla Cultura.

Quella del burattino che colmò il desiderio di paternità di un povero falegname sino a desiderare a sua volta di diventare un bambino vero è stata una delle storie che hanno solleticato maggiormente la mente dei registi teatrali e cinematografici. Grande successo riscosse la miniserie televisiva prodotta dalla RAI nel 1972, che vide protagonista un magistrale Nino Manfredi nei panni di Geppetto, seguita molti anni dopo (2002) dalla trasposizione cinematografica con Benigni nel legnoso ruolo principale (si tratta tuttora del film più costoso della storia del cinema italiano).

Non sappiamo dunque quale nuova prospettiva di senso possa ancora aprire il classico collodiano. Nell’intento dell’autore e regista Enrico Forte supponiamo vi sia il desiderio di uno studio sull’autenticità  dell’imperfezione umana, con le sue debolezze, le sue incoerenze e, ovviamente, le sue bugie. Il dubbio è che il Paese dei Balocchi possa essere il mondo stesso in cui viviamo, mentre ad animare il nuovo Pinocchio, che non tarderà a gridare contro di noi la sua scomodità, si preannuncia essere il desiderio di un ritorno ad una condizione originaria, più che quello di completare la metamorfosi verso la condizione umana. Quello che aspetta la celebre marionetta e lo spettatore sarà allora un percorso a ritroso, che solo dopo essersi palesato del tutto rivelerà la reale portata della sua critica al nostro attuale orizzonte di senso.

In attesa della recensione non nascondiamo la nostra curiosità verso questo lavoro drammaturgico che si preannuncia essere molto più che una delle tante e consumate rivisitazioni.

L’appuntamento con Mousèion sarà il 26-27-28 Maggio 2017 al CAMUSAC di Cassino alle ore 18.00.

Ingresso a prenotazione obbligatoria telefonando al 339.3679869 \ 329.1641423.

MOUSèION

Pinocchio lo spettacolo del rifiuto, una storia all’incontrario

musica teatro danza arti visive  # tra Nature & Culture  immagini e visioni dai Luoghi dell’ecomuseo della via Ercolanea

Partners

Fondazione CAMUSAC

Patrocinio 

Consiglio Regionale del Lazio, XVII Comunità  Montana dei Monti Aurunci, Comune di Spigno Saturnia, Comune di Cassino-Assessorato alla Cultura

Artisti e collaboratori

Un progetto Teatro di Limosa & ResExtensa Dance Company – Collettivo Movement Research – Opera Prima Teatro – Full of Beans – Teatri della Viscosa – Compagnia teatroLaboratorio di Limosa

performer: Alba Avelli, Elisa Barucchieri, Vera Cavallaro, Agnese Chiara D’Apuzzo, Edda Di Laudadio, Viviana Faiola, Ada Filosa, Stefano Greco, Loredana Iafano, Francesco Lucarelli, Maria Grazia Marrazzo, Mariangela Massarelli, Edoardo Palma, Laura Pece, Silvia Pipponzi, Noemi Rotondo, Zaira Silvestri, Greta Tirelli

supervisione coreografica: Elisa Barucchieri

collaborazione alla regia: Hector Gustavo Riondet

direzione teatrolaboratorio: Agnese Chiara D’Apuzzo

direzione scenotecnica: Bruno Treglia

musiche e testi: aa.vv.

costumi dell’ensemble, allestimenti, logistica: Sandra Cardillo Zallo, Maria De Meo, Giovanni Salmeri  collaborazioni fotografiche & oggetti di scena: Marcello Dimitrij Avellini, Antonio Faiola, Alessandro Rotondo, Luigi Di Croce

foto di scena: Franco De Luca

video “Gambe corte, nasi lunghi”: Edoardo Palma

direzione artistica, drammaturgia e regia: Enrico Forte

Teatro di Limosa  ss.630 Spigno Saturnia | hormiaiteatro@gmail.com | www.limosateatro.tk

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Stefano Maria Pantano

Et unum facere et aliud non omittere! Ricordo con affetto queste parole, che uno dei miei più cari maestri di prima gioventù amava ripetermi. Non sempre però riesco a mettere in pratica il prezioso precetto dei padri latini, essendo io alla perenne ricerca di un equilibrio e di una pace mai trovata. Mi dibatto tra vari interessi che vanno dallo studio al teatro (visto e recitato), dallo sport alla scrittura cercando la mia stella. Fisicamente a metà fra l’atleta e il topo da biblioteca, ma sempre più tendente verso il secondo, la mia eterna preoccupazione è che quello che faccio sia fatto degnamente, secondo un’espressione orientale che mi sta molto a cuore: kung fu (“lavoro molto duro praticato con abilità e sacrificio”).
Stefano Maria Pantano

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