Prorogata Van Gogh Alive – The Experience a Roma

Prorogata Van Gogh Alive – The Experience a Roma

ROMA – Nel giorno dell’anniversario della nascita di Van Gogh (30 marzo 1853) vi informiamo della proroga fino al 23 Aprile di Van Gogh Alive – The Experience, la mostra multimediale sul pittore olandese inaugurata ad ottobre 2016 a Palazzo degli Esami a Trastevere.

Un grande successo con oltre 131mila visitatori, con quasi 300 visite guidate di studenti delle scuole superiori e oltre 450 laboratori didattici per i bambini. Molti sono stati anche gli eventi collaterali ispirati a Van Gogh ed ospitati in questo spazio: la creazione di abiti della Scuola di Moda dello IED; un murales realizzato dagli studenti del corso di Arti Visive della Rufa; la creazione da parte dell’azienda Oniride di un visore per la realtà virtuale che ha permesso ai visitatori di muoversi all’interno del quadro La Notte Stellata.

Se state cercando una mostra da visitare in religioso silenzio ed in contemplazione di quanto esposto, leggendo fitti pannelli ricchi di notizie biografiche, ovviamente statene alla larga! Come ben specificato all’inizio del percorso si tratta di un’esperienza multimediale dove la fusione di immagini, musica e parole ha l’obiettivo di immergere il visitatore nel mondo dell’indiscusso genio artistico Vincent Van Gogh.

Il percorso dell’artista viene scandito in più fasi; il cosiddetto “periodo olandese” è caratterizzato in particolar modo dalla predilezione per il mondo rurale, abitato da instancabili contadini a lavoro nei campi. Nel fissare le loro azioni, Van Gogh esprime tutta la dignità di quel lavoro, dando importanza ad un mondo, ancora custode di valori morali e religiosi. Si sofferma sui volti dei più umili, i colori sono cupi, terrosi ma vibrano di luce.

La voglia di novità spinge l’artista a partire, è ora di salire sul treno: direzione Parigi. Vincent, senza preavviso, si reca in Francia, dal fratello Theo. Qui, la vitalità della città e il desiderio di confrontarsi con la pittura impressionista lasceranno tracce indelebili nella sua pittura; tuttavia, le sue scelte rimarranno sempre ben lontane dai soggetti mondani che affascinavano molti pittori impressionisti, mantenendo il suo interesse per gli aspetti più quotidiani dell’esistenza.
Van Gogh sembra sereno e quest’armonia si trasmette attraverso la sua pittura: finalmente la tavolozza si illumina e si arricchisce di intensità. Una luce nuova immerge i paesaggi in un’esplosione colorata, i fiori sembrano vibrare luminosi intorno a noi, la frutta autunnale è sulla tavola. Con punti, tratti, piccoli tocchi l’artista fonde la tecnica impressionista con quella più tradizionale ed inizia a concepire il colore come materia che modella, plasma ciò che vuole rendere eterno sulla sua tela. I segni pittorici sono così vivi che sembrano far muovere l’acqua dei fiumi e le foglie degli alberi.

Il 1888 segna il suo trasferimento ad Arles, periodo a cui appartengono alcune delle sue opere più famose. In questi mesi trionfa la natura, i campi della Provenza diventano i protagonisti di molti dipinti: sbocciano davanti a noi gli esuberanti iris che contrastano con il prato giallo e verde in cui sono immersi.
Il culmine della luminosità arriva con i girasoli, protagonisti indiscussi, che ci appaiono intrisi di luce vera e tutto si tinge di giallo.

Come molti artisti di quel periodo, anche Van Gogh rimase affascinato dall’arte giapponese: stampe dai colori puri, forti contrasti cromatici su una superficie bidimensionale. I fiori del mandorlo cadono di fronte ai nostri occhi e sembrano ricordarci che “Le grandi cose sono fatte dalla somma di molte piccole cose”.

Ci troviamo ora circondati dalle lettere scritte da Vincent perlopiù al fratello Theo: corredate talvolta da schizzi e disegni, le fitte parole rendono chiaro quanto le sue opere siano la traduzione dei suoi pensieri e della sua anima.
Comincia ad emergere già da questi scritti il principio di quel di conflitto interiore che tra il 1889-90 porteranno Van Gogh al ricovero presso il manicomio di Saint Rémy.

Nonostante Vincent ritenesse che “Solo cadendo, posso rialzarmi”, negli ultimi paesaggi del 1890 in cui ritrae i grandi spazi di Auvers-su-Oise, è ben evidente lo stato di malessere che ormai accompagna i suoi giorni. I corvi neri che solcano l’orizzonte del suo campo di grano improvvisamente si animano e, minacciosi, sembrano venirci incontro, diventando l’emblema evidente degli oscuri tormenti che lo stavano distruggendo.

La potenza delle immagini che scorrono intorno a noi è amplificata da una colonna sonora di grande efficacia: le musiche di Vivaldi, Ledbury, Tobin, Barber, Schubert, Bach, Satie, Saint-Saëns, Handel, per citarne solo alcuni, ci permettono di vagare negli stati d’animo dell’artista, spostandoci dalla quiete armonia iniziale fino ai momenti più tormentati che hanno caratterizzato la vita di Van Gogh. Le sue parole, come poesie, accompagnano le immagini in un connubio perfetto.
Una perplessità: perché replicare una sequenza di immagini e musiche praticamente identica in due sale?

Un’esperienza che racchiude tutte le potenzialità delle nuove tecnologie. Sfruttando SENSORY4™ che incorpora oltre 50 proiettori ad alta definizione ed un suono surround di qualità cinematografica, sa14976862_10211397415957204_1969231011968853582_orete circondati da circa tremila immagini proiettate su schermi, pareti e pavimento con l’obiettivo, riferisce Rob Kirk, curatore per GRANDE EXHIBITIONS, di “avvicinare un nuovo pubblico, giovani soprattutto, ma anche chi non ha mai visitato una galleria e visto una mostra del pittore”; con l’assoluta certezza che niente possa sostituire il confronto diretto con le opere d’arte, si può in quest’occasione vivere un’esperienza particolare con la speranza che possa contribuire alla scoperta di Van Gogh e, perché no, spingere qualcuno ad approfondire la sua conoscenza.

Van Gogh Alive – The Experience
Palazzo degli Esami – via Gerolamo Induno, 4 Roma
Dal 25 ottobre 2016 al 26 marzo 2017
da lunedì a giovedì ore 10.00 – 20.00
venerdì e sabato ore 10.00 – 23.00
domenica ore 10.00 -21.00. Ultimo ingresso un’ora prima.
Per maggiori informazioni visitare il sito

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Giulia Chellini

Giulia Chellini

Silenziosa scrutatrice, appassionata di arte e restauro; spesso sogno ad occhi aperti il mondo come dovrebbe essere per dimenticare il mondo come è..ed intanto perdo l’autobus. Fotografo dettagli insignificanti, cerco quadrifogli nei prati e parlo con i gatti. Penso che lo scopo della vita sia racchiuso nella parola “scoprire”: luoghi, cose e persone.
Giulia Chellini

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